Economia e finanza / Economia

Commenta Stampa

La manovra Monti: iniqua, depressiva, dannosa


La manovra Monti: iniqua, depressiva, dannosa
05/12/2011, 16:12

Il nuovo Presidente del Consiglio Mario Monti l'aveva detto: i tre pilastri di questo governo, in campo economico saranno equità, crescita, rigore. E quindi, come primo atto economico del suo governo ha fatto una manovra iniqua, depressiva e dannosa. Vediamo perchè.
Innanzitutto, tutte le parti che introducono nuove tasse o tagliano le pensioni sono ad effetto praticamente immediato. Secondo l'Aduc (associazione dei consumatori) questa manovra costerà circa 3000 euro all'anno per famiglia. E in questo momento, dove secondo il Censis, oltre una famiglia su 3 è povera o sull'orlo della povertà, una mazzata del genere non farà altro che potenziare il blocco della domanda. In particolare c'è il discorso dell'aumento dell'accise sul carburante e dei due punti dell'Iva. Si tratta di misure che si scaricano indistintamente su tutto, facendo aumentare i prezzi. La manovra di agosto, nella sua approvazione finale, conteneva l'aumento dell'Iva di un solo punto, dal 20 al 21%. Ora il governo la passa al 23%. La prima manovra aveva prodotto un aumento effettivo dei prezzi nei settori base dell'economia (cibo, vestiti) intorno al 10%. Cosa succederà adesso? Parlare di un ulteriore aumento del 20% nei prossimi 3-4 mesi mi sembra persino ottimistico. Anche se l'Istat, aiutato dal cambio di paniere che si fa tradizionalmente a fine anno, farà risultare un aumento contenutissimo, dopo il +0,4% ottenuto ad ottobre.
A questo si aggiunge la vicenda delle pensioni. Assolutamente inutile, dato che la stessa Europa aveva detto più volte che fino al 2030 il nostro sistema era già in equilibrio, nonostante grandi fette dei soldi che i lavoratori versano all'Inps vengato buttati per regalare pensioni agli artigiani e liberi professionisti (che pagano la metà dei contributi degli operai, per le stesse pensioni) e vitalizi ai parlamentari. Al limite, bastava cancellare queste ultime voci. Invece no: si è aggiunta insicurezza ad insicurezza, allungando i tempi anche per la pensione di vecchiaia. C'è una mia conoscenza che ora si trova in una situazione assurda: ha iniziato a lavorare a 17 anni e - nonostante sia donna e meridionale - è sempre stata assunta in regola, con tutti i contributi di legge pagati. Ha 55 anni e mezzo, quasi 39 anni di contributi versati. Stava già accarezzando l'idea di andare in pensione l'anno prossimo... e invece no. Adesso verrà obbligata a lavorare almeno per altri quattro anni. E sottolineo "almeno", perchè poi bisogna vedere che succede. E i giovani che cercano lavoro? Ah, beh, quelli ovviamente se lo prendono in saccoccia.
La crescita poi è affidata ad un'unica norma seria: la defiscalizzazione dell'Irap per le imprese che assumono. Una norma che non serve a niente e che non aumenterà l'occupazione di un solo individuo. Non lo dico io, ma una persona che di gente ne ha assunta parecchia: il miliardario Warren Buffet. Il quale in una intervista, l'estate scorsa, disse che lui non conosceva nessun imprenditore, negli Usa o fuori, che decidesse se assumere o meno qualcuno sulla base della maggiore o minore licenziabilità o sugli eventuali sgravi fiscali. Il che è logico: un imprenditore deve produrre i beni materiali o immateriali della sua azienda. Se la richiesta di quel bene aumenta, aumenta il personale perchè bisogna aumentare la produzione; in caso contrario nisba. In realtà questo è solo un altro modo per regalare soldi pubblici agli imprenditori, che non solo evadono e sfruttano i lavoratori, magari pagandoli al nero, ma hanno pure i benefici dallo Stato.
Con in più tre dati, poco sottolineati, che dimostrano la malafede di questo governo. Il primo riguarda i tagli alla politica. Verranno tagliate le province, gli enti, gli stipendi, ecc... ma solo nei prossimi anni. Il tempo di far arrivare un nuovo governo che faccia una legge che cancelli l'attuale, ripristinando lo status quo. Invece pensioni e salari vengono tagliati da subito, almeno come potere di acquisto.
Il secondo dato riguarda la crescita economica dell'Italia. Il Ministro Passera ha parlato di liberalizzazioni, per esempio. Ma queste danno un aumento del gettito fiscale, a condizione che restino comunque sotto controllo, solo in periodi medio-lughi (5-10 anni). E se ci sono alcuni settori, come quello delle "parafarmacie" (cioè negozi per vendere i medicinali di cosiddetta "fascia C", che sono quelli a totale carico del paziente), ci potrà essere auspicabilmente un aumento dell'occupazione, in altri, come quello degli avvocati o di altri liberi professionisti, l'unico risultato sarà una inflazione di persone in questo settore e una conseguente lotta tra poveri per cercare di strapparsi i clienti l'un l'altro.
Il terzo dato è stato quando il governo, in conferenza stampa, ha candidamente ammesso di non essere assolutamente in grado di fare leggi contro evasori e deliquenti con colletto bianco, perchè tanto sono inutili: i delinquenti le aggirano sempre. E' la prima volta che mi capita di vedere un governo che ammette la propria incapacità ed inettitudine con tanto menefreghismo. Se è così. Perchè dato che i componenti di questo governo sono tutti legati al mondo della banca e della finanza, nonchè al Vaticano (ambienti dove i soldi girano con estrema facilità e in quantità abnorme), l'idea che non abbiano voluto mettere tasse sui ricchi è molto più che un sospetto.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©