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Chiamparino:"I tagli sono insostenibili"

Manovra, Comuni pronti a dire "no" in conferenza unificata


Manovra, Comuni pronti a dire 'no' in conferenza unificata
15/07/2010, 21:07

ROMA - Intervenuto oggi al consiglio nazionale dell’Associazione nazionale dei comuni d’Italia, il presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino, in relazione alla manovra anticrisi varata (ed imposta) dall'esecutivo, ha dimostrato di voler proporre una linea d'azione ferma ma, allo stesso tempo, elastica:“Sulla manovra il giudizio rimane negativo"; ha infatti chiosato Chiaparino che però, un attimo dopo, ha voluto lasciare aperte alcune possibilità di trattativa "avendo intravisto alcuni spiragli da parte del governo su tre punti importanti".
Dunque l'ordine perentorio dato agli amministratori comunali dal Consiglio nazionale resta quello di confermare una votazione negativa in conferenza unificata ma, contemporaneamente, anche quello di guardare di buon grado la trattativa conclusa con il governo lo scorso venerdì. Il numero uno dell'Anci ha infatti precisato:"L’accordo non coincide con un giudizio positivo sulla manovra. Se l’avessi fatta io, l’avrei fatta diversa, tagliando di più nel comparto dei ministeri e meno su quello degli Enti locali". Dunque, il no tramutato poi in "ni" dai Comuni, potrebbe trasformarsi in si qualora la maggioranza mantenesse l'impegno di aprire finalmente un tavolo che porti alla celere e concreta attuazione del federalismo fiscale.
Ciò che interessa alle autonomie locali (specialmene del settentrione), infatti, è il poter gestire con maggiore autonomia entrate ed uscite; autogestendosi proprio seguendo la filosofia federalista tanto propagandata dalla Lega Nord. L'apertura nei confronti dell'esecutivo, dunque, resta ben visibile e forte, con le Regioni che si mostrano ancora più possibiliste rispetto a Comuni e e Province ed il desiderio, comune a tutti gli enti, di vedere il governo impegnarsi con firme e documenti ufficiali che superino ed ufficializzino promesse e proclami generici.
Se l'Anci ha oggi firmato un documento che propone da un lato fermezza e dall'altro flessibilità, del resto, è stato proprio perchè Tremonti ha promesso di intervenire su tre punti fondamentali ricordati anche da Chiamparino: patto di stabilità che verrà modificato in maniera più elastica "nel senso richiesto dall’Associazione, con un pareggio di bilancio per tutti i Comuni e la redistribuzione di ciò che resta della manovra". In secundis una maggior dilazione dei tagli (prevedendo, nel 2011, un carico di 800 milioni invece di 1,5 miliardi) e, in ultimo, l'impegno ad introdurre già nel 2010 alcuni elementi di flessibilità per il patto, intervenendo in via peculiare sulla percentuale dei residui passivi. A questi dettagli va ad aggiungersi il "succoso" (almeno sulla carta) federalismo municipale che, a detta di Chiamparino, garantirà "una svolta strategica per i Comuni che potranno acquisire un’autonomia concreta, ponendo così fine alla loro dipendenza finanziaria".
Per quanto concerne le regioni, il presidente dell'Anci, ha poi concluso osservando che "se i governatori sono d’accordosiamo pronti ad avviare un tavolo di confronto con il governo sull’autonomia impositiva di tutti i comparti. Ma a una sola condizione: vengano rispettati i tempi previsti dall’accordo del 9 luglio, e parta subito l’attuazione dei decreti già definiti per i Comuni, senza attendere la definizione dei provvedimenti che riguardano le Regioni"

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di Germano Milite
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