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Lo sfascio dei conti pubblici in Italia


Lo sfascio dei conti pubblici in Italia
04/10/2010, 17:10

Per come l'hanno data oggi i giornali, si deve cantare "alleluja" per la notizia che il rapporto deficit/Pil è calato dal 6,3% riscontrato nel primo semestre 2009 al 6,1% registrato nel primo seme stre 2010. Ma io aspetterei prima di intonare inni trionfalistici.
Innanzitutto perchè il limite fissato per il deficit dal Trattato di Maastricht, per i Paesi europei, è del 3% del Pil all'anno, e noi siamo al doppio. Seconda cosa perchè il paragone con l'anno scorso è improprio, dato che a fine 2009 fu fatta una manovra finanziaria (anche se non fu chiamata così) che aumentò alcune tasse minori ed alzò la pressione fiscale, oltre all'introduzione dello scudo fiscale. Mentre quest'anno la promessa è di non fare nulla del genere, visto che a luglio è stata approvata una legge di tagli alla spesa pubblica per 24 miliardi tra il 2011 e il 2012. Infine c'è da considerare che lo scorso anno finì in salita per il Pil: dopo i primi due trimestri che segnarono un -6%, il terzo e il quarto trimestre segnarono dati intorno allo zero. Quest'anno  invece le previsioni dicono l'opposto: dopo i primi due trimestri con una crescita intorno all'1%, nel terzo e nel quarto trimestre si preve un avvicinamento rispetto allo zero. Questo significa un probabile calo delle entrate e quindi un peggioramento dei conti pubblici. Inoltre è aumentata la disoccupazione, e anche questo significa meno tasse incassate, sia direttamente (dalla busta paga delle persone licenziate) sia indirettamente (l'Iva sui beni o servizi che i licenziati non comprano più).
Colpa della crisi? Beh, per chi ci vuole credere... I dati dicono altro. A dicembre 2007 - l'ultima misurazione ufficiale fatta col governo Prodi - il rapporto deficit/Pil era all'1,7%, pari a circa 25 miliardi; volendo, possiamo ricordare che alla rilevazione di marzo il dato era all'1,5%. Poi a dicembre 2008 - governo Berlusconi - il dato schizza al 2,9%, pari a circa 40 miliardi. Colpa della crisi? No. Innanzitutto perchè la crisi economica mondiale ci ha colpiti molto debolmente (la crisi economica che viviamo è interna) e poi perchè sin dalla finanziaria triennale che il governo approvò a luglio a colpi di fiducia, il Ministro delle Finanze Giulio Tremonti annunciò che saremmo arrivati al 2,8-2,9%. Poi nel 2009, date le pessime scelte in materia economica fatte dal governo, il deficit è salito ancora, arrivando a circa 75 miliardi, pari al 5,3% del Pil. Ed adesso è salito ancora, superando il 6%, cioè gli 85 miliardi di euro.
Il problema è che questo stato di cose non è più tollerato dall'Europa. Quest'anno l'Italia si era impegnata a scendere almeno al 5% nel rapporto tra decit e Pil. Questo significa che è necessario per lo Stato italiano recuperare almeno 15 miliardi entro fine anno. Ma l'Europa ci aveva chiesto di rientrare nei limiti del 3% entro il 31 dicembre 2011. Il che significa che, immaginando che nel 2011 ci siano le stesse entrate del 2010 e considerando il taglio di 12 miliardi già previsto, servirà una ulteriore manovra di 15-20 miliardi per obbedire alle richieste di Bruxelles. Quindi o arriva un miracolo o l'Italia dovrà trovare oltre 30 miliardi nei prossimi 15 mesi. Se non avverranno una di queste due cose, rischiamo che aprano una proceura di infrazione contro l'Italia per deficit eccessivo. SI tratta di una infrazione che prevede una multa che va dallo 0,5% al 3% del Pil. Cioè da 7 a 40 miliardi circa, per ogni anno, finchè non si rientra nei limiti.
E non ho trattato volutamente la proposta tedesca di maggiore severità, che ci costringerebbe ad una manovra extra di 40-50 miliardi all'anno finchè il debito pubblico non rientra nei limiti del 60% previsti dal Trattato di Maastricht.

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di Antonio Rispoli
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