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La sovranità monetaria, l'ultima follia del web


La sovranità monetaria, l'ultima follia del web
08/06/2012, 20:06

Che sia masochismo, pigrizia mentale o semplice volontà di appigliarsi alla prima sciocchezza che passa, semrep più spesso mi capita di vedere su Internet blog o video che inneggiano ad un "ritorno alla sovranità monetaria", come panacea per tutti i mali economici del nostro Paese.
Innanzitutto, che cosa significa sovranità monetaria? Secondo il premio Nobel per l'economia Paul Krugman, si ha la sovranità monetaria quando uno Stato stampa il denaro che gli serve tramite una banca centrale non privata e non lega in maniera fissa il valore della propria valuta a quello di altre monete. Con una valuta così creata, non c'è problema economico, dato che lo Stato può intervenire in ogni momento con massicce iniezioni di denaro pubblico. E questo senza problema di debito pubblico, dato che basta stampare denaro in quantità equivalente ai titoli di Stato emessi per ricomprarli. Ed immancabilmente si fanno gli esempi degli Stati Uniti e del Giappone, Paesi che hanno debiti elevatissimi (per gli Usa si superano i 15 mila miliardi di dollari; per il Giappone si arriva intorno al 200% del Pil) eppure non hanno problemi.
Ora, è chiaro che per fare certi esempi, ci vorrebbe un minimo di cognizione di causa. Il Giappone per esempio non è un paragone accettabile. Infatti non esiste un mercato dei titoli di Stato giapponesi: la Bank of Japan li distribuisce alle banche nazionali, le quali, in caso di necessità, li cedono a privati per avere maggiore liquidità. In queste condizioni, un'azione speculativa è impossibile. Idem per gli Usa: per organizzare un attacco speculativo contro gli Usa, servono disponbibilità elevatissime, superiori ai 100 miliardi. COn questa somma, uno fa una mega specuazione contro mezza Europa con minori rischi; perchè dovrebbe prendersela con gli Usa? Senza contare che un attacco speculativo contro i titoli di Stato Usa, secondo le leggi nazionali, equivale ad un attacco terroristico tipo l'11 settembre. E questo autorizza l'Fbi, la Cia e tutte le agenzie governative a dare la caccia ai responsabili e ai loro complici e a sequestrargli i beni. E anche se uno trasferisse tutto in un paradiso fiscale, per evitare grane legali, resta sempre il pericolo di trovarsi una pallottola in mezzo agli occhi o di finire sotto una macchina oppure di mangiare accidentalmente del cibo avvelenato. E questo è noto. Quindi, il paragone è sbagliato.
La cosa "divertente", di chi sostiene la teoria della sovranità monetaria, è che il nostro debito pubblico è stato creato in massima parte quando c'era la sovranità monetaria, cioè tra il 1945 e il 1992, anno in cui il governo Amato trasformò la Banca d'Italia da istituto pubblico ad istituto di diritto pubblico. Tradotto, oggi Bankitalia ha gli azionisti che sono privati (le principali banche italiane), ma a nominare l'amministratore delegato - cioè il governatore - è il Tesoro. Ed è il Tesoro, e quindi lo Stato, ad incassare la maggior parte dei dividendi (circa il 90%) che la banca assegna agli azionisti.
Ma che succederebbe se questa teoria venisse applicata per l'Italia? Innanzitutto per avere una moneta sovrana, dovremmo abbandonare l'euro. E questo ci porterebbe alla distruzione economica. Infatti, si stima che una nuova lira si svaluterebbe, rispetto al valore con cui siamo entrati nell'euro, di almeno il 40%. Questo significa che tutte le materie prime che importiamo, a cominciare dal petrolio, aumenterebbero almeno della stessa percentuale. Qualcuno vuole provare ad immaginare che cosa succederebbe con la benzina a 2,7-2,8 euro al litro? Tutto quello che compriamo aumenterebbe all'incirca della stessa percentuale, tranne gli stipendi. In pratica, spenderemo 1000 euro per comprare quello che oggi compriamo con 600 euro. La crisi si intensificherebbe, le aziende chiuderebbero, i disoccupati aumenterebbero a dismisura, e così via.
Ma anche al di là di questo, c'è un punto fondamentale: può uno Stato stampare tutte le banconote che gli servono? No. La quantità di banconote che si possono stampare dipende da un insieme di fattori (il discorso si farebbe tecnico e quindi sorvoliamo sui dettagli); se si supera questo limite, il valore della moneta scende ancora, proprio perchè ce n'è troppa. Chiaramente a quel punto uno Stato stampa ancora denaro, scatenando quella che tecnicamente si definisce "iperinflazione". Se si vogliono vedere le conseguenze, basta guardare alla Germania tra il 1919 e il 1925, oppure allo Zimbabwe di oggi. Per esempio in Germania gli operai venivano pagati due-tre volte al giorno, perchè con i soldi presi la sera, la mattina dopo non riuscivi a comprare quasi niente, dato che i prezzi erano aumentati. La gente andava a fare la spesa portandosi le ceste piene di denaro, e rischiava di incontrare ladri che rubavano le ceste e le svuotavano. In Italia, nell'immediato dopoguerra, venivano utilizzati francobolli tedeschi stampati 20 anni prima, con sopra scritto "un miliardo di marchi". E si possono fare mille esempi di questo genere.
Perchè è questo il punto che nessuno nota. Il discorso della sovranità monetaria funziona se è una sovranità assoluta. Cioè se quella valuta è l'unica che conta, non solo a livello nazionale, ma anche a livello internazionale. Oppure se è la valuta di un Paese autarchico, un Paese che ha limitatissime importazioni. Anche in questo caso va bene. Ma questa è una eventualità che non è reale, nel mondo odierno. E non lo è soprattutto per l'Italia, che ha risicatissime risorse naturali ed importa praticamente tutto. Anche gran parte di quello che esportiamo è fatto con mateire prime importate. A causa di tutto questo, la nostra moneta non sarà mai sovrana, ma sempre alla mercè delle altre monete. Perchè è con quelle che paghiamo le materie prime. Che sia l'euro o che sia il dollaro, come accadeva prima del 2001, comunque abbiamo bisogno di una moneta estera per le transazioni internazionali. E la nostra moneta non può scendere troppo di valore, altrimenti i prezzi interni salgono troppo.
Ma il professor Krugman e tutti i degni epigoni (degni nel mentire, ovviamente) non parlano mai di queste cose. Non ne parlano mai perchè? Pudore? Ignoranza non può essere: non si è Premio Nobel per l'economia se non si conosce la materia. Magari un bel po' di malafede? Perchè non bisogna dimenticare che Krugman è un professore di università, e come tale con stretti legami e interessi col governo. E il governo Usa - al di là delle dichiarazioni di questi giorni di Obama - ha un grosso interesse a distruggere l'euro. Infatti sono sempre di più i Paesi che stanno abbandonando il dollaro per le transazioni internazionali a vantaggio dell'euro. Questo riempie le banche statunitensi di banconote, che non possono circolare, per non generare iper-inflazione; ma non possono neanche essere conservate nei caveau all'infinito.

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di Antonio Rispoli
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