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La Cgil: "Manca piano industriale"

Lavoro in ginocchio, anche Parmalat chiude tre stabilimenti


Lavoro in ginocchio, anche Parmalat chiude tre stabilimenti
21/09/2012, 18:50

Nell'Italia già vessata dalla disoccupazione, un altro gruppo tira i remi in barca. Parmalat stringe la cinghia e chiude tre stabilimenti: al termine di un incontro al ministero dello Sviluppo economico con le parti sociali, il gruppo di Collecchio si è detto però disponibile a mettere a punto un piano per fronteggiare le ricadute occupazionali dell'operazione, dolorosa per i tanti lavoratori che resteranno a spasso.  Gli stabilimenti da chiudere sono tre: Genova, Villaguardia in provincia di Como e Cilavegna in provincia di Pavia. Il piano prevede una serie di iniziative: mobilità interna, trasferimento di personale presso operatori esterni, e strumenti di "new placement" nella speranza di ricollocare il personale in esubero.
 
A GENOVA - Per quanto riguarda il sito di Genova, l'azienda ha ricevuto un progetto per la cessione del terreno e dell'immobile per la realizzazione di attività commerciali. Questo progetto, secondo le prime informazioni, potrebbe portare al riassorbimento di parte dei lavoratori in esubero. 

LA PRODUZIONE - A quanto pare, però, la produzione non verrà intaccata troppo. Almeno nell'acquisto di materia prima, latte di produzione locale. Il progetto di Parmalat è quello di accrescere il fatturato attraverso un percorso di concentrazioni produttive. Una buona notizia per l'azienda, una cattiva notizia per i dipendenti. In ogni caso, il gruppo dichiara di voler investire 180 milioni di euro nei prossimi tre anni a livello di marketing e strutturale, per far crescere il fatturato del 4 per cento. 

CGIL: MANCA PIANO INDUSTRIALE - L'aumento del fatturato avverrà soprattutto per ceonto terzi e da qui le perplessità del sidacato: "Non può essere sufficiente alla saturazione della capacità produttiva dei vari siti", afferma la Flai Cgil che spinge ad un piano per la produzione di nuovi prodotti. Insomma, come sempre più spesso accade, manca la dovuta chiarezza sul piano industriale. Con un'aggravante: la vera missione dell'azionista di riferimento Lactalis, mai chiarita nonostante le ripetute richieste del ministero dello Sviluppo. Per questo motivo la Flai Cgil ha ottenuto dal ministero di mantenere aperto il tavolo per monitorare con continuità la realizzazione del piano industriale e sovraintendere ad alcune criticità come le chiusure dei tre impianti.

 

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di Gaia Bozza
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