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La trattazione e la decisione della controversia


La trattazione e la decisione della controversia
21/11/2009, 21:11

Il primo comma dell’art. 30 prevede che l’udienza di trattazione della controversia deve essere fissata dal presidente della sezione alla quale è stato assegnato il ricorso dal presidente della commissione tributaria provinciale.

Il presiedete della sezione può fissare l’udienza di trattazione della controversia soltanto se è ormai scaduto il termine per la costituzione delle parti e se non ha ritenuto di dichiarare l’inammissibilità del ricorso in sede di suo esame preventivo.

La segreteria della commissione,. In base al disposto del primo comma dell’art. 31, dà comunicazione alle parti costituite della data di trattazione almeno trenta giorni liberi prima.

Il medesimo avviso deve essere dato quando la trattazione sia stata rinviata dal presidente in caso di giustificato impedimento del relatore, che non possa essere sostituito, o di alcuna delle parti o per esigenze del servizio.

Le parti, secondo quanto stabilito dall’art. 32, possono depositare i documenti fino a venti giorni liberi prima della data di trattazione. Fino a dieci giorni liberi prima della data di trattazione, inoltre, ciascuna delle parti può depositare memorie illustrative con le copie per le altre parti.

L’ultimo comma dell’art. 32, dispone una sola eccezione, nel caso di trattazione della controversia in camera di consiglio: in tal caso sono consentite brevi repliche scritte fino a cinque giorni liberi prima della data della camera di consiglio.

Importante risulta essere il disposto dell’art. 33 D. Lgs. n. 546/1992, laddove specifica che la controversia é trattata in camera di consiglio. Della trattazione in camera di consiglio é redatto processo verbale dal segretario.

Il relatore espone al collegio, senza la presenza delle parti, i fatti e le questioni della controversia.

La discussione in pubblica udienza, infatti, opera in fase di eccezione, nell’ipotesi in cui almeno una delle parti abbia chiesto la discussione in pubblica udienza, con apposita istanza da depositare nella segreteria e notificare alle altre parti costituite.

Anche all'udienza pubblica, il relatore espone al collegio i fatti e le questioni della controversia e quindi il presidente ammette le parti presenti alla discussione.

La commissione può disporre il differimento della discussione a udienza fissa, su istanza della parte interessata, quando la sua difesa tempestiva, scritta o orale, é resa particolarmente difficile a causa dei documenti prodotti o delle questioni sollevate dalle altre parti.

Il collegio giudicante, in base all’art. 35, subito dopo la discussione in pubblica udienza o, se questa non vi é stata, subito dopo l'esposizione del relatore, delibera la decisione in segreto nella camera di consiglio, la quale, che laddove ne ricorressero i motivi, può essere rinviata di non oltre trenta giorni. Non sono tuttavia ammesse sentenze non definitive o limitate solo ad alcune domande.

L’art. 36 D. Lgs. n. 546/1992, prescrive le modalità di formazione e pronuncia della sentenza, elencando con rigorosa formalità tutti gli elementi che in essa debbono essere contenuti, prevedendo innanzitutto che la sentenza debba essere pronunciata in nome del popolo italiano ed intestata alla Repubblica italiana.

Essa deve contenere:

- l'indicazione della composizione del collegio;

- le parti;

- dei loro difensori se vi sono;

- la concisa esposizione dello svolgimento del processo;

- le richieste delle parti;

- la succinta esposizione dei motivi in fatto e diritto;

- il dispositivo.

La sentenza é resa pubblica, nel testo integrale originale, mediante deposito nella segreteria della commissione tributaria entro trenta giorni dalla data della deliberazione. Il segretario fa risultare l'avvenuto deposito apponendo sulla sentenza la propria firma e la data. Il dispositivo della sentenza é comunicato alle parti costituite entro dieci giorni dal deposito.

L’art. 38 del D. Lgs. 546/1992 dispone che ciascuna parte può richiedere alla segreteria copie autentiche della sentenza e questa é tenuta a rilasciarle entro cinque giorni dalla richiesta, previa corresponsione delle spese.

Le parti hanno l'onere di provvedere direttamente alla notificazione della sentenza alle altre parti depositando, nei successivi trenta giorni, l'originale o copia autentica dell'originale notificato, nella segreteria, che ne rilascia ricevuta e l'inserisce nel fascicolo d'ufficio.

Se nessuna delle parti provvede alla notificazione della sentenza, si applica l'art. 327, primo comma c.p.c. che prevede la decorrenza dell’impugnazione decorso un anno dalla pubblicazione della pronuncia, indipendentemente dalla sua notificazione o dalla sua comunicazione.

Tale disposizione non si applica se la parte non costituita dimostri di non avere avuto conoscenza del processo per nullità della notificazione del ricorso e della comunicazione dell'avviso di fissazione d'udienza.

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di Francesco Cossu
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