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Pomigliano nel futuro diventerà il secondo stabilimento

Marchionne: "la Fiat non abbandona l'Italia"


Marchionne: 'la Fiat non abbandona l'Italia'
26/03/2010, 20:03

TORINO – Dopo 110 anni d’attività la Fiat diventa globale, internazionalizzandosi sempre di più. Un percorso che ha destato non poche preoccupazioni in Italia. Infatti c’è il rischio che aprendosi al Mondo la fabbrica torinese trascuri la produzione negli stabilimenti italiani a favore di quelli dei paesi emergenti o in USA.
Un allarme che è stato spento grazie all’ abile ad Sergio Marchionne che ha detto al margine dell’assemblea dei soci a Torino: "Stiamo vedendo un nuovo gioco pericoloso, un nuovo tiro al bersaglio contro la nostra azienda. La Fiat non è andata all'estero per capriccio e di sicuro non ha dimenticato l'Italia", ha detto Marchionne durante l'assemblea degli azionisti.
Rinviati al piano industriale che sarà presentato il 21 aprile prossimo i quesiti sulla struttura produttiva e sullo spin off del settore auto, Sergio Marchionne e Luca di Montezemolo hanno ribadito alla assemblea degli azionisti di oggi che l'Italia rimane centrale per il gruppo, nonostante la prossima chiusura di Termini Imerese, e hanno respinto le critiche.
"A volte ho l'impressione che politica e sindacati non abbiano compreso gli sforzi che la Fiat ha fatto per gestire una situazione così critica", ha spiegato l'Ad ricordando gli effetti della crisi finanziaria sui livelli produttivi.
Con le operazioni sviluppate nello scorso anno "si allarga il perimetro di attività, ma il baricentro resta in Italia", ha aggiunto Montezemolo ricordando le critiche degli anni passati perche la Fiat era troppo italocentrica.
Marchionne ha fatto piu volte riferimento alla situazione di mercato del settore auto in Europa, che è visto in calo del 15% nel 2010 e impiegherà quattro anni per tornare ai volumi pre-crisi.
Il piano per l'Italia presentato nel dicembre scorso prevede di portare la produzione nel nostro Paese da 650.000 a 900.000 auto nel prossimo triennio, ha ricordato Marchionne sottolineando l'impegno per lo stabilimento di Pomigliano, dove si costruirà la nuova Panda.
Un impegno che richiede però disponibilità anche dalle altri parti coinvolte, ha aggiunto. "Dovremmo anche poter contare su un maggiore utilizzo degli impianti e varie forme di flessibilita'", ha detto rivolgendosi ai sindacati.
"Mi dà fastidio il mancato riconoscimento dello stato dell'industria nel mondo. E' una situazione molto difficile da gestire, a volte mi sembra di sentire discorsi fatti in aria. Negli Usa il sindacato ha riconosciuto la gravità del problema, qui si continuano a fare vecchi discorsi", ha ribadito il manager nella conferenza stampa dopo l'assemblea.
Parlando agli azionisti, Marchionne ha confermato i target per il 2010, con risultato netto vicino a breakeven e un miglioramento di tutti i settori, esclusi però auto e componentistica.
Nel 2009 il gruppo torinese ha risparmiato 500 milioni su acquisti di materiali e ritiene che su questo fronte ci sarà un ulteriore miglioramento nel 2010.
L'Ad ha poi difeso la scelta di distribuire il dividendo.
I critici, secondo Marchionne, hanno dimenticato che lo scorso anno "gli azionisti non hanno avuto neanche un centesimo. Se il 2008 per la Fiat ha segnato il trading profit più alto della sua storia gli azionisti non hanno avuto dividendi".
C'era allora una situazione di forte incertezza sul futuro e si preferì privilegiare la liquidità.
"Adesso non c'è più quella incertezza e pagare i dividendi è un atto dovuto. Alla luce dei risultati e anche sulla base di prospettive più certe per il futuro", ha detto Marchionne sottolinendo il ruolo degli azionisti negli anni.
"Il 70% del valore di borsa deriva dalle ricapitalizzazioni fatte negli ultimi 17 anni", ha detto il manager.
Fiat ha confermato oggi i progetti di incremento della partecipazione in Chrysler, passando dal 20% attuale al 33% "al massimo entro 24 mesi".
Il primo 5% ci sarà entro quest'anno con la produzione della 500 in America, ma "la cosa piu importante è che Chrysler procede come previsto nel piano di risanamento", ha aggiunto Marchionne.

 

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di Mario Aurilia
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