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Tassa discriminatoria e poco trasparente

L'Antitrust contesta la tassa sui "money transfert"


L'Antitrust contesta la tassa sui 'money transfert'
20/02/2019, 10:59

ROMA - Il Garante della concorrenza e dei consumatori (meglio nota come Antitrust) ha contestato la norma, approvata dalla Lega e dal Movimento 5 Stelle nella manovra di bilancio, che impone una tassa dell'1,5% sui trasferimenti di denaro fatti col "money transfert", quelle società che trasferiscono i soldi dei migranti nei Paesi di appartenenza. La tassa, secondo l'Antitrust, è ingiustificatamente discriminatoria, perchè colpisce solo i migranti, mentre non grava sulle banche e sulle Poste. 

Inoltre, la tassa comporta un aggravio dei costi di chi usa i money transfert, dato che non è presumibile che chi svolge un'attività per vivere rinunci al suo guadagno. Ed infine toglie trasparenza alle condizioni economiche chieste per effettuare il trasferimento di denaro. In pratica, quanta parte della tassa che i migranti pagano finisce allo Stato e quanta parte finisce nelle tasche di chi gestisce l'attività? Tutte situazioni che impediscono un controllo e una valutazione dell'attività. Per questo l'Antitrust ha chiesto che il governo modifichi la legge in modo da cancellare quelle iniquità. 

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di Antonio Rispoli
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