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Bilancio 2009 negativo. Per Marchionne la ripresa nel 2010

La Fiat chiude in rosso. 848 milioni di perdita


La Fiat chiude in rosso. 848 milioni di perdita
25/01/2010, 19:01

TORINO - Casella rossa per i conti Fiat dell’anno 2009. La casa automobilistica italiana chiude un’annata difficile con il bilancio in perdita. Un risultato già atteso dai vertici della fabbrica torinese, che, anzi, supera le tragiche aspettative dei mesi scorsi. Parcella alla mano, i numeri del gruppo Fiat sono da mal di testa. Il colosso automobilistico ha perso, nel solo anno solare 2009, circa 848 milioni di euro, con un indebitamento pari a oltre quattro miliardi di euro. Cifre da brividi, che invece vanno meglio di quanto non ci si aspettasse a metà anno.  La perdita netta è migliore del target utile della gestione ordinaria. I ricavi del gruppo, pari a 50,1 miliardi, sono calati del 16% rispetto ai livelli record del 2008 (59,6 miliardi), ma nel quarto trimestre sono aumentati del 3,6% sullo stesso periodo del 2008. Questo a causa dell’andamento della domanda, che ha risentito in modo significativo degli effetti del rallentamento economico globale. Un rallentamento attenuatosi negli ultimi mesi dell’anno, così che i livelli di caduta della domanda registrati nella seconda parte del 2009 sono risultati più contenuti rispetto a quelli del primo semestre. Numeri che ora fanno ben sperare nell’anno appena iniziato. Se la ripresa partita nell’ultimo trimestre 2009 dovesse continuare per tutto il 2010, tra dodici mesi si potrebbero rifare i conti in positivo per il gruppo Fiat. Nei buoni segni sperano i manager di Torino, che stimano per l'anno in corso di raggiungere ricavi tra 52 e 53 miliardi di euro, in aumento del 3-6%, con un utile della gestione ordinaria di circa 1,5 miliardi di euro e un utile di 200-300 milioni di euro.
Tanto per dire che la crisi dovrebbe essere già alle spalle. Di questo ne è convinto anche l’amministratore delegato, Sergio Marchionne, il quale già qualche giorno fa si era detto sicuro di avere di li a poco tra le mani un bilancio al di sopra delle medie stilate dagli analisti. I numeri, per ora, gli hanno dato ragione.

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di Salvatore Formisano
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