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Quello che non dicono dell'economia italiana

Ma la manovra finanziaria a quanto ammonta?


Ma la manovra finanziaria a quanto ammonta?
25/05/2010, 09:05

ROMA - In questi giorni c'è molta fibrillazione all'interno del governo per l'allestimento di una pesante manovra finanziaria. La vulgata sui giornali dice che è per via della crisi; all'interno del Pdl dicono che è una manovra nella quale non si toccheranno le tasche degli italiani e che è una manovra voluta dall'Europa. Questo troverete sui giornali, per chi si diverte a leggerli. Invece adesso parliamo delle cose vere.
Innanzitutto, nessuno ha detto che questa manovra è da attuare perchè così prevede il trattato di Maastricht. L'Europa ormai non si fida del governo Berlusconi, dopo che tra il 2003 e il 2005 il vecchio governo Berlusconi li prese in giro, facendo promesse di riduzione del deficit mai mantenute. Questa volta la Commissione Europea non si fida, vuole qualcosa di concreto. E' bene ricordare che a dicembre 2007 il deficit era all'1,7%; le estrapolazioni per fine anno, fatte a marzo 2008 davano un deficit all'1,5%. Poi è arrivato il governo Berlusconi e tutti i calcoli sono andati a Patrasso: a dicembre 2008 il deficit era pari al 2,9% del Pil, cioè era aumentato rispetto all'anno prima di circa 18 miliardi di euro. Ancora peggio a dicembre 2009: deficit/Pil pari al 5,3%, con un aumento rispetto all'anno precedente di altri 35 miliardi di euro. E, per la prima volta dal 1996, l'Italia aveva un avanzo primario (cioè la differenza tra entrate ed uscite, al netto degli interessi sul debito pubblico) negativo, pari al -0,8%. La conseguenza è che il debito pubblico in soli due anni è schizzato al 118%, ben 5 punti al di sopra del livello raggiunto da Prodi.
Quali sono le cause di questi risultati? Ufficialmente sono la crisi economica; ma anche questo è vero solo in parte. E' indubbio che la crisi e il conseguente rallentamento economico abbiano contribuito, ma non è solo questo. Anche perchè bisogna considerare che il governo nel luglio 2008 varò un provvedimento che prevedeva 20 miliardi di tagli in tre anni. Tra questi 8 miliardi in meno alla scuola, 3 in meno alle forze dell'ordine, 3,5 in meno alla magistratura. Come si conciliano questi tagli al forte aumento di spesa che c'è stato? Evidentemente ci sono state altre spese: 6 miliardi per il ponte di Messina che non si costruirà mai; 4 miliardi per risanare i debiti dell'Alitalia (mentre Prodi la stava vendendo incassando 300 milioni, se non ci ofsse stata l'idiozia dei sindacati e l'intervento di Berlusconi); e poi tutti i soldi spesi per il G8 alla Maddalena, mai tenuto; e così via. A cui aggiungere gli enormi aumenti di costi provocati dalla casta: il personale di Palazzo Chigi è aumentato a dismisura, con l'assunzione che Berlusconi ha fatto di numerosi suoi dipendenti come dipendenti pubblici; l'abuso che viene fatto degli aerei di Stato, come dimostrarono le fotografie in cui si vedevano gruppi di escort che sbarcavano a Villa Certosa dai Falcon riservati al premier; e così via. Tutte cifre che sono state spese, ma non hanno portato alcun beneficio ai bilanci statali. Dall'altra parte sono crollate le entrate, anche a causa delle tante norme fatte dalla maggioranza a sostegno dell'evasione fiscale, a cominciare dallo scudo fiscale; e si può continuare con il condono fiscale e il condono edilizio che Tremonti pare intenzionato a riaprire.
La manovra dovrebbe avere una portata molto ampia, dai 24 ai 30 miliardi, secondo le indiscrezioni. Ma basterà? C'è da dubitarne. Vediamo perchè. Nel 2009, come ho detto prima, la differenza tra entrate ed uscite, lo Stato ci ha rimesso 35 miliardi. Dopo di che l'Unione Europea vuole che raggiungiamo il 3% del rapporto deficit/Pil entro il 31 dicembre 2011. Ma la manovra da 30 miliardi, immaginando che sia esatta e con effetti duraturi, potrà servire o all'uno o all'altro delle due misure. Cioè può bastare a farci restare ad un rapporto deficit/Pil al 5%, ma solo se le misure sono attive tutte entro quest'anno, permetteranno allo Stato di incassare quanto previsto e si manterranno efficaci anche l'anno prossimo. Ma non bastano anche per ridurre il deficit. Quindi noi abbiamo bisogno di recuperare 30 miliardi almeno per "tenere botta" per quest'anno; 30 miliardi per l'anno prossimo; più 25 miliardi per ridurre il deficit dal 5% al 3%. Altrimenti l'Unione Europea rischia di punirci con multe che possono arrivare a 40 miliardi l'anno. 30 più 30 più 25 fanno 85 miliardi in due anni. Quasi 170 mila miliardi delle vecchie lire. C'è da rimpiangere la manovra di Amato del 1992, quella che vide lo Stato derubarci del 6 per mille dei nostri conti correnti.

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di Antonio Rispoli
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