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I mercati ci distruggerebbero, in queste condizioni

La riduzione delle tasse e il debito pubblico a 1890 miliardi


La riduzione delle tasse e il debito pubblico a 1890 miliardi
14/06/2011, 10:06

ROMA - Una cosa accomuna i titoli di oggi del Giornale e di Libero e gran parte delle dichiarazioni degli esponenti del Pdl all'indomani dei referendum: il fatto di dire che sì, è stata una gran botta, ma adesso il governo si rifarà tagliando le tasse e dimostrando che c'è e lavora per i cittadini. Una tesi che si scontra con la dura realtà dei conti pubblici italiani: dopo 3 anni di cura Berlusconi-Tremonti e tagli per 60 miliardi di euro fatti, c'è l'Europa che ci avvisa che i nostri conti pubblici hanno bisogno di 40 miliardi di euro di nuove entrate o di nuovi tagli entro il 2014. Oltre a questo c'è la Corte dei Conti che avvisa il governo che servono ulteriori 46 miliardi di euro all'anno per consentire la riduzione del debito pubblico. In questa situazione è impossibile trovare risorse per tagliare le tasse, se non aggredendo tutti gli sprechi dello Stato: soldi regalati a fondo perduto alle aziende, incentivi dati a chi non ne ha bisogno (tipo i miliardi regalati ogni anno agli inceneritori, classificati come "produttori di energia assimilati alle rinnovabili") e privilegi e lussi che i parlamentari godono a spese dei cittadini. Ma sono categorie che questo governo (così come quelli precedenti) non hanno mai toccato.
In tutto questo, arriva la notizia del nuovo record raggiunto dal debito pubblico: ad aprile ha raggiunto i 1890 miliardi di euro, in deciso aumento rispetto ai 1868 di marzo ma anche ai 1815 di aprile 2010. Solo nei primi quattro mesi del 2011, il debito pubblico è aumentato dle 2,5%, pari ad oltre 60 miliardi. Viceversa, aumenta il prelievo fiscale: nei primi quattro mesi dell'anno sono stati incassati 111 miliardi di euro, con un aumento del 6% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

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di Antonio Rispoli
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