Economia e finanza / Economia

Commenta Stampa

L'A.N.P.A.R. spiega i motivi per cui il presidente dell'O.U.A. non vuole la mediazione civile


L'A.N.P.A.R. spiega i motivi per cui il presidente dell'O.U.A. non vuole la mediazione civile
21/01/2011, 10:01

Quando ad una buona legge, quella sulla mediazione civile e commerciale, che sta dando i suoi frutti (meno 4% di contenzioso giudiziario rispetto all’anno 2009), si frappongono interessi personalistici e di parte è una violazione ai diritti disponibili ed alla dignità dei cittadini.

E’ una storia miserevole, dice il presidente dell’ANPAR dott. Giovanni Pecoraro, che ha danneggiato e continua a danneggiare i giovani avvocati, i praticanti avvocati, i neo laureati e tutti gli altri albi ed ordini professionali.

Gli emendamenti al neo istituto giuridico della mediazione civile che sta portando avanti l’O.U.A. (per fortuna non il CNF) sono solo cavilli e vi spiego il perché. I cittadini e quasi all’unanimità gli ordini professionali si sono attrezzati e di conseguenza pronti a risolvere le loro controversie con mediatori altamente professionalizzati. Detto ciò, continua Pecoraro, ho l’impressione che il presidente dell’O.U.A più che adoperarsi per gli ordini professionali, che dalla mediazione civile possono trarne solo vantaggi, si sta avventurando su un percorso di contestazioni sulla giustizia che si rivelerà un Boomerang per tutti coloro che ci hanno creduto.
Ora investe Onorevoli e Senatori, chinando il capo e chiedendo la grazia di inserire degli emendamenti che modifichino quello che lo stesso Parlamento all’unanimità fin dal 1999 ha approvato e dato delega al Goveno per l’emanazione della legge che ora la casta vorrebbe abrogare, in alcuni punti importanti e farla fallire così come fece a suo tempo per la conciliazione in materia di lavoro.
Forse non tutti sanno che il presidente dell’O.U.A. per anni ha curato una rubrica dedicata alle liti condominiali sulle pagine del Mattino, che fa parte del CdA di Finmeccanica ovvero che ha grossi interessi nel settore assicurativo (Allianz) ed immobiliare e guarda caso sono proprio quei settori per i quali il presidente O.U.A. ne chiede l’abrogazione dell'esperimento del tentativo obbligatorio che se, non fatto è causa di improcedibilità al giudizio ordinario.
Il NO già deciso alle richieste dell’O.U.A. viene dalla categoria degli mediatori già pronti ad essere designati per deflazionare il pesante carico ! delle controversie pendenti e quella da venire, collaborando con i giudici ordinari favorevoli, a questo nuovo istituto giuridico che è la mediazione civile.

Commenta Stampa
di redazione
Riproduzione riservata ©