Economia e finanza / Economia

Commenta Stampa

Ancora critiche sul Def varato dal governo

L'Istat avvisa Tremonti: "Crescita bassa, conti in pericolo"


L'Istat avvisa Tremonti: 'Crescita bassa, conti in pericolo'
20/04/2011, 11:04

ROMA - Nuova bocciatura del Ministro delle Finanze Giulio Tremonti, questa volta da parte dell'Istat, attraverso il suo presidente Enrico Giovannini, che oggi è stato audito dalle Commissioni Bilancio di Camera e Senato sul Def (Decisione di economia e finanza) del governo. Una bocciatura basata su una semplice constatazione: con i livelli di crescita previsti dal documento (dall'1 all'1,6% da oggi fino al 2016) non ci potrà mai essere un recupero della disoccupazione oggi esistente. E senza questa premessa, è difficile pensare ad un recupero e un azzeramento del deficit. La cosa poi si aggrava se consideriamo che nel documento non ci sono misure per tenere bassa l'inflazione. Un pericolo da non sottovalutare: a marzo l'inflazione acquisita (cioè quella che si avrebbe senza ulteriori aumenti) per il 2011 è pari già all'1,8%. Poichè nel Def si parla di una inflazione totale del 2,2%, non è seriamente verificabile questo dato senza uno stop alle cause che generano inflazione. E poichè la prima causa dell'inflazione è esterna (l'aumento del prezzo del petrolio) bisogna sterilizzare le conseguenze sul marcato interno, costringendo le compagnie petrolifere ad abbassare i prezzi di benzina e gasolio.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©