Economia e finanza / Economia

Commenta Stampa

Incontro lungo e delicato a Palazzo Grazioli

Manovra, Berlusconi incontra Formigoni per rassicurare le Regioni


Manovra, Berlusconi incontra Formigoni per rassicurare le Regioni
17/06/2010, 20:06

ROMA - Dopo la non trascurabile rivolta interna dei governatori regionali del Pdl che ha seguito l'approvazione della manovra economica in Parlamento, scende in campo Silvio Berlusconi in persona che, a Palazzo Grazioli, organizza un incontro chiarificatore con i vari rappresentanti scontenti e con in testa quello che, fino a ieri, pareva il più agguerrito di tutti: Roberto Formigoni.
Il governatore della Lombardia, dopo l'incontro odierno con il Premier, ha però abbasato i toni della disputa dato che:"Berlusconi ci ha ascoltato, ha preso nota, ha preso appunti, e questo è gia un passo avanti". Un progresso nell'opera di dialogo tra governo centrale e regioni che pareva precluso visto che, nei giorni trascorsi, "ci sono stati ministri che hanno dato risposte sprezzanti".
Formigoni aveva infatti chiesto di "aprire un tavolo di confronto, in cui il ministero del Tesoro proceda a una ripartizione equa tra tutti" visto che occoreranno "una serie di incontri, in cui si dovrà lavorare giorni e notti".
Il Cavaliere è così intervenuto per far intendere ai suoi che "la volontà politica c'è". A questo punto, gli scontenti del centrodestra regionale,  si aspettano una convocazione a breve. Sempre secondo la testimonianza post-colloquio di Formigoni raccolta da Libero, difatti, il capo dell'esecutivo "ci ha spiegato che il governo va in Parlamento per difendere i numeri della manovra ma si può discutere il riparto dei sacrifici perché alle Regioni è stato chiesto un sacrificio esorbitante che incide su voci vive della vita dei cittadini". Il numero uno della Lombardia, appoggiato anche da Cota, Zaia e Polverini, aveva a suo tempo richiesto la corposa modifica della riforma varata che, così com'è stata concepita, non lascerebbe alcuno spazio all'introduzione vincente del federalismo. Il perchè è presto spiegato:"Cancella il presupposto sulla base del quale il federalismo fiscale viene costruito e cioè il costo standard. Se i tagli sono lineari, e non si distingue tra regioni virtuose e non virtuose".
E mentre il presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino, chiede un'immediato faccia a faccia con il governo sulla manovra e la manifestazione sindacale resta confermata per il prossimo 23 giugno, Maurizio Sacconi si dimostra positivo osservando:"Credo che alla fine si riuscirà a trovare un'intesa, quello che conta è che le regioni, come lo Stato, riflettano su se stesse". Il ministro del Welfare subito dopo si lascia andare ad una serie di domande retoriche-frecciatine dirette alle regioni:"Non hanno davvero nessun ente da sciogliere, nessuna agenzia tra le tante prodotte in questi anni? Nessuna azione di dimagrimento da fare? Sono davvero esenti dalle esigenze che lo Stato avverte e ci hanno portato allo scioglimento di 15 enti in questa manovra?"
Tenta di non scontentare nessuno Renato Schifati che, sulla polemica espolosa in seno alla manovra, da un lato ammette che "la riduzione strutturale della spesa pubblica non è rinviabile, né sono più accettabili sprechi e privilegi" e, dall'altro, precisa che "i sacrifici pur necessari non possono intaccare le tutele fondamentali come quella della salute, che rappresentano sul piano della giustizia e dell'equità la difesa dei più deboli ed emarginati".
Dopo l'incontro con la conferenza delle regioni guidata da Vasco Errani, il capogruppo del Pdl Maurizio Gasparri ha dichiarato:"Ieri c’è stato un primo confronto con Tremonti, è stato molto prudente su questo versante ma attento all’ascolto e ci ha dato appuntamento per proseguire il confronto. Lavoriamo alla presentazione degli emendamenti che sono un modo per segnalare dei problemi. Entro venerdì, quando scade il termine, ne spunteranno tantissimi ma non vogliono dire una messa in discussione della manovra".
E così, mentre lo stesso Berlusconi è stato costretto a prendere le redini della questione per domare diversi politici imbizzarriti, le questioni relative alla manovra saranno affrontate la prossima settimana in Commissione Bilancio in vista dell’approdo in aula la settimana successiva.

Commenta Stampa
di Germano Milite
Riproduzione riservata ©