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L'ennesima balla: una commissione sul debito pubblico italiano


L'ennesima balla: una commissione sul debito pubblico italiano
02/01/2012, 15:01

Sarà colpa di Internet, sarà colpa di Facebook, sarà colpa della crisi... non lo so. Quello che è certo è che negli ultimi tempi sembra che ci sia gente che si diverte ad inventarsi balle, che poi però - per motivi a me ignoti - fanno una enorme presa sulla massa della popolazione internettiana.
E così, dopo la balla del "non pagare il debito pubblico", dopo quella del "bisogna uscire dall'euro", adesso è da un po' di tempo che si diffonde quella della commissione di inchiesta per verificare il debito pubblico italiano. Il punto di partenza è ovviamente un fatto vero: il presidente dell'Ecuador, Rafael Correa, negli ultimi anni, ha creato una commissione che stabilisse quale parte del debito pubblico nazionale fosse stato causato dalla politica, eccessivamente filo-Usa, degli ex presidenti Jamil Mahuad e Leon Febres Cordero. Una volta fatta questa separazione, il governo ecuadoriano ha deciso di non rimborsare questa parte del debito (che guarda caso coincide con la quota detenuta dalle banche statunitensi o vicini a quel governo).
Ma in questo caso la cosa è giustificabile: si tratta di una quota di debito pubblico che è stata creata artificialmente, solo per mantenere buoni rapporti con gli Usa (tanto che ancora oggi il dollaro statunitense è la moneta ufficiale dell'Ecuador) negli anni passati. Dopo tutto, stiamo parlando di un Paese che è il classico vaso di coccio stretto tra i vasi di ferro del continente americano, come Usa e Brasile.
La stessa misura fatta in Italia invece non ha senso. Perchè il debito pubblico ha una origine ben precisa, che si chiama "governi Craxi (e successivi). Fino al 1983 il nostro debito pubblico era altino, ma non in maniera allarmante. Tra il 1983 e il 1992 schizzò dal 73% del Pil ad oltre il 110%; in termini assoluti da 600 mila miliardi di lire a 1,2 milioni di miliardi di lire. Quindi che cosa facciamo? Prendiamo i parlamentari di allora (o i loro eredi, nel caso di Crazi e di qualche altro) e ci facciamo restituire la somma? Perchè è chiaro che alle elezioni del 1983 e quelle successive ci sono andati gli italiani. E sono loro che hanno eletto i vari governi che hanno fatto aumentare il debito pubblico e il deficit (vale a dire tutti i governi dal 1983 ad oggi, con esclusione del periodo 1996-2001, in cui il debito scese dal 121% al 105%).
Quindi la commissione di inchiesta, che dovrebbe decidere? DI chi è la responsabilità? Beh, semplice: di quei ladri che sono stati eletti e che hanno votato a favore di leggi con cui hanno stanziati soldi pubblici a volontà a favore di imprenditori delinquenti, i quali ringraziavano i politici con le tangenti. E se si vuole un elenco, il discorso è semplice: più o meno tutta l'imprenditoria che conta e gran parte di quella che non conta. Ma anche se questi sono fatti notori, legalmente non c'è modo di fargli pagare il conto. Innanzitutto perchè di solito non ci sono prove che colleghino la singola erogazione di denaro pubblico ad una tangente specifica (i processi sono andati tutti in prescrizione, grazie alle leggi approvate dal 1994 in poi). Mentre per i politici c'è la Costituzione che li difende: all'articolo 68 sta scritto chiaramente che non sono responsabili penalmente per le loro decisioni o scelte politiche.
Allora la commissione dichiara illeggittimo il debito pubblico? E come? Con quale giustificazione? Il fatto che la maggioranza degli italiani sono una massa di coglioni che vota senza riflettere su chi sta votando? Non è una buona ragione, probabilmente. Ed altre possibilità non ce ne sono.
Per carità, volendo di scuse se ne trovano a iosa, ma la soluzione per noi sarebbe dannosissima: decidere di cancellare il debito pubblico significa dichiarare default. Perchè il nostro debito pubblico è frutto esclusivamente del malgoverno che caratterizza il nostro Paese. Non per dire sempre le stesse cose, ma se un solo Presidente del Consiglio guida il nostro Paese per 100 degli ultimi 120 mesi e questo Presidente del Consiglio permette che il debito pubblico in questo periodo salga di 500 miliardi di euro, la colpa non è sua, ma è di coloro che l'hanno eletto, conoscendone l'incapacità.

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di Antonio Rispoli
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