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La crisi economica e sociale della Grecia: creata, costruita, voluta


La crisi economica e sociale della Grecia: creata, costruita, voluta
15/06/2011, 16:06

Anche oggi in Grecia ci sono stati scioperi in tutte le principali città, contro i tagli che il governo greco si accinge a fare ai servizi pubblici essenziali e al welfare. I manifestanti hanno addirittura impedito ai parlamentari di entrare nel Parlamento; e ci sono stati scontri con la Polizia. Intanto ieri l'agenzia di rating Standard & Poor's ha tagliato il debito pubblico greco a CCC, un livello bassissimo (praticamente, sono titoli di Stato che non valgono la carta su cui sono stampati).
Ma come mai la situazione è peggiorata tanto, nonostante le diverse manovre "lacrime e sangue" fatte dall'attuale governo? Può sembrare paradossale, ma la situazione è peggiorata proprio perchè sono state fatte queste manovre. Sia ben chiaro, qualcosa di buono è stato fatto (un premio in denaro per il dipendente pubblico che arriva puntuale al lavoro, è uno dei bonus che è stato giustamente eliminato; così come è assurdo pagare una Commissione per la salvaguardia di un lago che si è completamente disseccato 80 anni fa); ma il grosso della manovra è stato negativo per l'economia greca. Infatti, il grosso è costituito da tagli agli stipendi dei dipendenti, licenziamenti, tagli al welfare, ecc. CIoè tutte misure che tendono a ridurre la capacità di spesa. Se io vengo licenziato, quello che ho me lo tengo e lo spendo il meno possibile; idem se mi viene tagliato lo stipendio; se non ho più le medicine gratuite, le devo pagare con i soldi miei, quindi riduco le spese in altri campi. E così via.
Quindi queste misure hanno pesantemente colpito l'economia greca, paralizzandola e facendo crollare la domanda interna. Questo ha provocato licenziamenti di massa anche nel privato, aumenti di prezzi dei beni e così via; tutte misure che hanno colpito ancora di più la crescita economica greca. Insomma, il Paese si è avvitato in una spirale negativa. Ma la strada è stata obbligata, per avere i prestiti necessari ad evitare il default: Bce e Fmi hanno preteso queste misure. E chiaramente, dato il livello di conoscenza in economia degli specialisti di questi organismi, è difficile che non lo sappiano.
E allora cosa è che li spinge a chiedere questi sacrifici? Malafede? Potrebbe essere ed alcuni lo sostengono, facendo notare cone le privatizzazioni a cui la Grecia è costretta favorirebbero in primis la Germania. Ma bisognerebbe dimostrarlo con qualche prova. Potrebbe essere anche solo un inutile e stupido attaccamento alla teoria della cosiddetta "scuola di Chicago", una teoria economica in vigore da trent'anni a questa parte, che prevede il taglio delle spese relative al welfare e l'affidamento di questi servizi ai privati (sul modello statunitense) come misura base per aumentare la crescita del Pil. E' una teoria economica che si è dimostrata completamente errata ed è la causa della crisi economica mondiale che stiamo vivendo, ma i responsabili degli organismi economici internazionali ci hanno sempre convissuto con queste idee. Quindi per loro è difficile metterle da parte, anche perchè dovrebbero ammettere questo pesante difetto del capitalismo.
SI poteva fare altrimenti? E' difficile da dire, perchè l'economia greca era malmessa: un rapporto deficit/pil al 13%, un debito pubblico/Pil oltre il 90%, un Pil di soli 250 miliardi. SI tratta di credenziali troppo deboli per affrontare la crisi economica che ci ha colpiti. Inoltre la Grecia è un Paese dove la corruzione e l'evasione fiscale sono altissime, cosa che non aiuta la riscossione delle tasse.
Perchè questa lunga descrizione? Perchè anche l'Italia si sta avviando verso la stessa strada della Grecia. Sono anni che i governi Berlusconi-Tremonti stanno tagliando il welfare e licenziando i lavoratori pubblici; in maniera meno drastica, ma più continuativa. E anche noi partiamo da una situazione di debito pubblico/Pil al 120% (e in aumento grazie ai suddetti governi), di forte evasione fiscale e di grande corruzione. Le uniche due cose che finora ci hanno salvato sono l'ottimo lavoro di sistemazione dei conti pubblici dei governi di centrosinistra (in particolare l'ultimo governo Prodi, che riuscì a tagliare il deficit di 40-50 miliardi in soli 20 mesi, aiutando economicamente le fasce più economicamente deboli della popolazione) e il Pil che ammonta a circa 1400 miliardi. Cosa che richiede un investimento molto alto di risorse per provare un attacco economico. Ma questo non vuol dire che sia impossibile, soprattutto se si continua ad indebolire l'economia italiana (e sta per arrivare un altro pesantissimo colpo da 40 miliardi di euro). Negli ultimi 3 anni, il governo Berlusconi-Tremonti, oltre a tagliare 60 miliardi di euro dai settori nevralgici dello Stato (welfare, scuola, ricerca, sicurezza, giustizia, ecc.) hanno aumentato il deficit da 20 a 70 miliardi di euro. In totale, quindi, hanno sprecato oltre 100 miliardi di euro, senza dare niente di positivo al nostro Stato. Riusciremo a resistere, prima dell'attacco prossimo degli speculatori?

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di Antonio Rispoli
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