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Gli incontri prendono il via dal 9 Gennaio

Lavoro, Monti ai sindacati: "Sì al confronto, ma in fretta"

Cicchitto (Pdl): "La decisione spetta al Parlamento"

Lavoro, Monti ai sindacati: 'Sì al confronto, ma in fretta'
02/01/2012, 18:01

ROMA - C’è clima da continua emergenza: l’allarme dei sindacati su recessione e tensioni sociali ha convinto il premier Mario Monti, che dice sì ad aprire la trattativa con le parti sociali su occupazione e contratti. Ma per approvare un Piano per il Lavoro bisogna fare presto e trovare un’intesa in pochi giorni, avverte il capo del governo. E quindi fa la prima mossa sullo scacchiere del confronto, chiamando i segretari di Cgil, Cisl e Uil per gli auguri d’inizio anno.

Gli incontri prenderanno il via il 9 gennaio e saranno al centro della riforma del mercato del lavoro del ministro Elsa Fornero. I sindacati chiedono di partire dall'occupazione, per arginare la crisi: ad oggi, secondo una stima del ministero dello Sviluppo economico, sono 30 mila i lavoratori a rischio, considerando solo i 200 tavoli di crisi aziendali. Ma il dato aumenta vertiginosamente se si considera tutta l’occupazione diretta e indiretta: sono 300mila i lavoratori coinvolti nella crisi.

“Bisogna cambiare le regole sul mercato del lavoro e bisogna coinvolgere le imprese”. La ricetta della Uil, per il segretario Luigi Angeletti, è chiara: no a discussioni che tagliano fuori il tessuto produttivo italiano.
Della stessa opinione, quella di un largo confronto con le parti sociali, anche Raffaele Bonanni (Cisl) e Susanna Camusso (Cgil). “Solo con la concertazione e il dialogo sociale si possono affrontare i problemi gravi del Paese”, afferma Bonnani che, come Camusso, è preoccupato per il “rischio reale” di tensioni sociali crescenti nei prossimi mesi a causa della riduzione di posti di lavoro.
Secondo la Cgil l’obiettivo primario è quello di ridurre la precarietà portando da 46 a tre o quattro le forme di assunzione rendendo inoltre più costose le forme più flessibili. La questione della giungla contrattuale di certo approderà sul tavolo con il governo, insieme ai modi con cui incentivare l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro e come creare posti di lavoro.

Ma il Pdl si chiama dentro la concertazione per bocca di Cicchitto. “E’ ragionevole che il governo scambi le opinioni, sia coi sindacati, sia con le rappresentanze di imprenditori del lavoro autonomo e degli ordini professionali sia con altre forze sociali – afferma il capogruppo Pdl alla Camera - poi, in sede di decisione politica, il governo deve fare le sue scelte di intesa coi partiti che lo sostengono in Parlamento”.

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di Gaia Bozza
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