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La riduzione del capitale delle società


La riduzione del capitale delle società
29/03/2010, 19:03

La riduzione del capitale sociale consiste nella riduzione capitale del nominale. Tale operazione può avvenire, sempre rispettando i minimi legali imposti dall’art. 2327 c.c. e i limiti specifici individuati in caso di emissione di obbligazioni, mediante due modalità:
1. liberazione dei soci dall’obbligo dei versamenti ancora dovuti;
2. rimborso del capitale ai soci.
La riduzione del capitale deve attuarsi mediante decisione assunta dall’assemblea riunitasi in seduta straordinaria. I soci, nel ricevere la convocazione, devono essere messi al corrente delle ragioni che inducono gli amministratori alla riduzione del capitale e delle relative modalità.
L’art. 2445, secondo comma, pone un limite alla riduzione. Essa può avvenire solo con modalità tali che le azioni proprie, eventualmente possedute dopo la riduzione, non eccedano la decima parte del capitale sociale.
La società può dar luogo alla esecuzione della delibera, sempre che nel frattempo nessun creditore sociale antecedente abbia fatto opposizione, soltanto trascorsi novanta giorni dal giorno dell’iscrizione della stessa nel registro delle imprese.
Nonostante il verificarsi di opposizioni da parte di creditori, il tribunale può comunque disporre l’esecuzione della delibera assembleare di riduzione, se ritiene infondato il pericolo di pregiudizio per i creditori ovvero se la società ha prestato idonea garanzia.
È evidente che la tutela dei creditore riguarda esclusivamente quelli anteriori alla data di iscrizione nel registro delle imprese della delibera di riduzione del capitale; ai creditori divenuti tali successivamente, invece, il legislatore non consente la possibilità di opporsi alla delibera di riduzione del capitale.
Specifica disciplina è poi dettata dall’art. 2446 c.c. nell’ipotesi di riduzione del capitale dovuta alle perdite subite.
In particolare, in presenza di una perdita superiore al terzo del capitale sociale vige l’obbligo per gli amministratori ovvero il consiglio di gestione, e, nel caso di loro inerzia, per il collegio sindacale ovvero il consiglio di sorveglianza, di convocare, senza indugio, l’assemblea per gli opportuni provvedimenti.
La perdita a cui il legislatore fa riferimento deve essere determinata al netto delle riserve, utilizzate per la copertura delle perdite, e degli utili del periodo.
Gli amministratori devono illustrare all’assemblea una relazione che illustra la situazione patrimoniale della società, con allegate le osservazioni del collegio sindacale o del comitato per il controllo sulla gestione.
Sia la relazione degli amministratori che le osservazioni dei sindaci ovvero del comitato di controllo sulla gestione, devono restare a disposizione dei soci, depositate in copia presso la sede della società durante gli otto giorni che precedono l’assemblea.
Durante l’assemblea gli amministratori devono, inoltre, dare conto dei fatti di rilievo avvenuti dopo la redazione della relazione.
La riduzione del capitale deve avvenire se entro l’esercizio successivo la perdita non risulta diminuita a meno di un terzo.
In tale ipotesi, competente alla riduzione del capitale (riduzione obbligatoria) è l’assemblea ordinaria ovvero il consiglio di sorveglianza.
L’assemblea ordinaria, chiamata ad approvare il bilancio in cui si è verificata la perdita, deve ridurre il capitale sociale proporzionalmente alle perdite accertate.
Se l’assemblea non provvede, ciascun amministratore e sindaco ovvero ciascun componente il consiglio di sorveglianza è tenuto ad invocare l’intervento del tribunale affinché disponga la riduzione del capitale in ragione delle perdite risultanti dal bilancio.
Il tribunale, sentito il pubblico ministero, in base al secondo comma dell’art. 2446, provvede con decreto soggetto a reclamo, che deve essere iscritto nel registro delle imprese a cura degli amministratori.
Nel caso in cui le azioni emesse dalla società sono prive di valore nominale, può essere previsto che la riduzione del capitale sia deliberata dal consiglio di amministrazione. Tale previsione deve essere però espressamente indicata:
- nello statuto;
- mediante una modificazione dello statuto stesso;
- mediante una deliberazione adottata con le maggioranze previste per l’assemblea
straordinaria.
L’art. 2447 c.c. prevede l’ipotesi in cui la perdita di oltre un terzo del capitale, comporta la riduzione del capitale al disotto del minimo legale stabilito. In tale ipotesi, gli amministratori ovvero il consiglio di gestione e, in caso di loro inoperosità, il consiglio di sorveglianza devono convocare l’assemblea senza indugio affinché deliberi:
- la riduzione del capitale ed il contemporaneo aumento del medesimo ad una cifra non inferiore al minimo legale;
- la trasformazione della società.

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di Francesco Cossu
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