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Casini:"I lavoratori saranno più intelligenti del sindacato"

Marcegaglia attacca la Fiom: "Su Pomigliano non può dire di no"


Marcegaglia attacca la Fiom: 'Su Pomigliano non può dire di no'
16/06/2010, 11:06

ROMA - Continua l'attacco concentrico della Confindustria contro i diritti dei lavoratori, e il fulcro è sempre lo stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco, in provincia di Napoli. Qui la Fiat ha proposto ai lavoratori un patto: lo stabilimento resterà, ma loro perderanno quasi tutti i diritti previsti dalla legge, a cominciare da quello di malattia e da quello di scioperare, per cui c'è addirittura la sanzione del licenziamento, in spregio alla Costituzione. L'unico sindacato a dire di no a questa vicenda è stata la Fiom-Cgil, mentre tutti gli altri hanno aderito.
Ed oggi la Fiom è attaccata anche dalla presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia: "Secondo noi è incredibile che ci sia un no, davanti ad una azienda che va contro la storia, prende produzioni dalla Polonia e le riporta in Italia, investe 700 milioni di euro". Ma anche del leader dell'Udc, Pierferdinando Casini: "Bisogna arrivare ad un accordo. Mi auguro che tra i lavoratori ci sia più intelligenza di quanto c'è stata da una parte del sindacato. Non ci sono alternative all'accordo. L'alternativa è perdere posti di lavoro e mandare la Fiat fuori dal territorio nazionale. C'è una sola scelta: l'accordo".
Un po' più vicino ai lavoratori il segretario del Pd, Pierluigi Bersani: "Non credo che nessuno, nemmeno la Fiat o il ministro Sacconi, possa pensare che un diritto costituzionale sia aggirabile da un accordo. Non abbocchiamo all'amo di chi ce la racconta così. Sacconi dice che vede un grande orizzonte fatto di deroghe ad ogni livello. Se lo sogna. La Costituzione non è derogabile. In ogni caso, c'è un fatto oggettivo: siamo di fronte al primo caso in Europa di rientro della produzione esternalizzata

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di Antonio Rispoli
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