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Tanto fumo solo per ingannare i cittadini

Licenziamenti facili per assumere di più? L'ennesima bufala


Licenziamenti facili per assumere di più? L'ennesima bufala
29/10/2011, 16:10

L'ultima novità del governo italiano è veramente esilarante: hanno promesso all'Unione Europea una legge che faciliti i licenziamenti di chi ha sottoscritto contratti a tempo indeterminato, per le aziende "in difficoltà economica", recita la lettera inviata alla Ue.
Innanzitutto un dettaglio: questa non è uscita dalla testa di Berlusconi, ma da quella di un altro genio dell'economia, uno che si è vantato di meritare un Nobel, ma di avervi rinunciato per amore della politica. Mi riferisco a Renato Brunetta, già coautore dell'esplosione del debito pubblico italiano (era consulente nel governo Craxi che portò il debito pubblico dal 73% al 96% in soli 4 anni). Ma anche lui non ha fatto altro che ripetere uno dei dogmi della cosiddetta "scuola di Chicago", termine con cui si indica il pensiero economico portato avanti dai principali organismi economici, a cominciare dalle banche centrali, compresa la BCE, dall'FMI e dalle agenzie di rating. E come tutti i dogmi, può essere definito solo con le parole che Fantozzi usa per definire il film "La corazzata Potemkin": è una cagata pazzesca.
Vediamo perchè. La teoria economica prevede che sapere di poter licenziare facilmente permette all'azienda di assumere eventuale personale, in caso di espansione aziendale, senza preoccupazioni. Invece, con un mercato rigido come il nostro, sempre secondo questa teoria, il datore di lavoro evita di assumere perchè ha paura che se assume un nuovo dipendente, poi si accolla una spesa che non sa se verrà riassorbita dall'aumento di produzione.
A smentire questa teoria, già basterebbero le parole di Warren Buffet, miliardario statunitense, secondo nelle graduatorie di Forbes come ricchezza dietro Bill Gates. Certo non è uno sprovveduto nel mondo del lavoro; e se dice (in una intervista rilasciata ad una TV americana ad agosto): "Nella mia esperienza non ho mai visto un solo imprenditore valutare il costo del lavoro, al momento di assumere qualcuno", qualcosa vorrà dire.
Ma vediamo di esaminare le cose da un punto di vista più pratico. Per farlo, basta vedere cosa succede nelle aziende che hanno meno di 15 dipendenti, dove le tutele contrattuali per i lavoratori sono vicine allo zero. E questo è il regno di una continua violazione (quanto meno dal punto di vista morale) dei diritti dei lavoratori. E' un fiorire di contratti atipici, precari, parasubordinati, false partita Iva e così via. Per non parlare poi degli stipendi, che raramente corrispondono a quello che c'è scritto nelle buste paga. Perchè i lavoratori accettano condizioni capestro e contratti truffa? Semplicemente perchè non c'è alternativa: o quattro soldi in cambio di un lavoro spesso massacrante oppure zero soldi. Il rendere facili i licenziamenti non farebbe altro che aumentare il numero di persone sottopagate e "vittime" dei ricatti aziendali.
Il che è l'ultima cosa che serve adesso: significherebbe deprimere ulteriormente la domanda interna, che è già asfittica di per sè. Insomma, si peggiorerebbe solo la crisi.
Purtroppo, a quanto pare non vogliono capire che la prima necessità è aumentare la domanda interna. E questo si può fare solo diminuendo l'occupazione. E la cosa è facile: c'è un disperato bisogno di figure specifiche, tra i dipendenti pubblici: mancano giudici, Pm, cancellieri in Tribunale e in Procura; mancano poliziotti, carabinieri e finanzieri (magari con un addestramento che insegni loro che il primo dovere è tutelare i cittadini italiani e non obbedire a qualsiasi ordine come se fossero dei pupazzi); mancano agenti di Polizia Penitenziaria, mancano carceri... e si può continuare a lungo.
E non è un problema trovare i soldi: basta tagliare i costi della politica (solo vendendo 600 mila delle 650 mila auto blu si avrebbero almeno 6 miliardi una tantum e 2 miliardi all'anno di risparmio sulle spese); basta combattere gli evasori fiscali, che possono rubarci impunemente 120 miliardi all'anno senza temere alcuna conseguenza legale; e basta combattere la criminalità organizzata sul piano economico, anzichè aiutarla con leggi come quella che rende estremamente difficile la confisca dei beni mafiosi o con lo scudo fiscale. Cose semplici che però risolverebbero gran parte dei nostri problemi.

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di Antonio Rispoli
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