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L'ad e il presidente di Fiat a Palazzo Chigi

Marchionne va da Monti: "Un incontro perfetto"

Ma negli stabilimenti imperversa la crisi

Marchionne va da Monti: 'Un incontro perfetto'
16/03/2012, 19:03

ROMA - Questione di feeling. Con il primo ministro Mario Monti, Sergio Marchionne ha avuto un “incontro perfetto”.  E' quanto ha laconicamente affermato l'amministratore delegato di Fiat dopo il "vertice" a tre con il presidente John Elkann e il premier. Si è parlato del futuro della casa torinese, dopo che nelle scorse settimane sono circolate voci insistenti sulla chiusura di due stabilimenti in Italia.  Un colloquio durato circa un’ora e mezza, su cui però c’è il massimo riserbo.
Il presidente del Consiglio è anche salito a bordo della nuova Panda, utilizzata dai due manager per raggiungere Palazzo Chigi. Ma al termine dell’incontro, ai giornalisti che chiedevano un commento ha risposto con un “no” secco.
Questo clima di armonia si incastona in un quadro negativo per l’automotive e per la Fiat in particolare,  che ha una flessione delle consegne del 18,7%, perde nel mercato delle auto, già in calo, il 7,2%.  
Intanto, la crisi all’interno degli stabilimenti non si placa. Nella newco Fabbrica Italia Pomigliano, ad esempio,  non sono stati ancora assunti tutti i lavoratori e da tempo si rincorrono voci sul fatto che, in realtà, i lavoratori non verranno tutti riassorbiti. Pronto a scoppiare è anche l’indotto: lunedì circa mille lavoratori dell’attuale Plastic Components Magneti Marelli, ex Ergom, manifestano a Napoli perché solo in duecento sono stati assorbiti dalla new company di Marchionne. E il resto? Per ora, restano fuori.  Non si lavora a Mirafiori e a Melfi, dove gli operai sono in cassa integrazione e lo sciopero delle bisarche (gli autocarri e autotreni che trasportano le vetture) ha imposto la chiusura dei siti di Pomigliano, Cassino e Sevel.
 

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di Gaia Bozza
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