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lotte unitarie e solitarie.


lotte unitarie e solitarie.
22/10/2010, 11:10

 

LOTTE UNITARIE E LOTTE SOLITARIE.

di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco


 

Da due settimane, i lavoratori francesi sono in piazza per contrastare la riforma pensionistica voluta dal presidente Sarkozj. La legge presentata al Senato prevede: l’innalzamento dell’età legale per la pensione da 60 a 62 anni, mentre per ottenere il massimo della pensione, l’età passa da 65 a 67 anni; questi obbiettivi dovranno essere raggiunti gradualmente per entrare in vigore nel 2018. Entro il 2030 i contributi massimi per la pensione dovranno essere portati a 44 anni. La legge prevede anche un abbassamento del tasso di invalidità dal 20% al 10%. Per la copertura finanziaria della riforma pensionistica,il Governo francese prevede l’'introduzione di nuove imposte per portare allo Stato 3,7 miliardi di euro. E' prevista perciò anche una tassa sui redditi di livello alto. Il disegno di legge comprende inoltre il rafforzamento del sistema di solidarietà in favore dei giovani disoccupati,dei pensionati agricoli e per il congedo di maternità.

Il Governo francese, di fronte all’incalzare della crisi, con un aumento del debito pubblico, con il conseguente indebolimento della economia, ha svelato il suo vero volto, fino ad ora celato dietro la demagogia del Presidente, ed il glamour di Carla Bruni. Prima l’espulsione dei rom e lo scontro con la Commissione Europea per accontentare l’estrema destra e poi l’attacco allo stato sociale per programmare il rientro del deficit pubblico nei parametri previsti dall’euro. Ma non è solo l’area dei paesi dell’euro in difficoltà; in Inghilterra, il nuovo premier, il conservatore David Cameron ha presentato in Parlamento una proposta di rientro dal debito pubblico, necessaria perché è in gioco la stabilità della sterlina e l’intera economia britannica. La manovra è talmente onerosa che prevede tagli alla spesa pubblica per decine di miliardi di sterline, che comporterà la perdita di 500.000 posti nella Pubblica Amministrazione. Questi avvenimenti ci riguardano molto da vicino, perché la crisi economica non è finita e i paesi europei hanno deciso un forte contenimento dei debiti di ogni singolo stato, sia per impedire speculazioni finanziarie, sia per rispondere alla crisi del dollaro, sia per contenere la crescita cinese garantita da una quotazione molto bassa dello yuan.

Quanto sta avvenendo in Europa è il frutto di una grave crisi,che sta mettendo in ginocchio il sistema economico occidentale, nessun paese ne è immune, nessun paese può uscire da solo da questa congiuntura. Sarebbe necessario una politica unitaria dell’Europa in merito ai problemi della economia e dello sviluppo, non si risolve molto lasciando ogni paese da solo ad affrontare i suoi problemi, anche perché i Governi della destra, liberisti per cultura ed aspirazione, quando sono in difficoltà, attaccano lo Stato sociale, considerato un costo troppo alto da pagare in tempo di crisi. Nei prossimi articoli, esamineremo meglio queste posizioni e le loro ricadute per le politiche sociali, ma quello che ci sembra importante da evidenziare, sono le lotte che in Francia si stanno registrando. Sia in Grecia che in Spagna negli ultimi mesi, si sono registrati scontri, scioperi generali e grandi lotte, ma quello che sta avvenendo in Francia è veramente importante e segnerà, a nostro giudizio, il futuro dello scontro sociale in Europa. I giovani che si sentono chiamati in causa dalla riforma pensionistica, i lavoratori che si sentono colpiti nei loro diritti, hanno messo in atto una lotta tanto dura, da bloccare il paese, a cui manca persino il carburante. Oltre mille giovani fermati dalla polizia in tutto il paese, per gli scontri che sono avvenuti in ogni città, i trasporti che soffrono e il blocco totale delle attività produttive ed amministrative, sono il risultato della mobilitazione nazionale contro la riforma di Sarkozj. Una lotta dura a cui risponde con identica durezza il Governo, una contrapposizione forte in cui ognuno si riconosce nella sua propria parte e lotta per le proprie idee. I sindacati francesi sono uniti e guidano la contestazione generale. Non si sa ancora se il grande movimento di lotta dei francesi riuscirà a conseguire dei risultati, ma un effetto queste lotte lo hanno già prodotto, l’unità delle opposizioni, l’unità generale del paese.

I giovani lottano insieme agli anziani, i dipendenti pubblici insieme a quelli privati, senza che si registri nessuna divisione tra il Nord ed il Sud del paese, tra l’Alsazia ed i Pirenei.

Questo movimento potrà anche perdere, ma l’unità che esprime è una tale ricchezza per la democrazia che fa sperare per il futuro. L’unità delle opposizioni e delle lotte è una ricchezza che manca al nostro paese. Le immagini dei pastori sardi picchiati dalla polizia, sono un esempio delle lotte solitarie che si svolgono ogni giorno nel nostro paese. Non poteva essere diversamente, in Italia la coesione sociale è ai minimi termini e la solidarietà è una parola sconosciuta. Il principale successo ottenuto dalla destra economica italiana è stato la definitiva rottura del movimento unitario di lotta, che si è frantumato in mille rivoli, senza trovare sbocchi unitari, incapace perfino di ottenere il rispetto delle leggi e delle sentenze della magistratura. La divisione del sindacato italiano risale alla rottura del 1984, sul referendum per i 4 punti di contingenza; in un quarto di secolo ci sono stati momenti di ripresa del dialogo unitario e nuove gravi crisi di rapporti, ma mai la divisione ha raggiunto un livello così basso da far sembrare impossibile un riavvicinamento politico delle tre confederazioni. Le immagini delle manifestazioni contrapposte dei sindacati, le aggressioni alla CISL e le mille disperate vertenze in atto, sono il sintomo di una sconfitta, che penalizza solo la sinistra. Il movimento sindacale italiano ha fatto di tutto per farsi dividere, incapace di rinnovamento, di cambio della sua classe dirigente, fatta da anziani che dialogano con altri anziani, senza parlare all’insieme della società. In Italia si registrano profonde divisioni tra le generazioni, i territori e le categorie sociali e questo segna la decadenza del nostro paese che perde ogni giorno di più la sua identità nazionale per rifugiarsi in un egoismo territoriale senza sbocco. Il tessuto unitario del paese è stato rotto in più punti, l’effetto che si verifica è quello di tante lotte solitarie, isolate e perdenti. Nel nostro paese, da molti anni a questa parte non si registravano tante lotte e tante vertenze, sul tavolo del Governo sono depositate ben 153 vertenze molto gravi, con poche speranze di soluzioni. Il buon senso avrebbe richiesto uno sforzo unitario del sindacato e delle forze politiche della opposizione. Occorre recuperare l’unità del movimento, per dare finalmente uno sbocco alle lotte sociali . Senza l’unità nessuno può vincere. Non si vince da soli.

Le lotte in Francia ci devono insegnare che se non si recupera l’unità del paese non c’è sviluppo, non si possono garantire diritti e non si costruisce il futuro.

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di Raffaele Pirozzi
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