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Dai giovani alle casalinghe tutti voglio un posto

L'esercito degli inattivi: 400mila in più in cerca di lavoro

La causa va ricercata nell'aumento delle tasse e nella crisi

L'esercito degli inattivi: 400mila in più in cerca di lavoro
02/05/2012, 17:05

ROMA - Quasi 500.000 disoccupati in più a marzo 2012 rispetto a un anno prima a fronte di solo 88.000 occupati in meno nello stesso periodo: i dati Istat evidenziano non tanto la perdita di posti di lavoro quanto l'entrata sul mercato del lavoro (senza successo) di un esercito di persone che fino ad allora erano «inattivi», ovvero non occupati né alla ricerca di impiego. «Con l'aumento delle tasse e la crisi economica - spiega Carlo Carboni, professore di sociologia economica all'Università di Ancona all’Ansa - molte famiglie sono state costrette a tirare la cinghia. Per mantenere il tenore di vita precedente c'è maggiore disponibilità delle persone, soprattutto donne e giovani, a cercare lavoro. È l'altra faccia della recessione. Si è costretti a cercare lavoro - prosegue - anche se si sa che è molto difficile trovarlo». Se quindi va letto come un buon segnale il calo dell'inattività tra i 15 e i 64 anni (a marzo 427.000 in meno su marzo 2011) perché significa che sono disponibili a lavorare sempre più persone che prima si tenevano fuori dal mercato, dall'altra parte la crescita repentina della disoccupazione è uno shock. A marzo per la prima volta dal 1999 i disoccupati sono tornati sopra quota 2,5 milioni (facendo riferimento alle serie trimestrali). A cercare lavoro dopo un periodo di inattività sono giovani (magari rinunciando a un ulteriore periodo di formazione), casalinghe, mamme che erano rimaste a casa dopo la gravidanza e che non riescono più a far fronte alle spese con un solo stipendio, ma anche maschi adulti e anziani. Aumentano, infatti, i costi (a partire dalla benzina, le bollette, il carrello della spesa ecc) e le tasse e si riduce il potere d'acquisto dei salari (per i lavoratori pubblici le retribuzioni sono bloccate mentre per gli altri aumentano meno dell'inflazione) «nelle famiglie - dice Carboni - chi ancora non lavorava si fa coraggio e comincia a cercare». Gli inattivi a marzo 2012 sono diminuiti di 40.000 unità rispetto a febbraio e di 427.000 rispetto a marzo 2011 fissandosi a quota 14.548.000. Diminuiscono soprattutto le donne (-255.000 su base tendenziale) mentre per gli uomini si registra 172.000 inattivi in meno (soprattutto a causa dell'allungamento dell'età per la pensione). I disoccupati in più su marzo 2011 (476.000) sono 254.000 tra gli uomini e 222.000 tra le donne. Ma se le donne registrano un lievissimo aumento di occupazione (+13.000 unità) gli uomini segnano un calo di 100.000 occupati rispetto a un anno prima. 

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di Valerio Esca
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