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Secondo Istat, Insee e Ifo ci vorrà ancora del tempo

Lenta la ripresa economica nell'Eurozona

A gennaio e febbraio timidi cenni di miglioramento

Lenta la ripresa economica nell'Eurozona
03/04/2012, 18:04

ROMA - La ripresa economica nell'eurozona sarà «lenta» dopo due trimestri in contrazione. È quanto fanno sapere l'Istat, l'Insee (Istituto di statistica economica francese) e l'Ifo (Istituto di studi e previsione economica tedesco) in un comunicato. I tre istituti spiegano che il Pil dell'eurozona ha registrato nel primo trimestre 2012 una contrazione dello 0,2%, si avrà una stagnazione nel secondo trimestre e quindi una leggerissima crescita dello 0,1% nel terzo trimestre dell'anno. «Il consolidamento di bilancio e il peggioramento del mercato del lavoro peseranno sui consumi delle famiglie», affermano i tre istituti. «L'attenuarsi delle tensioni finanziarie allenterà le condizioni sull'erogazione del credito ma gli investimenti probabilmente resteranno deboli», concludono.
Da Praga intanto la cancelliera tedesca Angela Merkel fa sapere che: «I paesi che condividono la stessa moneta dovrebbero migliorare la loro competitività ». Dopo un incontro bilaterale, in conferenza stampa, la cancelliera e il premier ceco Petr Necas hanno convenuto sulla necessità di rilanciare la competitività delle economie nell' ambito dell'Ue e di consolidare il mercato interno europeo
A febbraio comunque i prezzi della produzione industriale sono cresciuti dello 0,6% nell'eurozona e dello 0,8% nell'Ue a 27. Lo comunica Eurostat, ricordando che a gennaio erano cresciuti rispettivamente dello 0,8 e dello 0,6%. Su base annuale, rispetto a febbraio dello scorso anno, l'indice è cresciuto del 3,6% nell'area euro e del 4,3% nell'Ue a 27. Per quanto riguarda l'Italia, i prezzi della produzione industriale sono saliti dello 0,4%, contro lo 0,8% di gennaio. Secondo l'Ufficio statistico dell'Ue, escluso il settore energetico, a febbraio l'indice dei prezzi della produzione industriale è cresciuto dello 0,4% nell'eurozona e dello 0,3% nell'Ue a 27, mentre quello del settore energetico è aumentato rispettivamente dell'1,2 e dell'1,5%. Tra i Paesi membri, la crescita più rilevante dell'indice è stato registrato in Danimarca ( 3,6%), Belgio ( 1,9%) e Finlandia ( 1,7%), mentre quella minore nella Repubblica Ceca, in Lettonia e a Malta (0,1%). Prezzi stabili, invece, in Polonia, mentre sono diminuiti a Cipro (-0,3%) e in Slovenia (-0,1%). Segnali di ripresa dunque, ma per vedere la luce c’è ancora da stringere i denti, la fine del tunnel è ancora lontana.

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di Valerio Esca
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