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La dilazione del pagamento delle pretese tributarie


La dilazione del pagamento delle pretese tributarie
07/07/2009, 02:07

Prima di affrontare il discorso relativo ai mezzi posti a disposizione del contribuente per difendersi da pretese infondate, pare opportuno in questa sede dare risposta ad una delle domande più frequenti in materia di riscossione esattoriale: l’importo dovuto è dilazionabile, ed in tal caso chi è il soggetto legittimato ad effettuare la rateizzazione?
Il contribuente, infatti, anche se consapevole di essere tenuto a pagare le somme richieste a mezzo notifica di una cartella esattoriale, spesso, stante gli ingenti importi iscritti a ruolo, non ha i mezzi economici per ottemperare ai propri obblighi tributari.
Il legislatore, anche al fine di rendere più efficace ma meno aggressiva la procedura di recupero, ha ideato l’istituto della dilazione di pagamento.
L’art. 19 del D.P.R. n. 602/1973 prevede, dopo l’intervento della Finanziaria 2008 con la L. 24 dicembre 2007 e del D.L. 31 dicembre 2007, n. 248 (c.d. decreto “mille proroghe”) e della L. 28 febbraio 2008, n. 31, l’attribuzione all’Agente della riscossione il potere di concedere la rateazione del pagamento delle somme iscritte a ruolo. Nella previgente normativa, tale potere era attribuito all’Ufficio.
Il contribuente, così, può richiedere la concessione della rateazione delle somme ad Equitalia.
La dilazione può essere concessa fino ad un massimo di 72 rate mensili (e non più 60 rate) con un importo minimo della rata di € 100,00, salvo eccezioni.
La rateazione della cartella iscritta a ruolo può, però, essere ottenuta dai soggetti che si trovino in una situazione di obiettiva e temporanea difficoltà finanziaria.
Stante il tenore della norma è quindi fondamentale definire cosa deve intendersi per “temporanea situazione di obbiettiva difficoltà” del contribuente.
L’accezione “temporanea” permette subito di definire la situazione di difficoltà come contingente, pertanto non abituale. Non potrà quindi essere effettuata la dilazione tutte le volte in cui si è in presenza di un contribuente che presenti una obbiettiva situazione di totale e costante incapacità solutoria.
Piuttosto, la dilazione andrà concessa al soggetto che dimostri una mancanza di liquidità legata ad un fatto solo ed esclusivamente transitorio. Pertanto, può concludersi che per temporanea obiettiva difficoltà dovrà intendersi quella in cui si trova il contribuente che sia nell’impossibilità di far fronte al pagamento dell’importo dovuto in un’unica rata, ma che possa certamente far fronte ai propri obblighi laddove ottenga una sufficiente rateazione dell’importo iscritto a ruolo.
Equitalia rende disponibile sul proprio sito un simulatore per il calcolo del piano di rateazione personalizzato.
Il simulatore permette di conoscere, in relazione all’entità del debito residuo, quale sarà il numero massimo di rate che l’Agente della riscossione potrà concedere e il loro importo.
Sono stati previsti tre diversi simulatori:
• per importi fino a 5 mila euro e qualunque sia la natura giuridica del debitore;
• per importi oltre 5 mila euro per persone fisiche e ditte individuali in regime semplificato;
• per importi oltre 5 mila euro per persone giuridiche e ditte individuali in contabilità ordinaria.
L’istanza di rateazione della cartella esattoriale può essere presentata anche dopo che siano iniziati gli atti esecutivi da parte dell’Agente della riscossione.
Per le rateizzazioni di somme superiori ad € 50.000,00 non è richiesta la presentazione di alcuna garanzia (fideiussione bancaria, polizza fidejussoria, ecc.).
In caso di mancato pagamento della prima rata o, successivamente, di due rate, il debitore decade automaticamente dal beneficio della rateazione e l'intero importo iscritto a ruolo ancora dovuto può essere riscosso immediatamente e automaticamente in unica soluzione; ne consegue che il carico non può più essere rateizzato.
Sulle somme rateizzate si applicano gli interessi con un piano di ammortamento a scalare (rate costanti, in cui la quota capitale cresce e la quota interessi decresce in relazione al tempo della rateazione).
Per importi fino ad € 5.000,00, la rateazione dovrà essere concessa, a fronte della semplice richiesta motivata, nel seguente numero di rate:
- Per importi fino ad € 2.000,00: massimo 18 rate;
- Per importi da € 2.001,00 ad € 3.500,00: massimo 24 rate;
- Per importi da € 3.501,00 ad € 5.000,00: massimo 36 rate.
Per importi superiori ad € 5.000,00, l’accertamento della temporanea situazione economica viene effettuata in maniera differenziata, a seconda che l’istanza di rateazione venga presentata da persone fisiche, ovvero da titolari di ditte individuali in regimi fiscali semplificati, da persone di capitali, società cooperative, mutue assicuratrici, società di persone o titolari di ditte individuali in contabilità ordinaria.
Le istanze di rateazione presentate dalle persone fisiche e dai titolari di ditte individuali in regimi fiscali semplificati (regime di contabilità semplificata per le imprese minori, regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali, regime fiscale per i “contribuenti minimi”), verranno prese in  considerazione:
1) l’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) del nucleo familiare del debitore;
2) l’entità del debito, calcolata tenendo in considerazione le somme iscritte a ruolo residue e al netto di eventuali sgravi e/o pagamenti parziali e senza compitare gli interessi di mora, gli aggi, le spese esecutive ed i diritti di notifica della cartella.
La metodologia in oggetto individua una serie di classi di ISEE dell’ampiezza di € 5.000,00.
A ciascuna di tali classi corrisponde un importo, che esprime la soglia di debito, denominata “soglia di accesso”, a partire dalla quale il contribuente non è in condizione di assolvere l’obbligazione in unica soluzione e deve, pertanto, essere considerato in situazione di temporanea obiettiva difficoltà.
Questo importa cresce ad ogni scatto della classe di ISEE di appartenenza, poiché è determinato sulla base di una funzione costruita secondo un principio di progressività. Tale scelta deriva dalla circostanza che, al crescere della capacità reddituale e patrimoniale del debitore, cresce, evidentemente, anche la sua capacità a far fronte al pagamento in un’unica soluzione delle somme iscritte a ruolo.
Di conseguenza, se l’ammontare del debito di cui si chiede la rateazione è inferiore alla soglia di accesso, l’istanza di dilazione non può essere accolta; se, invece, il debito è almeno pari a tale soglia, la rateazione deve essere concessa.
Allorché l’applicazione dei parametri sopra citati non consenta la concessione della rateazione, il debitore potrà, comunque, accedere al beneficio facendo valere particolari condizioni che abbiano determinato una radicale modifica della situazione reddituale e patrimoniale risultante dall’ISEE.
Poiché l’ISEE ha un periodo di riferimento annuale e stante la scadenza mensile prevista dalla legge per il pagamento delle singole rate, in corrispondenza della singola classe di ISEE, una volta stabilito che il contribuente può accedere al beneficio  della dilazione, si divide per 12 il valore della soglia di accesso e si individua, in tal modo, l’importo il cui onere può essere sopportato mensilmente dal debitore (c.d. rata indicativa). Tale assunto è valido se permangono i seguenti vincoli:
1) salvo che in particolari situazioni di comprovata indigenza, l’importo minimo della rata non può essere inferiore ad € 100,00;
2) il numero massimo di rate concedibile per legge è 72.
Dividendo il debito da rateizzare per l’importo della rata indicativa, si ottiene, in misura approssimativa, il numero massimo di rate concedibile.
L’azione dei vincoli in parola e l’esistenza di tassi di interesse di rateazione differenziati in relazione alla tipologia di debito non sempre rendono immediatamente determinabile, per il contribuente, l’esatto numero massimo di rate ottenibile che, tuttavia, è individuabile attraverso il simulatore.
Allorché l’applicazione dei parametri sopra citati non consenta la concessione della rateazione, il debitore potrà, comunque, accedere al beneficio facendo valere particolari condizioni che abbiano determinato una radicale modifica della situazione reddituale e patrimoniale risultante dall’ISEE.
Limitatamente ai titolari di ditte individuali in regimi fiscali semplificativi, tali condizioni sono, inoltre, da ritenersi sussistenti anche allorché l’attività di impresa risenta sensibilmente di improvvise ed oggettive crisi del mercato di riferimento, anche di carattere locale, ovvero di eventi imprevedibili provocati da forza maggiore.
In tutti i suddetti casi, la radicale modifica della situazione reddituale e patrimoniale espressa dall’ISEE dovrà essere idoneamente documentata e la relativa decisione dovrà essere esaustivamente motivata.
Le persone fisiche ed i titolari delle citate categorie di ditte individuali che intendano richiedere la rateazione di importi superiori ad € 5.000,00 devono allegare all’istanza di rateazione la certificazione dell’ISEE relativa al proprio nucleo familiare, rilasciata da uno dei soggetti preposti per legge a tale certificazione: i Comuni, i CAAF convenzionati con l’INPS, le amministrazioni pubbliche erogatrici di prestazioni sociali agevolate e l’INPS.

Per le società di capitali, società cooperative, mutue assicuratrici, società di persone o titolari di ditte individuali in contabilità ordinaria, la determinazione della situazione di temporanea obiettiva difficoltà viene valutata tenendo conto della capacità o della ditta di assolvere ai debiti di prossima scadenza con i mezzi di cui dispone.
L’Equitalia intende il concetto di temporanea difficoltà ad adempiere, analogo a quello espresso dall’abrogato art. 187 l.f., relativo alla procedura di amministrazione controllata, cioè ad uno stato reversibile di incapacità ad adempiere regolarmente alle proprie obbligazioni.
A tal fine dovrà essere utilizzato l’indice di liquidità, che è l’indice comunemente impiegato dagli analisti di bilancio per stabilire la maggiore o minore capacità dell’impresa di far fronte agli impegni finanziari a breve termine con le proprie disponibilità liquide, immediatamente e differite.
Tale indice è pari a:
(liquidità immediata + liquidità differita)/passività correnti
Se l’indice risulta essere uguale o superiore a 1, la situazione finanziaria della società o della ditta non risponderà al requisito di temporanea difficoltà e, dunque, la richiesta di rateazione sarà respinta.
Nell’ipotesi in cui, invece, tale quoziente sia inferiore a 1, l’applicazione dell’indice non sarà da solo sufficiente ad integrare il requisito previsto dall’art. 19 del D.P.R. n. 602/1973, in quanto i flussi finanziari generati dall’attività d’impresa potrebbero, comunque, consentire il puntuale adempimento in unica soluzione dell’obbligazione derivante dall’iscrizione a ruolo.
Per questo motivo, se il suddetto quoziente è inferiore a 1, dovrà essere valutato un ulteriore indice, denominato Indice Alfa. Tale indice si calcola nel seguente modo:
(debito complessivo/valore della produzione)* 100
È importante evidenziare che il debito complessivo deve intendersi comprensivo degli interessi di mora, aggi, spese e diritti di notifica della cartella.
Se il valore dell’Indice Alfa è inferiore a 4, la situazione finanziaria dell’impresa non risponderà al requisito della temporanea situazione di obiettiva difficoltà e la rateazione non potrà essere concessa.
Se, invece, il valore dell’Indice Alfa è superiore a 4, tale situazione sarà sussistente, in misura crescente dello stesso valore, in proporzione al quale dovrà essere graduato il numero massimo di rate concedibile.
In tal caso, pertanto, si dovrà procedere con le seguenti modalità:
- per Alfa compreso tra 4 e 7:   massimo 18 rate;
- per Alfa compreso tra 7 e 10:  massimo 36 rate;
- per Alfa superiore a 10:   massimo 72 rate.
Qualora l’applicazione dei parametri sopra indicati non consenta l’accesso alla rateazione, l’impresa potrà beneficiare della rateazione esclusivamente a condizione di documentare la sussistenza di eventi straordinari che indicano in maniera così significativa sulla società o la ditta, da ritenere, comunque, sussistente la condizione di temporanea situazione di obiettiva difficoltà.
Da ultimo va richiamata l’attenzione ad un altro istituto, la sospensione della riscossione per situazioni eccezionali, introdotto dal legislatore all’art. 19 bis del D.p.r. 29 settembre 1973, n. 602. Tale norma prevede che se si verificano situazioni eccezionali, a carattere generale o relative ad un’area significativa del territorio, tali da alterare gravemente lo svolgimento di un corretto rapporto con i contribuenti, la riscossione può essere sospesa, per non più di dodici mesi, con decreto del Ministero delle finanze.
La norma purtroppo non chiarisce cosa debba intendersi per “situazioni eccezionali, a carattere generale o relative ad un’area significativa del territorio”. Tuttavia appare molto interessante la precisazione “tali da alterare gravemente lo svolgimento di un corretto rapporto con i contribuenti”. In tal senso, infatti, la norma si presta alle più diverse interpretazioni.  
 

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di Francesco Cossu
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