Economia e finanza / Economia

Commenta Stampa

Le parti coinvolte nel processo tributario


Le parti coinvolte nel processo tributario
07/09/2009, 07:09

Le parti del processo tributario sono:
il ricorrente;
l'ufficio del ministero delle finanze, oppure;
l'ente locale, oppure;
il concessionario del servizio di riscossione che ha emanato l'atto impugnato o non ha emanato l'atto richiesto ovvero;
l'ufficio delle entrate del ministero delle finanze al quale spettano le attribuzioni sul rapporto controverso, se l'ufficio é un centro di servizio.
Le parti diverse da quelle sopra indicate possono stare in giudizio anche mediante procuratore generale o speciale.
La procura speciale, se conferita al coniuge e ai parenti o affini entro il quarto grado ai soli fini della partecipazione all'udienza pubblica, può risultare anche da scrittura privata non autenticata.
L'ufficio del ministero delle finanze nei cui confronti é proposto il ricorso sta in giudizio direttamente o mediante l'ufficio del contenzioso della direzione regionale o compartimentale ad esso sovraordinata.
L'ente locale nei cui confronti è proposto il ricorso può stare in giudizio anche mediante il dirigente dell'ufficio tributi, ovvero mediante il titolare della posizione organizzativa in cui è collocato detto ufficio, per gli enti locali privi di figura dirigenziale.
Le parti, che non siano l'ufficio del ministero delle finanze o l'ente locale nei cui confronti é stato proposto il ricorso, devono essere assistite in giudizio da un difensore abilitato.
In particolare, in base a quanto disposto dal secondo comma dell’art. 12, sono abilitati all'assistenza tecnica dinanzi alle commissioni tributarie, se iscritti nei relativi albi professionali:
gli avvocati;
i procuratori legali;
i dottori commercialisti;
i ragionieri e i periti commerciali;
i consulenti del lavoro, per le materie concernenti le ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente ed assimilati e gli obblighi di sostituto di imposta relativi alle ritenute medesime;
gli ingegneri, gli architetti, i geometri, i periti edili, i dottori agronomi, gli agrotecnici e i periti agrari, per le materie concernenti l'estensione, il classamento dei terreni e la ripartizione dell'estimo fra i compossessori a titolo di promiscuità di una stessa particella, la consistenza, il classamento delle singole unità immobiliari urbane e l'attribuzione della rendita catastale;
e gli spedizionieri doganali per le materie concernenti i tributi amministrati dall'Agenzia delle dogane;
i funzionari delle associazioni di categoria che alla data del 30 settembre 1993, data di entrata in vigore del D. Lgs. n. 545/1992 erano iscritti nell’elenco tenuto dall’Intendenza di finanza competente per territorio ai sensi del terzo comma dell’art. 30 del D.P.R. n. 636/ 1972;
in attesa dell'adeguamento alle direttive comunitarie in materia di esercizio di attività di consulenza tributaria e del conseguente riordino della materia, sono, altresì, abilitati alla assistenza tecnica, se iscritti in appositi elenchi da tenersi presso le direzioni regionali delle entrate, i soggetti indicati nell'articolo 63, terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, i soggetti iscritti alla data del 30 settembre 1993 nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per la sub categoria tributi, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o di diploma di ragioniere limitatamente alle materie concernenti le imposte di registro, di successione, i tributi locali, l'IVA, l'IRPEF, l'IIRES;
i dipendenti delle associazioni delle categorie rappresentate nel Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (C.N.E.L.) e i dipendenti delle imprese, o delle loro controllate ai sensi dell'articolo 2359 del codice civile, primo comma, numero 1), limitatamente alle controversie nelle quali sono parti, rispettivamente, gli associati e le imprese o loro controllate, in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o di diploma di ragioneria e della relativa abilitazione professionale; con decreto del Ministro delle finanze sono stabilite le modalità per l'attuazione delle disposizioni del presente periodo.
Ai difensori di cui all’elenco sopra descritto deve essere conferito l'incarico con atto pubblico o con scrittura privata autenticata od anche in calce o a margine di un atto del processo, nel qual caso la sottoscrizione autografa é certificata dallo stesso incaricato. All'udienza pubblica l'incarico può essere conferito oralmente e se ne dà atto a verbale.
L'ufficio del ministero delle finanze, nel giudizio di secondo grado, può essere assistito dall'avvocatura dello stato.
Le controversie di valore inferiore a € 2.582,28, anche se concernenti atti impositivi dei comuni e degli altri enti locali, possono essere proposti direttamente dalle parti interessate, che, nei procedimenti relativi, possono stare in giudizio anche senza assistenza tecnica.
Il valore della lite è l'importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l'atto impugnato. Invece, il valore della lite é costituito dalla somma degli interessi e delle eventuali sanzioni, in caso di controversie relative esclusivamente alle irrogazioni di sanzioni.
Il presidente della commissione o della sezione o il collegio possono tuttavia ordinare alla parte di munirsi di assistenza tecnica fissando un termine entro il quale la stessa é tenuta, a pena di inammissibilità, a conferire l'incarico a un difensore abilitato.
In base all’art. 14, disciplinante il litisconsorzio e l’intervento, se l'oggetto del ricorso riguarda inscindibilmente più soggetti, questi devono essere tutti parte nello stesso processo e la controversia non può essere decisa limitatamente ad alcuni di essi.
Se tali soggetti non hanno proposto il ricorso ovvero se esso non è rivolto agli stessi, é ordinata l'integrazione del contraddittorio mediante la loro chiamata in causa entro un termine stabilito a pena di decadenza.
I soggetti che sono destinatari dell'atto impugnato o parti del rapporto tributario controverso, possono intervenire volontariamente o essere chiamati in giudizio, insieme al ricorrente.
Tali soggetti possono intervenire nel processo notificando apposito atto a tutte le parti
Le parti chiamate in causa o intervenute volontariamente, a loro volta, non possono impugnare autonomamente l'atto se per esse al momento della costituzione é già decorso il termine di decadenza.
L’art. 15, disciplinante le spese del giudizio, dispone che la parte soccombente é condannata a rimborsare le spese del giudizio che sono liquidate con la sentenza. La commissione tributaria può dichiarare compensate in tutto o in parte le spese, richiamando il secondo comma dell’art. 92, c.p.c.
I compensi agli incaricati dell'assistenza tecnica sono liquidati sulla base delle rispettive tariffe professionali.
La riscossione, nella liquidazione delle spese a favore dell'ufficio del Ministero delle finanze, se assistito da funzionari dell'amministrazione, e a favore dell'ente locale, se assistito da propri dipendenti, avviene mediante iscrizione a ruolo a titolo definitivo dopo il passaggio in giudicato della sentenza.
L’art. 16 predispone che la conoscenza di una di una notizia ovvero di un atto nella sfera giuridica soggettiva di uno o più destinatari deve essere realizzata attraverso le comunicazioni.
Esse avvengono mediante avviso della segreteria della commissione tributaria consegnato alle parti, che ne rilasciano immediatamente ricevuta, o spedito a mezzo del servizio postale in plico senza busta raccomandata con avviso di ricevimento.
Le comunicazioni all'ufficio del ministero delle finanze ed all'ente locale possono essere fatte mediante trasmissione di elenco in duplice esemplare, uno dei quali, immediatamente datato e sottoscritto per ricevuta, é restituito alla segreteria della commissione tributaria.
Nelle medesime forme, la segreteria può anche richiedere la notificazione dell'avviso da parte dell'ufficio giudiziario o del messo comunale.
Con riferimento alle notificazioni, l’art. 16 fa espresso rinvio a quanto disposto dalle corrispondenti norme del codice di procedura civile. L’unica deroga attiene al luogo in cui la notifica deve avvenire di cui al successivo art. 17.
Le notificazioni possono essere fatte anche direttamente a mezzo del servizio postale mediante spedizione dell'atto in plico senza busta raccomandato con avviso di ricevimento ovvero all'ufficio del ministero delle finanze ed all'ente locale mediante consegna dell'atto all'impiegato addetto che ne rilascia ricevuta sulla copia.
L'ufficio del ministero delle finanze e l'ente locale provvedono alle notificazioni anche a mezzo del messo comunale o di messo autorizzato dall'amministrazione finanziaria.
Qualunque comunicazione o notificazione a mezzo del servizio postale si considera avvenuta nella data della spedizione; i termini che hanno inizio dalla notificazione o dalla comunicazione decorrono dalla data in cui l'atto é ricevuto.
Le comunicazioni e le notificazioni sono fatte, salva la consegna in mani proprie, nel domicilio eletto o, in mancanza, nella residenza o nella sede dichiarata dalla parte all'atto della sua costituzione in giudizio.
Le variazioni del domicilio o della residenza o della sede hanno effetto dal decimo giorno successivo a quello in cui sia stata notificata alla segreteria della commissione e alle parti costituite la denuncia di variazione.
L'indicazione della residenza o della sede e l'elezione del domicilio hanno effetto anche per i successivi gradi del processo, ma se mancano l'elezione di domicilio o la dichiarazione della residenza o della sede nel territorio dello stato o se per la loro assoluta incertezza la notificazione o la comunicazione degli atti non é possibile, questi sono comunicati o notificati presso la segreteria della commissione.

Commenta Stampa
di Francesco Cossu
Riproduzione riservata ©