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L’IMPOSTA LOCALE SUGLI IMMOBILI (ICI)


L’IMPOSTA LOCALE SUGLI IMMOBILI (ICI)
27/04/2010, 08:04

L’ICI è stata introdotta con il D.Lgs. 504 del 30 dicembre 1992, e viene definita come un’imposta sull’intero immobiliare esistente in un determinato comune e da questo gestita.
L'ICI è dovuta da chi possiede fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli, a qualsiasi uso destinati. Soggetti passivi sono i proprietari degli immobili ovvero i titolari di diritti reali, oltre al locatario di immobili concessi in locazione finanziaria.
La base imponibile per i fabbricati si ottiene moltiplicando la rendita catastale (aumentata secondo la legislazione vigente del 5%) per il moltiplicatore 100, se classificati nei gruppi da A/1 ad A/9 (abitazioni), B (collegi, convitti,ecc.) e C (magazzini, depositi, laboratori, ecc.), per il moltiplicatore 50 se classificati nel gruppo D (opifici,alberghi,banche,ecc.) e nella categoria A/10 (uffici e studi privati), e per il moltiplicatore 34, se classificati nella categoria C/1.
La base imponibile per i terreni agricoli si ottiene moltiplicando il reddito dominicale, aumentato del 25%, per il coefficiente fisso pari a 75.
La base imponibile per i terreni edificabili è costituita dal valore venale in comune commercio al 1° gennaio dell’anno di imposizione.
Il Consiglio dei Ministri, in data 21 maggio 2008, ha approvato con decreto l'abolizione dell'ICI sulla prima casa.
Il taglio entra in vigore dal primo acconto di giugno 2008 e riguarda anche le pertinenze dell'abitazione principale (garage, cantina, box auto, ecc.). Restano esclusi dallo sgravio gli immobili di categoria A1, A8 e A9, cioè abitazioni di lusso, ville, castelli, ai quali non si applica la ulteriore detrazione dell'1,33 per mille.
L'esenzione si applica anche ai separati e divorziati non assegnatari della casa coniugale e alle unità immobiliari di cooperative a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale dai soci assegnatari, agli alloggi regolarmente assegnati dagli istituti autonomi per le case popolari.
I criteri e le modalità del rimborso ai Comuni sono previsti in un successivo decreto, entro 60 giorni dalla pubblicazione del provvedimento di esenzione.
Qualora l'ICI 2008 sull'abitazione principale e sulle sue pertinenze fosse stata già pagata, è necessario presentare una richiesta di rimborso al Comune.
In base alla normativa Ici, il contribuente deve chiedere all'Ufficio tributi del Comune il rimborso dell'imposta comunale versata e non dovuta. Alla domanda non va applicata la marca da bollo, ma va allegato il bollettino postale o il modello F24 con cui si è provveduto al pagamento. L'istanza va presentata entro 5 anni dalla data del versamento dell'imposta o dal momento in cui è stato accertato il diritto alla sua restituzione. Il Comune deve effettuare il rimborso entro 180 giorni dalla presentazione della domanda (articolo 1, comma 164 della legge 27 dicembre 2006, n. 296). Sul credito da restituire sono dovuti gli interessi legali che decorrono dalla data del versamento.
Alle pertinenze si applica la normativa generale contenuta negli articoli 817 e seguenti del Codice civile, in base alla quale il loro regime giuridico è quello del bene principale. Per qualificare un immobile come pertinenza, è sufficiente che esistano un rapporto oggettivo di asservimento rispetto al bene principale e la volontà del possessore di adibire la pertinenza a servizio e ornamento dello stesso bene. Non ha alcuna rilevanza, invece, la circostanza che la pertinenza sia dotata di rendita catastale autonoma, e non sia "graffata" catastalmente al bene principale. Ne consegue che cantina, garage, box auto, ecc. sono anch'essi esenti dall'Ici, sebbene separatamente accatastati e acquistati, purché essi siano posti a servizio dell'abitazione principale.
Una limitazione a tale criterio, deriva dall'articolo 59, lettera d) del decreto legislativo Dlgs 446/97, che permette ai Comuni di stabilire quali e quanti immobili possano essere considerati pertinenza dell'abitazione principale. Di conseguenza, per essere certi di non dover pagare l'Ici su beni considerati pertinenziali, è bene consultare il regolamento comunale. Naturalmente, in base alla gerarchia delle fonti, non è consentito all'amministrazione locale escludere le pertinenze dall'esenzione del pagamento Ici decisa dal Governo il 21 maggio 2008.
I comuni hanno anche facoltà di deliberare l’applicazione della detrazione quando l’abitazione è concessa in uso gratuito a parente in linea retta di primo grado (genitore/figlio - figlio/genitore) purché il contribuente non goda già di detrazione su altro immobile anche se posseduto in altri comuni.
A parte l'ulteriore detrazione fissata nella misura dell'1,33 per mille, l'elemento di maggior risalto è che, a partire dall'anno d'imposta 2009, i comuni potranno fissare temporaneamente un'aliquota agevolata inferiore a quella base del 4 per mille, per le unità abitative oggetto di interventi per la produzione di energia elettrica o termica a fonte rinnovabile.
Precisamente, l'aliquota agevolata viene limitata alla durata di 3 anni per gli impianti solari e di 5 anni per tutte le altre tipologie di fonti rinnovabili (articolo 1, comma 6, della legge finanziaria n. 244 del 2007. Non è ammessa la restituzione di somme eventualmente versate a titolo di imposta comunale sugli immobili ai comuni, per periodi di imposta precedenti al 2008, per chi avesse usufruito di tale agevolazione.
L'imposta si versa in due rate:
- l’acconto entro il 30 giugno dell’anno cui si riferisce l’imposta;
- il saldo entro il 20 dicembre dell’anno cui si riferisce l’imposta.
In sede di acconto, il contribuente versa il 50% dell'imposta dovuta in base all’aliquota e detrazione prevista per l’anno precedente per ogni singolo Comune, il quale può deliberare aliquote differenziate per situazioni differenti: abitazione principale, abitazione locata, abitazione non locata da un certo periodo di tempo (tale ultimo caso serve a stimolare il proprietario a locare l’immobile così da incentivare la crescita di abitazioni sul mercato degli affitti).
In sede di saldo, il contribuente determina l'imposta dovuta per l’anno in corso da pagare a conguaglio.
E’ ammesso anche il versamento in un’unica soluzione entro il 30 giugno dell’anno cui si riferisce l’imposta.
Quando l'imposta dovuta per tutto il periodo di possesso non supera l’importo di € 2,07 il contribuente non deve eseguire nessun versamento.
Attualmente, il versamento dell’imposta può essere effettuato presso gli uffici postali o le banche convenzionate con modello F24.
La dichiarazione ICI deve essere presentata, a norma dell'art. 10 del D.Lgs. n. 504/1992, per gli immobili siti nel territorio del Comune, per i quali nel corso dell’anno precedente, si sono verificate modificazioni nella soggettività passiva oppure nella loro struttura o destinazione d’uso.
In pratica, i casi principali in cui si dovrà compilare dichiarazione sono i seguenti:
- acquisto o vendita di immobili nel corso dell'anno precedente;
- variazione quota possesso;
- immobili che hanno cambiato caratteristiche strutturali;
- immobili che hanno acquistato o perso nel corso dell'anno precedente l'esenzione o esclusione dall'ICI;
- terreni per i quali è cambiata la classificazione (ad esempio da area fabbricabile a terreno agricolo a o viceversa );
- valore dell'area fabbricabile variato;
- fabbricati che sono diventati abitazione principale nel corso dell'anno precedente oppure che hanno smesso di esserlo.
La dichiarazione non va presentata se nell'anno precedente non si sono verificate variazioni.
Chi possiede a titolo di proprietà ovvero di diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie immobili che hanno subito le variazioni sopra riportate è tenuto alla presentazione della dichiarazione ICI.
Il locatario è tenuto alla presentazione della dichiarazione ICI per gli immobili concessi in locazione finanziaria.
La dichiarazione deve essere presentata al Comune nel cui territorio è ubicato l'immobile entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui il possesso ha avuto inizio, quindi entro il 31 luglio di ogni anno, termine modificato dall’avvento della presentazione telematica che comporterebbe lo slittamento al 31 ottobre di ogni anno.
Per la dichiarazione deve essere utilizzato il modello approvato con decreto del Dipartimento per le politiche fiscali.

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di Francesco Cossu
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