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La vendita dei beni mobili ed immobili nel fallimento


La vendita dei beni mobili ed immobili nel fallimento
28/09/2009, 14:09

Il curatore, sotto la direzione del giudice delegato e sentito il comitato dei creditori, dopo il deposito del decreto di esecutività dello stato passivo, deve procedere alla vendita dei beni.
Relativamente alla vendita dei beni mobili, l’art. 106 l.f. stabilisce che il curatore ha la possibilità di procedere alla cessione dei crediti, compresi quelli di natura fiscale o futuri, anche se oggetto di contestazioni.
Il curatore può anche provvedere alla cessione delle azioni revocatorie concorsuali, se i relativi giudizi sono già pendenti.
In alternativa, il curatore può stipulare contratti di mandato per la riscossione dei crediti.
Diversa e più articolata disciplina è dettata per la vendita dei beni immobili. La vendita dei beni immobili deve avvenire dal curatore tramite procedure competitive anche avvalendosi di soggetti specializzati, sulla base di stime effettuate, salvo il caso di beni di modico valore, da parte di operatori esperti, assicurando, attraverso forme di pubblicità, la massima informazione e partecipazione degli interessati.
Il curatore può prevedere nel programma di liquidazione che le vendite dei beni mobili, immobili e mobili registrati vengano effettuate dal giudice delegato secondo le disposizioni del codice di procedura civile in quanto compatibili
Il curatore può sospendere la vendita nell’ipotesi in cui pervenisse un’offerta irrevocabile d'acquisto migliorativa per un importo non inferiore al dieci per cento del prezzo offerto.
Il curatore informa il giudice delegato ed il comitato dei creditori sugli esiti delle procedure, depositando in cancelleria la relativa documentazione.
Se alla data di dichiarazione di fallimento sono pendenti procedure esecutive, il curatore può subentrarvi, altrimenti su istanza del curatore il giudice dell'esecuzione dichiara l'impossibilità a procedere l'esecuzione, salvi i casi di deroga di cui all'art. 51 l.f.
Il Ministro della giustizia, attraverso l’emanazione di un apposito regolamento, stabilisce i requisiti di onorabilità e professionalità dei soggetti specializzati e degli operatori esperti dei quali il curatore può avvalersi, nonché i mezzi di pubblicità e trasparenza delle operazioni di vendita.
Il giudice delegato, su istanza del fallito, del comitato dei creditori o di altri interessati, previo parere dello stesso comitato dei creditori, può sospendere, con decreto motivato, le operazioni di vendita, qualora ricorrano gravi e giustificati motivi.
Il giudice, su istanza presentata dagli stessi soggetti entro dieci giorni dal deposito delle modalità di vendita di cui al quarto comma dell'art. 107 l.f., può anche impedire il perfezionamento della vendita, quando il prezzo offerto risulti notevolmente inferiore a quello giusto, tenuto conto delle condizioni di mercato.
Per i beni immobili e gli altri beni iscritti nei pubblici registri, una volta eseguita la vendita e riscosso interamente il prezzo, il giudice delegato ordina, con decreto, la cancellazione delle iscrizioni relative ai diritti di prelazione, nonché delle trascrizioni dei pignoramenti e dei sequestri conservativi e di ogni altro vincolo.
Il trasferimento dei diritti di utilizzazione economica delle opere dell'ingegno, il trasferimento dei diritti nascenti delle invenzioni industriali, il trasferimento dei marchi e la cessione di banche di dati, secondo quanto stabilito dall’art. 108-ter l.f., sono fatte a norma delle rispettive leggi speciali.
Il tribunale (nella previgente disciplina era il giudice delegato), in base alla disciplina del secondo comma dell’art. 109 l.f., stabilisce con decreto, la somma da attribuire, se del caso, al curatore in conto del compenso finale da liquidarsi. Tale somma è prelevata sul prezzo insieme alle spese di procedura e di amministrazione.
Il giudice delegato provvede alla distribuzione della somma ricavata dalla vendita secondo quanto stabilito dagli artt. 110 e ss. l.f. relative ala ripartizione dell’attivo.
Il curatore, ogni quattro mesi a partire dalla data del decreto previsto dall’art. 97 o nel diverso termine stabilito dal giudice delegato, presenta un prospetto delle somme disponibili ed un progetto di ripartizione delle medesime, riservate quelle occorrenti per la procedura. Nel progetto sono collocati anche i crediti per i quali non si applica il divieto di azioni esecutive e cautelari di cui all’art. 51.
Il giudice ordina il deposito del progetto di ripartizione in cancelleria, disponendo che tutti i creditori, compresi quelli per i quali è in corso uno dei giudizi di cui all’art. 98, ne siano avvisati con lettera raccomandata con avviso di ricevimento o altra modalità telematica, con garanzia di avvenuta ricezione.
I creditori, entro il termine perentorio di quindici giorni dalla ricezione della comunicazione di cui al secondo comma, possono proporre reclamo al giudice delegato contro il progetto di riparto ai sensi dell’art. 36.
Decorso tale termine, il giudice delegato, su richiesta del curatore, dichiara esecutivo il progetto di ripartizione. Se sono proposti reclami, il progetto di ripartizione è dichiarato esecutivo con accantonamento delle somme corrispondenti ai crediti oggetto di contestazione. Il provvedimento che decide sul reclamo dispone in ordine alla destinazione delle somme accantonate.
Le somme ricavate dalla liquidazione dell’attivo sono erogate nel seguente ordine:
1) per il pagamento dei crediti prededucibili;
2) per il pagamento dei crediti ammessi con prelazione sulle cose vendute secondo l’ordine assegnato dalla legge;
3) per il pagamento dei creditori chirografari, in proporzione dell’ammontare del credito per cui ciascuno di essi fu ammesso, compresi i creditori indicati al n. 2, qualora non sia stata ancora realizzata la garanzia, ovvero per la parte per cui rimasero non soddisfatti da questa.
Sono considerati crediti prededucibili quelli così qualificati da una specifica disposizione di legge, e quelli sorti in occasione o in funzione delle procedure concorsuali di cui alla presente legge; tali debiti sono soddisfatti con preferenza ai sensi del primo comma n. 1).
I crediti prededucibili devono essere accertati con le modalità di cui al capo V, con esclusione di quelli non contestati per collocazione e ammontare, anche se sorti durante l’esercizio provvisorio, e di quelli sorti a seguito di provvedimenti di liquidazione di compensi dei soggetti nominati ai sensi dell’art. 25; in questo ultimo caso, se contestati, devono essere accertati con il procedimento di cui all’art. 26.
I crediti prededucibili vanno soddisfatti per il capitale, le spese e gli interessi con il ricavato della liquidazione del patrimonio mobiliare e immobiliare, tenuto conto delle rispettive cause di prelazione, con esclusione di quanto ricavato dalla liquidazione dei beni oggetto di pegno ed ipoteca per la parte destinata ai creditori garantiti. Il corso degli interessi cessa al momento del pagamento.
I crediti prededucibili sorti nel corso del fallimento che sono liquidi, esigibili e non contestati per collocazione e per ammontare, possono essere soddisfatti ai di fuori del procedimento di riparto se l’attivo è presumibilmente sufficiente a soddisfare tutti i titolari di tali crediti. Il pagamento deve essere autorizzato dal comitato dei creditori ovvero dal giudice delegato.
Se l’attivo è insufficiente, la distribuzione deve avvenire secondo i criteri della graduazione e della proporzionalità, conformemente all’ordine assegnato dalla legge.
Il curatore provvede al pagamento delle somme assegnate ai creditori nel piano di ripartizione nei modi stabiliti dal giudice delegato, purché tali da assicurare la prova del pagamento stesso.
Se prima della ripartizione i crediti ammessi sono stati ceduti, il curatore attribuisce le quote di riparto ai cessionari, qualora la cessione sia stata tempestivamente comunicata, unitamente alla documentazione che attesti, con atto recante le sottoscrizioni autenticate di cedente e cessionario, l’intervenuta cessione. In questo caso, il curatore provvede alla rettifica formale dello stato passivo. Le stesse disposizioni si applicano in caso di surrogazione del creditore

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di Francesco Cossu
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