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L'ultimatum alla Grecia: capitolazione economica o default


L'ultimatum alla Grecia: capitolazione economica o default
09/02/2012, 09:02

ATENE (GRECIA) - Tempi stretti per la Grecia ormai: hanno fino alle 18 di oggi per accettare le imposizioni (molto pesanti) della Ue: licenziamento di 150 mila dipendenti pubblici, riduzione delle spese farmaceutiche dall'1,9% all'1,5%, taglio del 20% (oltre a quelli già effettuati finora) degli stipendi e delle pensioni, fusione di tutti gli enti previdenziali, svendita delle società partecipate dallo Stato allo scopo di ottenere entrate per 50 miliardi. Se il governo greco approverà tutte queste imposizioni, avrà un aiuto pari a 130 miliardi, suddivisi in più tranche. Un aiuto che potrebbe essere indispensabile a breve, dato che il 20 marzo arriveranno a scadenza 15 miliardi di titoli che la Grecia rischia di non avere i soldi per ripagare. Mentre la Ue propone l'emissione di titoli, garantiti dal fondo salvastati, al 3-4% che dovrà ripagare la Grecia nel tempo. Inoltre ci dovrebbe essere un accordo tra la Grecia e le banche creditrici sulla riduzione del valore dei titoli già emessi (si parla di una riduzione del 70%). Un default controllato che Standard & Poor's dà per scontato, garantendo che la Grecia resterà nell'euro nonostante questo.
Ma i partiti che sostengono il governo Papademos non intendono sostenere queste misure. Già si sono "compromessi" approvando le altre misure, e adesso non intendono fare altro. Secondo alcuni sondaggi, i tre principali partiti (i socialisti del Pasok, il centrodestra del Laos e l'estrema destra) che in Parlamento hanno più del 50% dei parlamentari, sono tutti sotto il 10% dei consensi; mentre la sinistra radicale, che fa da opposizione, ha superato il 40% dei consensi. E sono dati davanti cui nessun partito è disposto a scherzare. Ma l'Unione europea non è disposta a tergiversare per rispettare le diatribe interne: entro le 18 di oggi vogliono il sì della Grecia alle misure economiche imposte, in modo che possano essere discusse dai Ministri dell'Economia che si riuniranno a Bruxelles a quell'ora. La domanda è: i partiti di maggioranza capitoleranno davanti a questo ultimatum o decideranno di correre il rischio di un default, affrontando il mercato con le proprie forze?
Anche l'ultima offerta della troika, una sorta di piano B (niente taglio delle pensioni, ma altre misure per trovare 625 milioni) è di difficile soluzione. Infatti, 325 milioni si possono trovare con dei tagli alla Difesa, ma il problema sono i rimanenti 300 milioni. Per i quali il governo greco chiede 15 giorni allo scopo di esaminare il bilancio e trovare le misure da adottare

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di Antonio Rispoli
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