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Conti truccati anche in Italia, secondo il NYT

La crisi economica della Grecia aiutata dalle banche


La crisi economica della Grecia aiutata dalle banche
15/02/2010, 08:02

ATENE - Una inchiesta del New York Times getta molte ombre sia sulla Grecia che sull'Italia. E' noto che il Paese ellenico sta attraversando un momento di crisi economica, sottoposto alle forti pressioni della speculazioni internazionali; tanto che quasi ogni giorno responsabili della Commissione Europea e della BCE fanno il loro annuncio quotidiano, assicurando che verrà tutelata la Grecia e la sua presenza nella Eurozona. Meno noto è che, secondo il quotidiamo americano, i conti della Grecia sono stati pesantemente falsificati. In pratica, con la consulenza di grandi banche internazionali, a cominciare dalla Goldman Sachs e dalla JP Morgan Chase, si sono creati dei "pagherò" non inseriti in bilancio. Per esempio, la Grecia ha rinunciato ai proventi delle tasse aeroportuali per molti anni a venire, in cambio di liquidità immediata per mostrare di stare rientrando nei parametri di Maastricht (come noi, la Grecia ha il problema di un elevato rapporto debito pubblico/Pil, che oggi è intorno al 100%, ma è ben superiore al 60% previsto dai parametri europei, ndr). Ma soprattutto il Paese ha fatto un esteso uso dei derivati finanziari, che nell'immediato sembrano cancellare o ridurre i debiti; ma che nel lungo periodo sono un peso insostenibile.
Ma questa non è una cosa che riguarda solo la Grecia. Nella stessa inchiesta si parla anche dell'Italia che avrebbe utilizzato sistemi simili con lo stesso obiettivo. A cominciare da un derivato sottoscritto a fine 1996 per entrare in Europa, per poi continuare - sia con i governi di destra che di centrosinistra - con cartolarizzazioni e l'impegno di redditi futuri per garantire i prestiti di oggi.
Se l'inchiesta risponde a verità, non basterà l'appoggio di tutta l'Europa ad impedire che le speculazioni contro la Grecia abbiano due possibili effetti: o costringere il Paese a staccarsi dall'Europa oppure danneggiare pesantemente l'intera zona euro, generando odi interni tra i Paesi. E in entrambi i casi, garantito che saremo noi il secondo obiettivo, dato che abbiamo la stessa debolezza strutturale.

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di Antonio Rispoli
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