Economia e finanza / Economia

Commenta Stampa

L’organo di controllo nel sistema monistico: il comitato per il controllo sulla gestione


L’organo di controllo nel sistema monistico: il comitato per il controllo sulla gestione
21/10/2009, 13:10

Nel sistema monistico l’organo preposto al controllo è il comitato per il controllo sulla gestione composto, in base all’art. 2409-sexiesdecies c.c., da membri scelti all’interno del consiglio di amministrazione.
La determinazione del numero e la nomina dei componenti del comitato per il controllo sulla gestione spetta al consiglio di amministrazione, salvo che lo statuto non disponga diversamente, così come stabilito dall’art. 2409-octiesdecies, primo comma c.c. Nelle società che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio il numero dei componenti del comitato non può essere inferiore a tre.
Il comitato per il controllo è composto, secondo quanto disposto dall’art. 2409-octiesdecies comma 2 c.c., da amministratori:
aventi i medesimi requisiti di indipendenza di cui all’art. 2409-septiesdecies c.c., di onorabilità e di professionalità come richiesti dallo statuto;
che non siano membri del comitato esecutivo ed ai quali non siano attribuite deleghe o particolari cariche e comunque non svolgano, anche di mero fatto, funzioni attinenti alla gestione dell’impresa sociale o di società che la controllano o ne sono controllate;
di cui almeno uno scelto fra gli iscritti nel registro dei revisori contabili.
Il consiglio di amministrazione provvede senza indugio, in caso di morte, rinunzia o decadenza, a sostituire un componente del comitato per il controllo sulla gestione, scegliendolo tra gli altri amministratori in possesso dei requisiti di cui sopra.
Se tale sostituzione non è possibile, il consiglio di amministrazione provvede senza indugio, a norma dell’art. 2386 c.c., a nominare una persona provvista dei suddetti requisiti.
Il comitato per il controllo sulla gestione elegge il presidente, al suo interno, con la maggioranza dei suoi membri e svolge un ruolo di vigilanza in merito:
all’adeguatezza della struttura a livello organizzativo;
all’adeguatezza del sistema del controllo interno;
alla correttezza della rappresentazione dei fatti di gestione.
Inoltre, svolge gli ulteriori compiti affidatigli dal consiglio di amministrazione con particolare riguardo ai rapporti con i soggetti incaricati del controllo contabile.
Oltre ai compiti c.d. collegiali, ai componenti del comitato per il controllo sulla gestione delle società aventi azioni quotate in borsa, in base all’art. 151-ter t.u.f., è data la possibilità, anche individualmente, di chiedere:
a) agli altri amministratori notizie, anche con riferimento a società controllate, sull’andamento delle operazioni sociali o su determinati affari. Tali notizie devono essere fornite a tutti i componenti del comitato per il controllo sulla gestione;
b) al presidente, la convocazione del comitato, indicando gli argomenti da trattare. La riunione deve essere convocata senza ritardo, salvo che vi ostino ragioni tempestivamente comunicate al richiedente ed illustrate al comitato alla prima riunione successiva.
Inoltre, il comitato per il controllo sulla gestione, per le società quotate in borsa, può:
previa comunicazione al presidente del consiglio di amministrazione, convocare il consiglio di amministrazione od il comitato esecutivo ed avvalersi di dipendenti della società per l’espletamento delle proprie funzioni. I poteri di convocazione e di richiesta di collaborazione possono essere esercitati anche da almeno due membri del comitato;
procedere in qualsiasi momento, ad atti d’ispezione e di controllo nonché scambiare informazioni con i corrispondenti organi delle società controllate in merito ai sistemi di amministrazione e controllo ed all’andamento generale dell’attività sociale. Tale potere può essere esercitato anche da un componente dello stesso organo di controllo appositamente delegato.

Commenta Stampa
di Francesco Cossu
Riproduzione riservata ©