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L'annuncio fatto da Marchionne. Ma con quali soldi?

La Fiat prende il 25% della Chrysler

E Bonanni, a Mattino Cinque, attacca la Fiom

La Fiat prende il 25% della Chrysler
10/01/2011, 15:01

TORINO - La Fiat sale dal 20 al 25% nel capitale della Chrysler. L'ha annunciato oggi l'amministratore delegato del colosso torinese, Sergio Marchionne, aggiungendo: "E ci sono le condizioni per salire al 51% entro l'anno". In realtà le azioni non sono state pagate, ma l'aumento di capitale è stato dovuto alla certificazione dell'uso del motore Fire (sigla che sta per Fully Integrated Robotized Engine) per le vetture Chrysler. Non che sia una grande novità: i primi motori Fire risalgono ad oltre 30 anni fa e furono uno dei punti di forza della Uno, quando nacque. Ora verrà utilizzato il motore 1400 Fire per la nuova 500, che verrà venduta anche dai distributori Chrysler.
Il resto del capitale della CHrysler invece è diviso così: i sindacati americani Uaw Veba hanno il 63,5% del capitale, il Tesoro Usa il 9,2% e il governo canadese il 2,3%.
Marchionne poi è tornato sullo stabilimento Mirafiori, ripetendo quanto già detto nei giorni scorsi: "Se ci sarà la maggioranza, il discorso si chiude, l'investimento si fa. Se non si raggiunge il 51% salta tutto e andiamo altrove. Fiat ha alternative nel mondo, aspettiamo di vedere cosa succederà giovedì e venerdì e se il referendum non passerà ritorneremo a festeggiare a Detroit". Invece dal canto suo la Fiom si mostra fiduciosa sull'esito del referendum. Da stamattina alla porta 2 di Mirafiori c'è il camper del sindacato che distribuisce ai lavoratori l'intero accordo, lungo 70 pagine, per informarli di cosa andranno a votare. Mentre c'è il "fronte del sì" (Fim, Uilm, Fismic e Ugl), cioè i sindacati che hanno votato l'accordo, che distribuiscono volantini con lo slogan "Mirafiori c'è, ora tocca a te"; e anche i Cobas, all'insegna del "Siamo tutti Mirafiori, nessuna resa". Ma anche in caso di sconfitta, la Fiom ha già annunciato che non intende arrendersi: "Se al referendum dovessero vincere i sì, ci rivolgeremo alla magistratura", ha detto Giorgio Cremaschi, presidente del Comitato centrale della Fiom.
Intanto nuovo attacco del segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, alle iniziative della Fiom. Parlando questa mattina a Mattino CInque, su Canale 5, il sindacalista ha detto: "L'accordo di Mirafiori dà posti di lavoro, prospettiva, più salario. L'azienda stava chiudendo, che ci sia stato un manager come Marchionne che ha voluto saper ricostruire le condizioni di base dell'azienda e ha avuto la capacità di allearsi con la Chrysler e darsi un piano che incoraggia i mercati a finanziare un piano industriale per noi importante. D'altronde, se la Fiom fosse il sindacato maggioritario in Italia - e non lo è - avrebbe spinto la Fiat ad andarsene dall'Italia". Sull'accordo, poi Bionanni lo liquida in due parole: "Marchionne ci ha chiesto una sola cosa: non meno salario, non taglio di alcuni diritti, ma solo di permettere una organizzazione del lavoro in grado di sfruttare al 100 per cento gli impianti. I dipendenti lavoreranno 8 ore come prima ma in tre turni giornalieri, è tutto lì".

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di Antonio Rispoli
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