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Dietro quella parola, tante ingiustizie in programma

La spending review, ancora un massacro sociale dei più deboli


La spending review, ancora un massacro sociale dei più deboli
03/07/2012, 09:07

E' uno degli argomenti che più vengono ripetuti, quando si parla di politica. Mi riferisco alla spending review, termine inglese che sarebbe perfettamente traducibile con "rivisitazione delle spese". E in teoria questo dovrebbe essere: una verifica delle spese dello Stato, per eliminare quelle inutili e risparmiare.
Una operazione virtuosa, quindi. Ma che viene rovinata già da una premessa: viene deciso in anticipo di quanto dovrà essere (5 miliardi entro il 2012, 30 miliardi entro il 2014). Ora, se uno non conosce in anticipo quali sono le voci da tagliare, come fa a sapere che taglierà 5 miliardi? E se ci sono sprechi per 1 miliardo? O per 10 miliardi?
Tralasciamo questo dettaglio ed entriamo nel merito. Innanzitutto quali sono i settori su cui si intende tagliare? Sostanzialmente uno, la sanità. L'idea di base è di tagliare le spese per gli ospedali, costringendoli a ridurre gli acquisti. Il che significa che alcuni ospedali pubblici chiuderanno e per gli altri ci saranno meno spese per l'acquisto di farmaci o di strumenti chirurgici... insomma, un servizio peggiore. Cosa che allontanerà la gente che o andrà dai proivati (per chi ha i soldi) oppure in caso di malattie se le terrà, andando in ospedale solo quando il male sarà conclamato e le cure molto più invasive e costose. Insomma, con costi pubblici più elevati ed un maggior numero di morti tra i ceti medio-bassi.
Un altro settore in cui tagliare è l'amministrazione pubblica, con il licenziamento di un certo numero di dipendenti (gli annunci variano da 10 mila a 50 mila). Ma anche qua, quale sarebbe il risultato? Un miglioramento di efficienza dell'amministrazione pubblica? Sicuramente no. In compenmso avremo almeno 10 mila persone che daranno un brusco taglio alle loro spese, dato che non potranno più contare su un reddito di un certo tipo. Cosa che diminuirà la quantità di denaro in circolazione e quindi provocherà una contrazione del Pil; e di conseguenza anche una contrazione delle entrate per lo Stato e un rischio di nuovi licenziamenti. Alla fine quindi, il licenziamento di dipendenti pubblici non povocherà alcun sollievo alle casse statali.
L'altra misura di cui si parla è il taglio dei Tribunali, chiudendo le ex sezioni distaccate. Una misura su cui in astratto si potrebbe anche essere d'accordo, se nei Tribunali che rimangono (e ne dovrebbero rimanere uno per provincia) c'è spazio e personale sufficiente a non intralciare i programmi degli altri giudici. Cosa che non sempre è possibile, dato che alcuni tribunali hanno un numero limitato di aule utilizzabili. In ogni caso, i risparmi provocati da questa misura sono minimi, nella realtà dei fatti, se non vengono accompagnati dai licenziamenti del personale delle Cancellerie.
Immagino l'obiezione: e allora che facciamo? Mettiamo nuove tasse? Senz'altro no, perchè ci sono dei settori dove è possibile fare una spending review molto approfondita. La prima cosa da fare è tagliare per esempio le auto blu. Ce ne sono oltre 65 mila (anche se alcune fonti arrivano ad oltre 600 mila) e quindi si potrebbe fare una robusta sforbiciata. 5000 auto blu sono più che sufficienti, per un Paese come il nostro, dato che la Gran Bretagna se la cava con 200. Il resto può essere venduto tranquillamente. Se pensiamo che ogni autovettura costa a noi cittadini oltre 100 mila euro all'anno tra benzina, bollo ed assicurazione, il taglio può portare bei risparmi.
Un altro settore dove si può tagliare è quello delle spese militari. Stiamo spendendo o per spendere 14 miliardo per comprare gli F-35, che l'aviazione statunitense ha annunciato non userà perchè fanno schifo, sono instabili nel volo e il motore è mal costruito e rischia di spegnersi nel bel mezzo delle manovre più improvvise (per intenderci, tipo quando l'aereo è inseguito da un misile o da un altro aereo). Inoltre stiamo spendendo vagonate di soldi per costruire la portaelicotteri Cavour (che può trasportare anche aerei a decollo corto o a decollo verticale, come lo Harrier inglese), la cui utilità è quanto meno dubbia. Infatti trasportare gli aerei sul mare serve per attaccare altre navi o bersagli a terra. Ma a che servono all'Italia, la quale non dovrebbe mai usare la forza militare in funzione offensiva? E una portaelicotteri o una portaerei non è una nave difensiva, ma offensiva, Senza contare i nostri soldati che sono impegnati in azioni di invasione di altri Paesi, come succede in Afghanistan. Una missione che ci costa circa 2 milioni al giorno. Una spesa non da poco.
Non bastano? Allora azzeriamo i consigli provinciali, comprensivi di Presidente di provincia e di giunta provinciale. Si tratterebbe di smettere di pagare stipendi a 3000 politici almeno, senza contare ulteriori spese che si possono risparmiare rinunciando alla pletora di portaborse e schiavetti che ciascun politico si porta dietro. Anche qui si tratta di un risparmio di decine di milioni al mese.
E ciascuno di questi interventi non ha alcun impatto negativo sulla crescita del Pil o sull'occupazione. Quindi si tratta di una revisione di spesa effettiva: si eliminano i soldi sprecati a vanvera e si lasciano intatti il welfare e gli occupati.
Il problema è che non è questa l'intenzione di Monti. Il suo governo finora ha sempre preso provvedimenti che avevano come effetto un duro colpo al welfare e alle tasche dei ceti medi e medio-bassi, con conseguente riduzione del Pil. Basta ricordare che a settembre 2011 le previsioni davano una crescita per il 2012 pari a -1% e che oggi abbiamo superato nelle previsioni il -2%.

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di Antonio Rispoli
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