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L’espropriazione mobiliare esattoriale


L’espropriazione mobiliare esattoriale
20/04/2010, 09:04

Fermo restando il generale richiamo alla disciplina del codice di procedura civile, il legislatore ha inteso contraddistinguere l’esecuzione esattoriale a mezzo delle seguenti disposizioni speciali.
L’art. 62 D.P.R. n. 602/1973, in deroga alle disposizioni codicistiche, prevede che “I beni indicati nel numero 4 del primo comma dell’art. 514 del codice di procedura civile possono essere pignorati nei casi in cui sono soggetti al privilegio previsto dall’art. 2759 del codice civile. I frutti dei fondi del debitore soggetti al privilegio stabilito dall’articolo 2771 del codice civile possono essere pignorati nelle forme dell’espropriazione presso il debitore ancorché i fondi stessi siano affittati”.
Altra deroga alla disciplina codicistica è data dal disposto del successivo art. 63, in tema di astensione dal pignoramento.
Prevede la norma che l’ufficiale della riscossione deve astenersi dal pignoramento quando è dimostrato che i beni appartengono a persona diversa dal debitore iscritto a ruolo, dai coobbligati o dai soggetti indicati dall’art. 58, comma 3, D.P.R. n. 602/1973, in virtù di titolo avente data anteriore all’anno in cui si riferisce l’entrata erariale iscritta a ruolo.
Tale dimostrazione può essere offerta soltanto mediante esibizione di atto pubblico o scrittura privata autenticata, ovvero di sentenza passata in giudicato pronunciata su domanda proposta prima di detto anno.
Ennesima deroga all’esecuzione mobiliare ordinaria la si rinviene all’art. 64, D.P.R. n. 602/1973, in tema di custodia dei beni pignorati. Tale articolo dispone che “Salvo quanto disposto dall’art. 520, primo comma, del codice di procedura civile e dall’art. 70, la custodia dei beni mobili pignorati è affidata allo stesso debitore o a un terzo. Il concessionario non può essere nominato custode”.
Serve solo aggiungere che l’Agente della riscossione può, in ogni tempo, disporre la sostituzione del custode e che, in mancanza di persone idonee all’affidamento della custodia, i beni pignorati sono presi in consegna dal comune.
In ogni caso, il verbale di pignoramento è notificato al debitore, e la notificazione, se al pignoramento assiste il debitore o un suo rappresentante, è eseguita mediante consegna allo stesso di una copia del verbale.
Per procedere alla vendita dei beni pignorati, l’Agente della riscossione affigge alla casa comunale, per cinque giorni consecutivi anteriori alla data fissata per il primo incanto, un avviso contenente la descrizione dei beni e l’indicazione del giorno, dell’ora e del luogo del primo e del secondo incanto.
Ai sensi dell’art. 66, D.P.R. n. 602/1973: “Il primo incanto non può aver luogo prima che siano decorsi dieci giorni dal pignoramento. Il secondo incanto non può aver luogo nello stesso giorno stabilito per il primo e deve essere fissato non oltre il decimo giorno dalla data del primo incanto”. Su istanza del debitore o dell’Agente il giudice può ordinare che degli incanti sia data notizia al pubblico a mezzo di giornali o con altre forme di pubblicità commerciale.
In relazione al prezzo base del primo incanto, l’art. 68, D.P.R. n. 602/1973, prevede che “Se il valore dei beni pignorati non risulta da listino di borsa o di mercato, il prezzo base del primo incanto è determinato dal valore ad essi attribuito nel verbale di pignoramento”. Tuttavia, quando l’Agente della riscossione tributi lo richiede, e in ogni caso per gli oggetti preziosi, il prezzo base è stabilito da uno stimatore designato dal giudice dell’esecuzione.
Per ciò che concerne il secondo incanto, i beni sono venduti al miglior offerente ad un prezzo non inferiore alla metà del prezzo base del primo incanto.
Infine, se i beni restano invenduti anche al secondo incanto, in deroga ad ogni previsione della disciplina ordinaria, l’art. 70, D.P.R. n. 602/1973 dispone che “Il concessionario entro tre mesi procede alla vendita a trattativa privata per un prezzo non inferiore alla metà del prezzo base del secondo incanto o ad un terzo incanto ad offerta libera”. I beni rimasti ancora invenduti sono messi a disposizione del debitore.
Per completezza espositiva va detto che tutta l’attività, a partire dal pignoramento fino alla vendita può essere effettuata da parte degli istituti di vendite giudiziarie ai sensi dell’art. 71, D.P.R. n. 602/1973.
Da ultimo va posto in evidenza che nel nuovo sistema vigente viene a mancare la propedeuticità che in passato aveva l’esecuzione mobiliare rispetto a quella immobiliare. Pertanto oggi l’Agente può procedere nei confronti del contribuente moroso direttamente in via immobiliare.

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di Francesco Cossu
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