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La T.A.V. interessa tutto il Paese.


La T.A.V. interessa tutto il Paese.
30/01/2010, 09:01

 

PERCHÈ LA T.A.V. IN VAL DI SUSA INTERESSA ANCHE A NOI E QUINDI L'INTERO PAESE!


 

di: Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco


 

Nello scorso fine settimana si sono tenute a Torino due manifestazioni sul progetto della costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità, il cui tracciato è previsto nella Valle di Susa. Erano due manifestazioni opposte, l’una contraria e l’altra a favore. Nella prima hanno sfilato i sindaci ed i comitati della valle contrari al progetto, mentre nella seconda, si sono riuniti tutti coloro, che sono convinti sostenitori della T.A.V.. Gli imprenditori, le istituzioni locali, i tecnici ed i ricercatori, sotto la guida del Sindaco di Torino Chiamparino, hanno dato vita ad una riflessione economica e politica sulla importanza di quella infrastruttura per lo sviluppo regionale.

A questa riunione non ha partecipato il candidato del P.d.L. alla Presidenza della Regione Piemonte, il leghista Cota, che ha preferito tenere una propria riunione cercando di assumere una posizione diversa da quelle dell’attuale Presidente Mercedes Bresso, riconfermata dal centro sinistra nella sfida elettorale per la guida dell’Ente piemontese.

Se la si guarda dal punto di vista dello scontro elettorale per le prossime elezioni regionali, la vicenda della T.A.V., sembra essere un problema che riguarda solamente il Piemonte ed in particolare i cittadini della Valle di Susa. Non è così! Qualsiasi progetto di infrastruttura che viene avanzato in qualsiasi parte del nostro paese, riguarda tutti. Per tutti, non pensiamo solo agli italiani, ma agli europei; pensiamo a quella grande realtà economica e politica rappresentata dalla Europa. Infatti, il progetto della linea ad Alta Velocità, non riguarda solo il Piemonte, ma fa parte di un “corridoio” territoriale, individuato dalla Commissione Europea, che unisce il Portogallo con l’Ucraina e che va da Lisbona a Kiev, interessando tutta la Spagna, la Francia del Sud, attraversando le Alpi e sbucando in Val di Susa. Tutte le Regioni del Nord saranno inserite nel tracciato della linea ad alta velocità, consentendo in questo modo il collegamento con l’Austria e i territori dei paesi dell’Est. Un progetto enorme, molto contestato, sia nel suo tracciato francese, che dai cittadini che abitano i numerosi paesi della Val di Susa, che dovrebbe subire il maggiore onere dell’impatto ambientale dell’opera. In quella parte del territorio, oltre che forare le Alpi, devono essere fatti altri interventi per cambiare la morfologia dei luoghi per rendere possibile il passaggio di treni a velocità molto elevata. In questa fase sono iniziati i carotaggi per le necessarie rilevazioni geologiche, fondamentali per poter definire il progetto di massima dell’infrastruttura. Entro il 2012 dovrà essere completata tutta la fase esecutiva della progettazione, delle valutazione di impatto ambientale, per venire approvato definitivamente sia dal nostro Governo che dalla Commissione. Da quel momento potranno partire i lavori per la realizzazione dell’opera.

Siamo coinvolti in questo progetto, perché la linea ad alta velocità, da poco inaugurata, che collega Milano a Roma ed a Napoli, proprio nella capitale lombarda, si intreccerà con la nuova rete, unendola a gran parte di Europa.

Ma, oltre alle valutazioni ambientali e sociali, che si stanno facendo in questa fase, deve essere anche fatta una valutazione economica, per capire in che modo, noi contribuenti pagheremo queste infrastrutture. In uno studio della Università Cattolica di Milano, si valuta, che il costo complessivo dell’opera, per il nostro paese, sarà di 16 miliardi di euro, che lieviteranno fino a superare i 22 miliardi per costruire infrastrutture di servizio alla rete. Il costo complessivo per la gestione annuale della nuova tratta italiana dell’alta velocità, sara di 487 milioni di euro, mentre il possibile ricavato è stimato in soli 140 milioni all’anno. Da un punto di vista costi benefici, l’operazione appare in forte perdita. Questa analisi è stata contestata dall’amministratore delegato di “Treni Italia”, Moretti, che ha parlato, della T.A.V. , come di un opera strategica per il nostro paese e che i risultati si vedranno in decenni di attività.

Come affermano i cittadini della Valle di Susa, le alternative alla T.A.V. esistono, basta procedere al miglioramento della rete ferroviaria esistente, per garantire un più che normale collegamento tra i diversi territori, con un tempo impiegato non molto superiore a quello della alta velocità.

Uno spreco di denaro pubblico, questa è la denuncia che viene fatta. Se si pensa a faraonico progetto da sei miliardi di euro che riguarda il Ponte sullo Stretto di Messina ed alle ormai superate centrali nucleari che qualcuno vuole costruire in Campania, ci si rende conto che ci troviamo di fronte ad una politica che incentiva il consumo del territorio facendolo pagare agli stessi cittadini che lo abitano.

Queste grandi opere, favoriscono una cultura dello sviluppo basata sulla distruzione dell’unico bene che ci è rimasto: il nostro ambiente, già fortemente compromesso.

Le opere infrastrutturali non devono essere fatte per consumare il territorio, ma per valorizzarlo, migliorarlo, renderlo sicuro. Di fronte ai continui drammi, a cui siamo costretti ad assistere: crolli di edifici pubblici e privati e dei tanti morti che siamo costretti a registrare; se procedessimo in un progetto di riqualificazione degli edifici pubblici e dei centri urbani storici, avremmo molto lavoro da distribuire, soldi da investire e sicurezza sociale da raggiungere.

“Come facciamo a morire in fabbrica, se ci ammazzate nella scuola?” Questo era l’amara frase scritta sullo striscione che i ragazzi di Casale Monferrato hanno esposto in occasione del Processo per il crollo del tetto in una aula scolastica, che provocò la morte di un giovane studente e l’invalidità permanente del suo compagno di banco. Come darli torto, pensando ai 7 morti della Thyssen di Torino!. Un altro sviluppo è possibile?

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di Raffaele Pirozzi
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