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Stipendi bloccati, licenziamenti e privatizzazioni

La Grecia costretta ad un'altra manovra "lacrime e sangue"


La Grecia costretta ad un'altra manovra 'lacrime e sangue'
19/05/2011, 16:05

ATENE (GRECIA) - La Grecia si appresta ad obbedire all'ultimatum ricevuto: servono altri 6 miliardi di euro entro la fine dell'anno. E quindi il governo sta allestendo la manovra necessaria a raggiungere questo obiettivo. Naturalmente a scapito dell'economia del Paese. Infatti è previsto il blocco degli aumenti di stipendio per i dipendenti pubblici, il blocco delle assunzioni, tagli a pensioni e sussidi sociali e un vasto programma di privatizzazione, a cominciare dalla società telefonica nazionale e da quella elettrica. Una serie di misure che hanno come unico risultato un ulteriore crollo del Pil e di conseguenza la necessità, di qui a qualche mese, di fare ulteriori tagli alla spesa pubblica.
Intanto la BCE ha avvisato il governo di Atene: non provi a pensare ad un consolidamento del debito (cioè a non pagare integralmente i titoli di Stato con relativi interessi, che sono altissimi, dato che i titoli di Stato sono considerati "titoli-spazzatura"); altrimenti la Banca Centrale non accetterà più i titoli di Stato greci in cambio delle banconote, come viene fatto normalmente. Una cosa che teoricamente la BCE potrebbe fare già da adesso, dato che non è obbligata ad accettare i junk-bonds

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di Antonio Rispoli
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