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La tecnologia Blockchain è l’inizio di una nuova rivoluzione?


La tecnologia Blockchain è l’inizio di una nuova rivoluzione?
23/01/2018, 12:01

La parola Blockchain, praticamente sconosciuta fino a poco tempo fa, sta diventando sempre più in voga negli ultimi mesi. La leggiamo quasi quotidianamente sui giornali finanziari di tutto il mondo, soprattutto in relazione al fenomeno Bitcoin e Ethereum, le monete virtuali il cui valore è letteralmente esploso nel corso del 2017.

Ma che cos’è una blockchain? E come può essere utilizzata? Sì, perché le celebri monete virtuali sono solo una delle possibili applicazioni di questa tecnologia ancora agli albori, che promette di cambiare per sempre il mondo come lo intendiamo oggi. Tanto che qualcuno ha iniziato a parlare di una vera e propria rivoluzione, che potrebbe essere al tempo stesso sia digitale sia economica.

Una blockchain è un database distribuito che cresce continuamente aumentando il numero di dati, i cosiddetti “blocchi”, i quali vengono connessi tra loro e verificati tramite la crittografia. Se dovessimo schematizzarla, una blockchain sarebbe una catena di blocchi che contengono informazioni. Una volta che un’informazione viene registrata in un blocco, diventa molto difficile modificarla perché ogni “faccia” del blocco contiene parte delle informazioni di quelli che sono venuti prima e parte di quelli che andranno dopo (cioè tutti i blocchi sono legati tra loro).

Aggiungere un blocco significa modificare tutti i successivi e ricalcolare l’intera catena per validare l’operazione. Per fare questo è necessaria una grandissima potenza di calcolo, non raggiungibile da un computer singolo, infatti la tecnologia si basa su un network peer-to-peer in cui chiunque può contribuire (il protocollo è open source) mettendo a disposizione la propria risorsa di calcolo. In questo senso la blockchain si dice “distribuita”, perché non c’è un’entità centrale che gestisce la catena. Grazie a queste caratteristiche la tecnologia blockchain è considerata sicura e può registrare in modo permanente e verificato una transazione tra due parti, garantendo anche il loro totale anonimato.

Sebbene la tecnologia blockchain sia diventata famosa grazie alle criptovalute, in realtà è stata sviluppata diversi anni prima. L’origine viene fatta risalire al 1991, quando un gruppo di ricercatori sviluppò una tecnologia per mantenere tracciata la creazione e la modifica di un documento nel corso del tempo. Bisogna però aspettare il 2009, con l’introduzione del Bitcoin ad opera di Satoshi Nakamoto, per un utilizzo più evoluto e diffuso di questo protocollo.

Le applicazioni della tecnologia blockchain possono essere diverse, in settori molto differenti tra loro. A partire da quello bancario, in cui alcuni dicono che la blockchain potrà avere lo stesso impatto che ha avuto Internet nei media, cioè devastante. Permette, ad esempio, a chiunque di trasferire denaro ovunque nel mondo con costi molto ridotti e, inoltre, sono già diverse le banche tradizionali che stanno investendo risorse in questa tecnologia per rendere le transazioni più veloci e sicure.

 

Un’altra applicazione riguarda i cosiddetti “smart contract”, cioè degli accordi, utilizzabili per scambiare qualsiasi cosa, che per essere validi non necessitano di terze parti (come un giudice o un sistema giuridico), ma si basano su una blockchain distribuita. La piattaforma che gestisce la creazione e la pubblicazione di “contratti intelligenti” si chiama Ethereum e rappresenta un’evoluzione rispetto al Bitcoin. L’Ethereum può essere usato per regolare contratti finanziari, opzioni e derivati, bond, ma anche scommesse, contratti di lavoro e acquisti di beni. I mercati finanziari e il trading, ad esempio, potrebbero essere resi più efficienti ed immediati, con una maggiore trasparenza e tracciabilità delle transazioni in tempo reale. Come il Bitcoin, anche l’Ethereum può essere scambiato e al momento rappresenta una delle più promettenti opportunità di investimento nell’universo delle crittovalute.

 

La blockchain può anche essere utilizzata per verificare l’autenticità della filiera di un qualsiasi prodotto, tenendo traccia di tutti i passaggi dal produttore al consumatore ed evitando la sua contraffazione. Ancora, potrebbe cambiare per sempre il mondo dei sondaggi e delle previsioni (da quelle sportive a quelle politiche), delle assicurazioni, dei pagamenti automatici (come parcheggi, pedaggi), dell’archiviazione di dati e addirittura della carità (assicurando che il denaro vada effettivamente ai destinatari delle donazioni).

Grazie alla tecnologia blockchain in futuro molti settori potrebbero essere rivoluzionati e potrebbero aprirsi nuove ed inedite possibilità, finora impensabili. Da notare che non stiamo parlando di un futuro lontano, ma di un orizzonte a breve termine. Insomma, la blockchain è già qui.

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di Redazione
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