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Il monito nel rapporto annuale sulla crescita

L'Ocse all'Italia: meno tutele al posto fisso

"Più privatizzazioni e più concorrenza"

L'Ocse all'Italia: meno tutele al posto fisso
24/02/2012, 18:02

CITTA' DEL MESSICO - L’Ocse fa pressing sull’Italia. L’occasione è il rapporto annuale sulla crescita mondiale. L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo mondiale osserva che "lo scenario peggiore della crisi è stato evitato ma avverte: anche così “la disoccupazione resterà alta nel corso del 2013”.  In più, “non si attende un recupero della produzione persa e i bilanci pubblici dovrebbero rimanere sugli stessi livelli insostenibili in molti paesi”.

PRIVATIZZAZIONI– L’organizzazione  torna a chiedere un impegno sulle riduzioni delle proprietà statali “specialmente nei settori dei media televisivi, dei trasporti, dell'energia e dei servizi locali”. E passa come un caterpillar sul referendum abrogativo sui beni comuni, che ha riportato sotto il controllo pubblico la gestione delle risorse idriche: secondo l’Ocse questo ha “rovesciato i piani per privatizzare i servizi del settore” e più in generale il nostro paese “ha realizzato poco nella riduzione delle società e servizi a controllo pubblico”.

MENO TUTELE PER IL POSTO FISSO– Non solo privatizzazioni. Il governo Monti deve “ammorbidire la protezione del lavoro sui contratti standard”. Questa l’osservazione: l’Italia “non ha ancora intrapreso azioni significative”  ma sta “considerando una riforma del mercato del lavoro, mirata ad ammorbidire le tutele sui contratti standard” con una riforma del welfare.

ELIMINARE LE BARRIERE ALLA CONCORRENZA– “Ridurre le barriere legislative alla concorrenza” in diversi settori, tra cui “le professioni, il commercio al dettaglio e i servizi locali”. In una parola: l’Ocse vuole fortemente le liberalizzazioni.  Il decreto varato a dicembre 2011, sottolinea l'organizzazione, “introduceva misure per liberalizzare il commercio al dettaglio”, ma queste misure “possono essere in parte sorpassate dalle politiche territoriali delle autorità regionali”. Una bella strigliata a Monti, mitigata però da un’altra osservazione, secondo la quale il governo “ha introdotto misure significative per liberalizzare le professioni liberali e i servizi di trasporto”.

ISTRUZIONE, PIU’COMPETIZIONE TRA INSEGNANTI- Sul sistema di istruzione l'organizzazione raccomanda di “legare la carriera degli insegnanti alle loro performance” mentre bisogna “decentralizzare i sistemi di gestione e finanziamento delle università”.

FISCO, PIU’ TASSE SU CONSUMI E PROPRIETA’- Sul fisco l'Ocse chiede di “ridurre il cuneo fiscale” che pesa sul lavoro e contemporaneamente di “spostare” maggiormente la tassazione su “consumi e proprietà”. Vengono elencate diverse misure introdotte nella manovre operate lo scorso anno, tra cui i provvedimenti sull'Iva, le riduzioni delle tasse sul lavoro di giovani e donne, e il passaggio dall'Ici all'Imu con il relativo aumento di prelievo.

RIFORME STRUTTURALI ANTICRISI– L’attuazione delle riforme, secondo l’Ocse, può mitigare l'impatto della crisi, evitando che la disoccupazione resti “su livelli strutturali”  e contribuire a rilanciare “più velocemente” il mercato del lavoro.

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di Gaia Bozza
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