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Proposta per una campagna contro l'avidità ed il superfluo

La nuova etica della spesa e la rivoluzione globale necessaria

Combattere la cupidigia come si combattono le droghe

La nuova etica della spesa e la rivoluzione globale necessaria
17/08/2011, 20:08

Quella che sto per proporre non è una semplice provocazione né, tantomeno, una nostalgica riproposizione delle (rovinose) dottrine comuniste del passato. Però, guardando alle campagne di “sensibilizzazione” che in maniera sempre più massiccia si portano avanti contro il tabacco, l’acool, le droghe pesanti e addirittura quelle “leggere”, mi sono chiesto:“E se ci decidessimo a considerare anche il materialismo sfrenato come una vera e propria dipendenza e, l’avidità, come una malattia mentale da prevenire prima ancora di essere curata?”. Viviamo in un mondo dove imperano ancora alcuni dogmi che definire folli sarebbe riduttivo. Dogmi che si rifanno al fondamentalismo del libero mercato, alla crescita infinita e ad ogni costo (ambientale e sociale) dello stramaledetto Pil ed alla classica considerazione: “Ognuno spende i suoi soldi come vuole”. Ma perché ci mostriamo così intransigenti quando parliamo di droghe, fumo ed alcool e siamo invece così inconsciamente "libertini" per il male più diffuso del nostro tempo: la cupidigia? Perché, dunque, la frase “ognuno spende i suoi soldi (e li accumula) come vuole”, dovrebbe essere sostituta da “ognuno spende i suoi soldi con buon senso e rispetto di chi non ne ha per colpe non proprie”. Lo so, la seconda considerazione è un po’ meno deresponsabilizzante ma che volete farci: l’etica quando non vuole scadere nel moralismo deve per forza tramutarsi in uno stile di vita.
E allora? Entro il 2100 questo pianeta avrà oltre 9 miliardi di abitanti e raggiungerà, quindi, la massima capacità di sopportazione del genere umano che suo malgrado ospita. E’ il 2100 e non il 4500. Il 2100 è praticamente domani: lo vedranno i nostri figli quando saranno nonni e possiamo benissimo immaginarlo anche noi. Ma oggi? Come fare per vivere meglio fin da oggi e per preparare una terra meno malata e diseguale per la nostra progenie e anche per i perfetti sconosciuti che magari, se ci sforzeremo di essere meno miopi ed unidimensionali, potranno leggerci nei libri di storia? La nuova filosofia di vita amo definirla “etica della spesa e dei consumi” e prevede la “sensibilizzazione” verso il cancro della cupidigia e verso quelli che volgarmente chiamiamo “schiaffi alla miseria”.
Immaginate ad esempio di trovarvi dinanzi ad un tavolo imbandito con ogni genere di leccornia: aragosta, caviale, pollo, pasta, dolci in quantità, vino, champagne, gelati ecc. Siete soli, completamente soli e sapete che non riuscirete mai a mangiare tutto quel ben di Dio. Ad un certo punto, poco distante dal tavolo, scorgete uno di quei bimbi africani che spesso si vedono nei filmati dell’Unicef: pancione tondo e duro, mosche negli occhi e labbra disidratate. Non ha le forze per arrivare fino al tavolo e nutrirsi ma guarda cibo e acqua con occhi lucidi e increduli.
Ecco, avete la possibilità di scegliere: ingozzarvi tutto fino a sentirvi male e gettare quello che non siete riusciti ad ingurgitare o dare al piccolo ciò di cui ha bisogno per non morire di fame. Siate sinceri: quanti di voi opterebbero per la prima scelta? E quanti di voi, potendo privare di ogni bene chi ha operato la prima scelta, non lo farebbero? Come ovvio, la maggior parte degli uomini, non è del tutto insensibile e, dinanzi al superfluo per sé, è così “generoso” da donare quel di più a chi non ha nulla. Ora immaginate una lezione di “Etica del risparmio, dei consumi e della spesa” all’interno di scuole primarie, secondarie ed università. Immaginate delle campagne pubblicitarie anti-avidità ed anti-consumismo promosse dai vari ministeri dell’Istruzione che seguono la falsariga di quelle contro il fumo, le droghe, l’alcool e la guida spericolata in autostrada. Un mondo per insegnare alle giovani generazioni che, oltre al consumo ed alla corsa al guadagno infinito, esistono anche un’enormità di altre gratificazioni di ordine non economico da poter inseguire. Nessuna lotta alla ricchezza in sé, nessuna retorica demonizzante verso chi dispone di ingenti capitali ma, anzi, la proposta di una linea educativa che rivoluzioni il modo di concepire il denaro senza per questo vederlo sempre e comunque come cosa sporca e detestabile. Contare i morti per le droghe, il fumo e l’alcool è sacrosanto ed utile ma appare disonesto ed ipocrita se si continua a tacere sugli omicidi diretti ed indiretti compiuti dal capitalismo integralista. Un altro mondo è possibile. Se non altro è sempre più necessario per la sopravvivenza della specie umana.

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di Germano Milite
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