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L’organo di controllo nel sistema dualistico: il consiglio di sorveglianza


L’organo di controllo nel sistema dualistico: il consiglio di sorveglianza
21/09/2009, 18:09

Nel sistema dualistico l’organo preposto al controllo è il consiglio di sorveglianza composto, in base all’art. 2409-duodecies, primo comma, c.c. se lo statuto non prevede un numero maggiore, da non meno di tre membri, scelti tra i soci e i non soci.
In base all’art. 223-septies delle disposizioni transitorie al codice civile, se non diversamente disposto, le norme che fanno riferimento agli amministratori e ai sindaci trovano applicazione, in quanto compatibili, anche ai componenti del consiglio di gestione e al consiglio di sorveglianza, per le società che abbiano adottato il sistema dualistico, e ai componenti del consiglio di amministrazione e ai componenti del comitato interno per il controllo sulla gestione, per le società che abbino adottato il sistema monastico.
I primi componenti del consiglio di sorveglianza sono nominati nell’atto costitutivo, i successivi, invece, sono nominati dall’assemblea dei soci, che determina, il loro numero nei limiti stabiliti dallo statuto. Anche il presidente del consiglio di sorveglianza è eletto dall’assemblea; i suoi poteri, invece, sono determinati dallo statuto, ai sensi dell’art. 2409-duodecies nono comma c.c.
I membri del consiglio di sorveglianza restano in carica per tre esercizi consecutivi, fino alla data della prima assemblea successiva prevista nei tempi e nei modi ordinari dall’art. 2364-bis, secondo comma c.c..
L’art. 2409-duodecies, terzo comma c.c., stabilisce che la cessazione dall’ufficio di componente del consiglio di sorveglianza, per scadenza del termine triennale, ha effetto dal medesimo momento in cui il consiglio di sorveglianza viene ricostituito dall’assemblea.
Nel consiglio è necessaria la presenza, quale componente effettivo, di almeno un membro iscritto nel registro dei revisori contabili istituito presso il Ministero della giustizia. L’ufficio di componente del consiglio di sorveglianza, inoltre, può essere subordinato dallo statuto, fatto salvo quanto previsto da leggi speciali in relazione all’esercizio di particolari attività, al possesso di particolari requisiti di onorabilità, professionalità e indipendenza.
È fatta salva, per i componenti del consiglio di sorveglianza, la possibilità di essere rieletti, a meno che lo statuto non disponga diversamente.
Essi sono revocabili dall’assemblea in qualunque momento, attraverso la deliberazione adottata con la maggioranza prevista dall’art. 2393, quarto comma c.c., anche se nominati nell’atto costitutivo.
L’ultima parte dell’art. 2409-duodecies quinto 5, riconosce, ai membri del consiglio di sorveglianza, il diritto al risarcimento dei danni, se revocati senza giusta causa.
Qualora, nel corso dell’esercizio, venissero a mancare uno o più componenti del consiglio di sorveglianza, l’assemblea è chiamata a provvedere, ai sensi dell’art. 2409-duodecies settimo comma, senza indugio, alla loro sostituzione.
L’art. 2409-duodecies, decimo comma c.c., detta i limiti per i componenti del consiglio di sorveglianza, per essere eletti e, se eletti, decadono dall’ufficio:
1. se rientrano nelle cause di ineleggibilità e di decadenza dettate per gli amministratori dall’art. 2382 c.c. e per i componenti del collegio sindacale dall’art. 2399 comma 1 lett. c);
2. i componenti del consiglio di gestione.
Lo statuto può prevedere ancora altre cause di ineleggibilità ovvero di decadenza, nonché cause di incompatibilità e limiti e criteri per il cumulo degli incarichi.
Al consiglio di sorveglianza sono demandate determinate competenze tradizionalmente spettanti all’assemblea dei soci, al consiglio di amministrazione ed al collegio sindacale.
In particolare il consiglio di sorveglianza, in base all’art. 2409-terdecies primo comma:
nomina e revoca i componenti del consiglio di gestione determinandone il compenso, nei limiti eventualmente imposti dallo statuto che potrebbe demandare tale competenza all’assemblea;
approva il bilancio di esercizio ed il bilancio consolidato, se redatto. Lo statuto, però, in base al secondo comma dello stesso art. 2409-terdecies, può prevedere che tale competenza sia attribuita all’assemblea, nell’ipotesi in cui manchi l’approvazione del bilancio ovvero sia fatta richiesta almeno da un terzo dei componenti del consiglio di gestione o del consiglio di sorveglianza;
vigila sull’osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e, in particolare sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società e sul concreto funzionamento;
promuove, se i casi lo consentono, l’esercizio dell’azione di responsabilità nei confronti dei componenti del consiglio di gestione;
se vi è fondato sospetto, presenta la denunzia al tribunale di cui all’art. 2409;
almeno una volta all’anno comunica per iscritto all’assemblea la propria attività di vigilanza svolta, in relazione alle omissioni ed ai fatti, censurabili rilevati;
decide attraversa delibera, laddove previsto nello statuto, in merito ai piani strategici, di carattere industriali e finanziari della società, programmati dal consiglio di gestione, ferma in ogni caso la responsabilità di questo per gli atti compiuti.
I componenti del consiglio di sorveglianza sono responsabili solidalmente con i componenti del consiglio di gestione per i fatti o le omissioni di questi, nel caso in cui il danno non si sarebbe prodotto se avessero provveduto ad una vigilanza adeguata in conformità degli obblighi della loro carica, essendo tenuti ad adempiere i loro doveri con la diligenza richiesta dalla natura dell'incarico.
Tra gli altri compiti demandati al consiglio di sorveglianza vi è quello di assistere alle adunanze del consiglio di gestione e partecipare alle assemblee dei soci.
Nelle società aventi azioni quotate in borsa, ai componenti del consiglio di sorveglianza è data la possibilità, anche da un solo componente, in base all’art. 151-bis tuf, di:
a) chiedere notizie al consiglio di gestione, anche con riferimento a società controllate, in merito all’andamento delle operazioni sociali ovvero su determinati affari. Le notizie ricevute, anche se richieste da un solo membro, devono essere messe a disposizione di tutti i componenti del consiglio di sorveglianza;
b) chiedere al presidente la convocazione dell'organo, indicando gli argomenti da trattare. La riunione deve essere convocata immediatamente, salvo che vi ostino ragioni tempestivamente comunicate al richiedente ed illustrate al consiglio alla prima riunione successiva;
c) convocare l’assemblea dei soci, il consiglio di gestione ed avvalersi di dipendenti della società per l’espletamento delle proprie funzioni. I poteri di convocazione e di richiesta di collaborazione possono essere esercitati anche da almeno due membri del consiglio;
d) procedere, in ogni momento, ad atti d’ispezione e di controllo nonché scambiare informazioni con i corrispondenti organi delle società controllate in merito ai sistemi di amministrazione e controllo e all’andamento generale dell’attività sociale.

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di Francesco Cossu
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