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Formigoni e Martino:"Le misure sono inaccettabili"

Manovra: aumentano i contrari nel Pdl, Bersani:"Figlia di nessuno"

Bossi sulle pensioni:"Brunetta non ci rompa i coglioni"

Manovra: aumentano i contrari nel Pdl, Bersani:'Figlia di nessuno'
16/08/2011, 18:08

Non che ci fosse bisogno di ulteriori prove schiaccianti ma, il binomio crisi-manovra, ha definitivamente spaccato la maggioranza di governo. Formigoni e Martino, in data odierna, hanno definito come "inaccettabili" le misure richieste dalla Bce e recepite in tutta fretta (obbligata) da Giulio Tremonti.
In merito alle pensioni, un Umberto Bossi con ancora meno freni inibitori del solito, ha avvertito a suo modo il ministro Renato Brunetta:"Nano di Venezia non romperci i coglioni". Confusione, ripicche, ricatti e imbarazzi regnano dunque sovrani proprio in un momento in cui servirebbero invece coesione d'intenti e, soprattutto, coraggio e lungimiranza negli interventi. Ma oltre al "fuoco amico", il governo deve fare i conti anche con l'opposizione:"Questa manovra è già figlia di nessuno"; osserva difatti Pier Luigi Bersani. Anche per queste ragioni, l'potesi della fiducia usata (abusata?) dall'esecutivo in numerose occasioni, è stata ufficialmente scongiurata da Silvio Berlusconi in persona.
Lo stesso premier, però, si è dimostrato sorpreso ed impreparato riguardo l'oramai nota tassa di solidarietà per i redditi superiori ai 90.000 euro annui:"Il contributo di solidarietà resta - ha dichiarato - anche se avevavo firmato perché durasse due anni e non tre". Nessuno sa come gli anni siano passati da due a tre ma, dato il caos generale e la situazione emergenziale, tale dettaglio appare evidentemente di poco conto. Tra i più duri contro il decreto salvacrisi c'è l'ex ministro Antonio Martino:"Questa manovra - lamenta - aumenta le tasse e non risolve il problema della crescita. Per ridurre davvero la spesa pubblica bisogna fare le riforme". Giudizio egualmente poco lusinghiero era stato espresso ieri anche dal governatore della Lombardia, Roberto Formigoni. Per il berlusconiano, difatti, occorre eliminare "I tagli agli enti locali altrimenti contraddiciamo l'identità stessa del Pdl".

"FRONDISTI" PRONTI ALLA MANOVRA ALTERNATIVA
Inoltre, come si legge testualmente anche su La Repubblica "c'è un pezzo intero del partito (i cosidetti frondisti) pronti a presentare una sorta di manovra alternativa che prevede il no al contributo di solidarietà; un aumento di un punto dell'Iva non agevolata; la dismissione di una parte cospicua del patrimonio immobiliare dello Stato; la privatizzazione delle grandi aziende; la fusione e non abolizione di Province e Comuni; l'innalzamento dell'età pensionabile".
In tutto sono una decina i deputati che si sono dichiarati pronti a presentare tale "riforma alternativa" direttamente al neosegretario del partito, Angelino Alfano. Manovra che, date le premesse e la "filosofia" palesata, non appare comunque più lungimirante e meno dannosa per la crescita ed il ceto medio-basso rispetto a quella proposta dal resto della maggioranza. Appare comunque ovvio, anche alla luce delle ultime dichiarazioni di Bersani ("Il Pd è pronto al confronto in Parlamento ma a due condizioni: paghino gli evasori e si introducano misure strutturali per equità, crescità e lavoro") che il decreto che verrà discusso il prossimo lunedì, prima dell'approvazione, subirà non poche modifiche sia da parte dell'opposizione che da parte dello stesso Pdl e della Lega Nord. L'impressione generale, comunque, è che chi governa il paese faccia finta di non conoscere i danni  enormi che le ricette economiche imposte dall'Fmi (leggasi Bce per l'Europa)  hanno procurato negli anni passati ad economie come quella Argentina.
Per riprendere una metafora tremontiana, Il Titanic sta affondando, ma i passeggeri di prima classe (responsabili dell'affondamento) sono ancora convinti di avere maggior diritti di salvezza rispetto a tutti gli altri.

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di Germano Milite
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