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La disciplina dei gruppi societari


La disciplina dei gruppi societari
09/05/2010, 13:05

La libertà per le società per azioni, di sottoscrivere partecipazioni in altre società comporta la nascita ed il conseguente studio, del fenomeno dei gruppi societari.
Il gruppo di società è quel fenomeno in base al quale una serie di imprese societarie, che solo formalmente risultano essere autonome ed indipendenti tra loro, sono soggette ad una unica direzione. Tale direzione è svolta da una società c.d. capogruppo che le controlla e le dirige, seguendo una linea comune, al fine di raggiungere uno scopo unitario.
Il legislatore detta alcune norme di riferimento per la direzione ed il coordinamento delle società.
In base all’art. 2497 c.c., le società e gli enti che, esercitando attività di direzione e coordinamento di società, violano i principi di corretta gestione societaria e imprenditoriale, agendo nell’interesse proprio e altrui, rispondono nei confronti delle medesime società partecipate per il pregiudizio arrecato sia alla redditività che al valore della partecipazione sociale.
Tali soggetti imprenditoriali rispondono direttamente anche nei confronti dei creditori sociali per le lesioni arrecate all’integrità del patrimonio della società.
La responsabilità non ha luogo, però, se alla luce dei risultati complessivi dell’attività di direzione e coordinamento, il danno risulta essere mancante ovvero integralmente eliminato.
Il socio ed il creditore sociale possono agire nei confronti della società o dell’ente che ha esercitato l’attività di direzione e coordinamento, solo se non sono stati soddisfatti dalla società soggetta alla predetta attività.
In base al quarto comma dell’art. 2497 c.c., nell’ipotesi di assoggettamento a procedure concorsuali quali il fallimento, la liquidazione coatta amministrativa e l’amministrazione straordinaria di società soggetta all’altrui direzione e coordinamento, l’azione spettante ai creditori di questa è esercitata, rispettivamente, dal curatore o dal commissario liquidatore o dal commissario straordinario.
Il legislatore, all’art. 2497-bis c.c., stabilisce l’obbligo per le società di indicare, sia negli atti che nella corrispondenza, della società o dell’ente alla cui attività di direzione e coordinamento è soggetta. Tale obbligo deve essere rispettato anche attraverso l’iscrizione, a cura degli amministratori, presso la sezione del registro delle imprese appositamente istituita, in cui vengono iscritte le società e gli enti che esercitano attività di direzione e coordinamento e quelle che vi sono soggette.
Gli amministratori che non rispettano tale obbligo di pubblicità ovvero che la mantengano quando la soggezione è cessata, sono responsabili dei danni che la mancata conoscenza di tali fatti abbia recato ai soci o ai terzi.
L’obbligo di informazione impone, agli amministratori, l’esposizione, in apposita sezione della nota integrativa, di un prospetto riepilogativo dei dati essenziali dell’ultimo bilancio della società o dell’ente che esercita su di essa l’attività di direzione e coordinamento.
Inoltre, gli amministratori devono indicare nella relazione sulla gestione i rapporti intercorsi con chi esercita l’attività di direzione e coordinamento e i risultati ottenuti.
Gli amministratori delle società soggette ad attività di direzione e coordinamento devono provvedere a motivare e indicare puntualmente, i motivi e le ragioni che hanno indotto alla assunzione di una determinata decisione influenzata dalla medesima attività di direzione e coordinamento.
Il legislatore concede la possibilità, ai soci di società soggetta ad attività di direzione e coordinamento di recedere dalla società quando:
a) la società o l’ente che esercita attività di direzione e coordinamento ha deliberato:
- una trasformazione che comporta il radicale mutamento del suo scopo sociale;
- una modifica del suo oggetto sociale che preveda l’esercizio di attività che potenzialmente possano alterare le condizioni economiche e patrimoniali della società soggetta ad attività di direzione e coordinamento;
b) sia stata pronunciata a favore del socio una condanna di responsabilità diretta di chi esercita
attività di direzione e coordinamento. In tal caso, il socio può esercitare il diritto di recesso solo
per l’intera partecipazione;
c) non si tratta di una società con azioni quotate e ne deriva un’alterazione delle condizioni di
rischio dell’investimento e non venga promossa un’offerta pubblica di acquisto sia all’inizio
che alla cessazione dell’attività di direzione e coordinamento.
In base all’art. 2497-sexies c.c., si presume, salvo prova contraria, che l’attività di direzione e coordinamento di società sia esercitata dalla società o ente tenuto al consolidamento dei loro bilanci o che comunque le controlla.

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di Francesco Cossu
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