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Non sono bastati i soldi del fondo maltese

Melegatti: boom di ordini, ma la società chiede la cassa integrazione


Melegatti: boom di ordini, ma la società chiede la cassa integrazione
11/12/2017, 09:56

SAN GIOVANNI LUPATOTO (VERONA) - Sembrava essersi rimessa in corsa la Melegatti, dopo la crisi di liquidità che l'avevaportata ad un concordato preventivo. Il fondo maltese Abalone aveva versato 6 milioni per far partire la produzione di panettoni e pandori e ne ha promessi altri 10 a gennaio. A questo si è aggiunta una campagna di annunci fatti da volontari sui social network, annunci che hanno portato ad un boom di ordini. Dovrebbero essere buone notizie per i 90 dipendenti fissi e per i 225 stagionali, ma non è così. Infatti l'azienda ha chiesto la cassa integrazione per una parte dei propri dipendenti. motivandola con il ritardo nella distribuzione: avviare la produzione adesso porterebbe a consegnare i prodotti troppo a ridosso del Natale, quando tutte le famiglie hanno già comprato il necessario e i commercianti cominciano a fare forti sconti per sgombrare i magazzini. 

Intanto i commissari sono alle prese con i bilanci e i debiti che avevano portato la società al concordato. Contavano sulle entrate dei pandori e panettoni e poi su quelle delle colombe pasquali (la cui produzione inizia subito dopo la fine di quella dei panettoni) per risollevare economicamente l'azienda. Ma adesso cosa faranno? 

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di Antonio Rispoli
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