Economia e finanza / Economia

Commenta Stampa

Manifestazione davanti a Montecitorio

Made in Italy, Coldiretti: "Il governo finanzia tarocchi"

Partecipata del governo produce pecorino in Romania

Made in Italy, Coldiretti: 'Il governo finanzia tarocchi'
15/03/2012, 10:03

Alla faccia del Made in Italy. In Romania si produce un tipo di formaggio pecorino che poi viene rivenduto in Italia con il marchio doc italiano e confezionato con nomi ed immagini che evocano l’italianità. Oltre al danno, la beffa. Sì, perché lo schiaffo al commercio nostrano arriva direttamente dal Ministero dello Sviluppo Economico. “Un esempio eclatante in cui lo Stato favorisce la delocalizzazione e fa concorrenza alle imprese nazionali sfruttando il valore evocativo del marchio Made in Italy che è il principale patrimonio del Paese ma è spesso usurpato, contraffatto e sfruttato”, denuncia la Coldiretti. Secondo la Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti, una società per azioni del Ministero dello Sviluppo Economico, la Simest, produrrebbe il pecorino in Romania con latte rumeno. Fin qui nulla di strano se non fosse che poi il formaggio verrebbe immesso sul mercato italiano con il marchio Made in Italy. Il fatto ha mandato su tutte le furie i 2.215 Comuni italiani che hanno finora adottato delibere a sostegno del Made in Italy per chiedere di vietare il finanziamento pubblico di prodotti taroccati fatti all'estero, come appunto il “falso pecorino". A questi si aggiungano 12 regioni, 26 province, 41 Camere di Commercio e altri enti. Questi, insieme a consumatori, ambientalisti e cittadini manifestano oggi a Roma, davanti Montecitorio, riuniti in un’associazione dal nome “Alleanza per il Made in Italy”. “Oltre alla concorrenza sleale alle altre imprese e al sostegno alla delocalizzazione, le operazioni a favore dell'Italian sounding, da parte della Simest - prosegue la Coldiretti - determinano danni gravi in quanto bloccano ogni potenzialità di crescita delle imprese italiane a causa della saturazione del mercato con prodotti che richiamano qualità italiane senza essere di origine nazionale, impedendo ai consumatori una corretta comparazione”.

Commenta Stampa
di Veronica Riefolo
Riproduzione riservata ©