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Legge di stabilità: favorire i redditi più bassi

Possibile un leggero aumento in busta paga

Legge di stabilità: favorire i redditi più bassi
03/11/2012, 10:04

I relatori Pier Paolo Baretta (Pd) e Renato Brunetta (Pdl), lavorano alla legge di stabilità affinchè dalle detrazioni e deduzioni restino fuori le spese sostenute dalle famiglie. In questo modo si potrebbe verificare un aumento in busta paga variabile dai 50 ai 100 euro in più all’anno, che pur se non esorbitanti, sarebbe comunque un buon inizio.

Dei 4.2 miliardi che arrivano dal mancato taglio dell’Irpef, 1.150 miliardi saranno utilizzati come cuscinetto per evitare l’aumento dell’Iva, mentre un altro miliardo sarà destinato ad ammortizzare la retroattività della stretta sui bonus fiscali. I fondi restanti, circa un miliardo, che lo stesso Baretta dichiara potrebbe raddoppiare nel 2014, sarà utilizzato completamente al taglio del cuneo fiscale sui redditi del lavoro: “Il valore della riduzione Irpef evitata è di 4,2 miliardi nel 2013. A questa somma vanno tolti 1,25 miliardi per il mancato aumento dell’Iva al 10% e i 900 milioni per la retroattività di franchigie e tetti. In totale, dalla nuova manovra si possono liberare, nel 2013, risorse pari a circa un miliardo per i lavoratori, che possono raddoppiare se sindacati e imprenditori faranno l’accordo sulla produttività. A questo dobbiamo aggiungere altri 900 milioni per il sociale attraverso il Fondo appositamente previsto”

Baretta continua affermando: “Il tetto dei 55mila euro di reddito dovrà restare, altrimenti l’intervento viene vanificato.” Ci sarà quindi un intervento  mirato sulle detrazioni riconosciute ai redditi fino a 55mila euro, ritoccando al rialzo gli importi degli sconti indicati dall’articolo 13 del Tuir. I due miliardi previsti per il 2014 consentiranno di lavorare anche sugli sgravi dell’Irpef e proprio su questo tema ci sarà un incontro con il Ministro dell’Economia Grilli la prossima settimana.

Con i fondi recuperati dal “Piano Giavazzi”, circa un miliardo, potrebbe partire il credito d’imposta alla ricerca per le imprese. A questi si dovranno poi aggiungere 1,6 miliardi fissati dalla legge di stabilità. L’obiettivo sarà comunque quello di ridurre al minimo il costo del lavoro sostenuto dalle imprese e il carico fiscale dei lavoratori.

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di Claudia Annunziata
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