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Una risposta ad una strana mania che imperversa

Le predizioni (ipocrite) del Giornale e del Pdl


Le predizioni (ipocrite) del Giornale e del Pdl
06/11/2011, 11:11

Ha iniziato il Giornale, poi è diventato il marchio di fabbrica dei deputati del Pdl, ed ora si è diffuso anche a tutta quella pletora di pidiellini che circolano su Facebook e in altri social network. MI riferisco alle "predizioni" che sono soliti fare quelli di destra sull'eventuale governo del centrosinistra. SI sentono frasi del tipo: "Bersani, Di Pietro e Vendola non possono che fare peggio"; oppure: "Il centrosinistra se va al governo aumenterà senz'altro le tasse"; o ancora: "Con le loro misure economiche aumenteranno la povertà". Anche oggi Il GIornale metteva in prima pagina che Pd ed Udc vogliono fare il governo tecnico solo per poter aumentare le tasse. E lo stesso dicono i parlamentari del Pdl quando vengono invitati alle varie trasmissioni televisive. E di recente vedo le stesse frasi anche su Facebook.
Ora, per poter dire frasi del genere, ci vorrebbe un minimo di base. Cioè: su cosa si basano certe frasi? Su quali episodi specifici? Su quale programma? Sarei curioso di trovare qualcosa che lo indichi. Ma immagino la risposta: perchè il governo Prodi ha aumentato le tasse. Ora, tralasciamo il fatto che il record di pressione fiscale lo sta imponendo il governo Berlusconi, che ha fatto in 3 anni manovre per 200 miliardi, a dimostrazione di come sono incapaci di gestire i conti pubblici. Torniamo un attimo alla situazione del maggio 2006, quando il secondo governo Prodi si insedia. Come erano i conti pubblici?
Dopo cinque anni di governo Berlusconi, erano uno schifo. Infatti si passa dal 2001 con un deficit al 2,7% del Pil (che è cresciuto del 3% nel 1999 e del 2,5% circa nel 2000) e un debito pubblico che è crollato dal 121% del 1996 al 105% del 2001 ad un 2006 disastroso. Il deficit al 31 dicembre 2005 era al 4% e le previsioni dell'Fmi e della Bce fatte a marzo danno un deficit per l'Italia a fine anno al 6,4%. In quei cinque anni l'economia è stata a crescita zero, con un anno in cui la crescita era stata addirittura negativa. In più era stata avviata nel 2005 una procedura di infrazione contro l'Italia per deficit eccessivo. Se non si rientrava, l'Italia rischiava multe fino a 40 miliardi di euro all'anno; ma Tremonti aveva ottenuto di mandare l'incombenza al successivo governo, perchè la Ue ci aveva dato tempo fino al dicembre 2007.
Quindi, entro questa data - soli 18 mesi - Prodi doveva far scendere il deficit dal 6,4% (90 miliardi di euro) previsto per il 2006 al 3%  (40 miliardi circa) almeno. A complicare le cose, c'era stato un trucchetto vergognoso: nella finanziaria approvata a dicembre 2005, il governo (con il voto favorevole non solo di Berlusconi e dell'allora Forza Italia, ma anche di Fini e di An, nonchè quello di Casini e dell'Udc; a dimostrazione di quanto sono ipocriti quando parlano del "benessere dell'Italia") aveva stabilito di coprire le spese per la manutenzione delle strade di competenza dell'Anas e di manutenzione delle ferrovie solo fino a giugno 2006. Questo obbligava Prodi a fare una prima manovra immediatamente e con decreto, altrimenti avremmo avuto le strade con i crateri e i treni ammassati nei depositi, perchè non ci sarebbero stati i soldi per riparare le prime e i secondi, nè per pagare  tecnici.
Il governo quindi si dette da fare, tagliando qualche spesa (poca roba a dire la verità) riducendo pesantemente l'uso degli aerei di Stato e trovando le risorse. Aumentò la pressione fiscale? Un poco sì, non lo si può negare. Ma che alternative c'erano? Poi, nelle finanziarie successive non ci fu un aumento delle tasse vero e proprio, perchè invece ci furono enormi risorse provenienti dalla lotta all'evasione (nel solo 2007 oltre 40 miliardi di euro, altro che i 25 del 2010 di cui si vanta il governo Berlusconi). Per il resto, qualche entrata venne utilizzata per aiutare le fasce economicamente deboli della popolazione; in particolare i pensionati a basso reddito. Ecco allora l'aumento delle pensioni sociali a 580 euro al mese, l'introduzione della quattordicesima, un bonus una tantum di 800 euro per coloro che avevano una pensione inferiore ai 1000 euro al mese. Certo, non ha fatto miracoli, da questo punto di vista. Ma ovviamente non poteva.
Infatti, mentre faceva questo riduceva anche il deficit: dal 6,4% previsto al 4,4% (60 miliardi di euro) al 31 dicembre 2006, all'1,7% (25 miliardi di euro) al 31 dicembre 2007, all'1,5% (20 miliardi di euro) al 31 marzo 2008. Bastava continuare così e già a fine 2008 il deficit sarebbe stato azzerato. Invece Berlusconi ottenne (usando un eufemismo) i voti di Mastella e fece cadere il governo Prodi. Il primo risultato del duo Berlusconi-Tremonti fu di bruciare il "tesoretto" accumulato di un circa 30 miliardi, e in più aumentò il deficit al 2,9% (40 miliardi). Cioè, nei primi 6 mesi, il governo Berlusconi bruciò 50 miliardi (30 del tesoretto e 20 di aumento del deficit) di denaro pubblico. L'anno successivo il deficit è schizzato al 5,3% del Pil (75 miliardi) con un Pil crollato al -5%, contro l'1,5% medio ottenuto dal governo Prodi.
Insomma, finora, dati alla mano, l'incapace è stato il governo Berlusconi assistito dal "genio finanziario" di Tremonti. Sono loro che hanno sfasciato i conti pubblici, sia tra il 2001 e il 2006, sia dopo il 2008. Sono loro che hanno fatto aumentare il debito pubblico che nel 2001 era al 105%. E sono loro - attenzione - che hanno contribuito a creare il debito pubblico. Infatti nei governi Craxi che tra il 1983 e il 1987 fecero schizzare il debito pubblico dal 73% al 96% del PIl (in termini reali, ci fu un aumento del 50%), nel ruolo o di sottosegretario o di consulente c'erano Giulio Tremonti, Renato Brunetta, Maurizio Sacconi e SIniscalco. E non sono omonimie, sono proprio quelle persone che oggi in TV dicono che il debito pubblico "è frutto del comportamento dei governi passati". Potrebbero anche dire quali governi, dato che loro ci erano dentro.

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di Antonio Rispoli
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