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Lo stop dopo le proteste di sindacati e maggiornaza

Manovra: le tredicesime non si toccano


Manovra: le tredicesime non si toccano
04/07/2010, 10:07

ROMA – Nuovo stop alla manovra correttiva. Non ci sarà nessun taglio delle tredicesime di magistrati, professori, vigili del fuoco, ricercatori, prefetti, diplomatici e dirigenti penitenziari. Questa categorie erano “a rischio” a causa di un emendamento voluto dal relatore Antonio Azzollini, già “reo” di un altro refuso, quello sulle pensioni (l’idea era abolire dal 2016 il tetto dei 40 anni di contributi per accedere al pensionamento), ma il “final cut” non avverrà. Ad annunciarlo è stato ieri, ai microfoni del Tg4, il premier Silvio Berlusconi, dopo la levata di scudi dei sindacati di categoria e di larga parte della maggioranza di Governo.
Poco prima era stato il ministro dell'Interno, Roberto Maroni a spiegare che “per evitare ogni confusione”,  il ministro dell'Economia Giulio Tremonti gli aveva annunciato che sarebbe stata eliminata “anche la semplice possibilità, facoltativa, di optare per questa soluzione, anziché per il taglio degli aumenti a seguito delle promozioni”. Stessa rassicurazione dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa e dal presidente del Senato, Renato Schifani che aveva invitato Azzollini a ritirare al più presto l'emendamento. Pronto il mea culpa del relatore: “Se e quando il governo lo chiederà ritireremo l'emendamento: era solo un'opzione”, ha detto.  La richiesta sarà formalizzata domani dal sottosegretario all'Economia, Luigi Casero.
Intanto, la produzione industriale è salita, rispetto ad un anno fa, di circa il 10%. Gli organismi internazionali sembrano aver apprezzato i risultati del Governo.  Al momento, l'emendamento del relatore lascia inalterati gli 8,5 miliardi di tagli nel biennio per le regioni a statuto ordinario, concede alle stesse amministrazioni regionali la facoltà di decidere come reperire le risorse e premia le amministrazioni "virtuose". Identica soluzione per i comuni. Spazi chiusi per la proroga della “Tremonti-ter”, mentre sulle pensioni si torna al 2015 per l'adeguamento dei requisiti anagrafici alle aspettative di vita, ma la seconda revisione scatterà non tre ma un anno dopo. Via libera anche all'aumento a 65 anni dell'età pensionabile delle lavoratrici pubbliche, a partire dal 2012: misura che riguarderà 25mila donne con risparmi fino al 2020 per 1,4 miliardi, comprensivi degli effetti della “finestra mobile”.

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di Ornella d'Anna
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