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MENARDI: "DOBBIAMO COSTRUIRE CENTRALI NUCLEARI, E' PIU' ECONOMICO ED ECOLOGICO"


MENARDI: 'DOBBIAMO COSTRUIRE CENTRALI NUCLEARI, E' PIU' ECONOMICO ED ECOLOGICO'
16/07/2008, 11:07

Giuseppe Menardi, vice Presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato, eletto in quota al PdL, ha pubblicato un libro dal titolo "La globalizzazione dell'atomo", nel quale afferma le sue ragioni a favore dell'uso del nucleare. In particolare Menardi, nello stile classico della Destra al governo, attacca a testa bassa il referendum antinucleare fatto in Italia negli anni '80, definendolo un disastro che ha bloccato lo sviluppo dell'Italia. Inoltre fa notare che il costo di un kilowatt di energia elettrica prodotto da una centrale atomica è di circa 5-7 centesimi, mentre quello dell'energia fotovoltaica vai dai 29 ai 60 centesimi, secondo i suoi calcoli, il che implica che l'energia atomica è più conveniente.

Inoltre il senatore fa notare come, dal 2001 ad oggi, usando l'energia atomica, come propose Berlusconi sin dal momento in cui venne eletto, avremmo risparmiato più di 12 miliardi all'anno, cifra che ci avrebbe consentito di costruire fior di infrastrutture. Inoltre afferma che a chiedere di intraprendere la strada del nucleare è la stessa Unione Europea, che ha approvato una risoluzione sulle fonti energetiche, in cui afferma che l'uso di centrali atomiche a medio termine è necessario per garantire il carico base dell'energia in Europa. Inoltre, con gli ambiziosi obiettivi dell'Europa di tagliare la produzione di gas serra del 20% - rispetto al 1990 - entro il 2020, l'uso del nucleare diventa indispensabile.
Che dire? Tralasciando la volgarità e l'offensività nei confronti dei cittadini che fecero a suo tempo una scelta precisa, rinunciando all'uso del nucleare, le sue argomentazioni non sono per nulla convincenti, quando non sono false e fuorvianti. Per esempio, è vero che un kilowatt di energia prodotto da una centrale nucleare costa poco, ma solo se si contano i costi di esercizio. Ma quelli sono bassissimi allo stato. Il problema sono i costi necessari per fare una centrale nucleare con i sistemi di sicurezza affidabili e validi e il costo per lo smantellamento, visto che tutto il materiale con cui viene fatta la centrale nel corso degli anni diventa radioattivo. Inoltre ci sono i costi di smaltimento delle scorie, che di certo l'Onorevole Menardi non terrà nella cantina di casa sua, e che rimarranno radioattive per migliaia e migliaia di anni, spandendo tanta radioattività da generare tumori e altre malattie, se non verranno stoccate nel modo giusto (che costa). Ed infine ci sono i costi sociali, intesi come malattie più o meno gravi delle persone che vivono nei dintorni delle centrali, caratteristica costante di ogni centrale nucleare costruita nel mondo.
Inoltre nel libro non si accenna ai tempi di costruzione per avere una centrale nucleare. Per esempio la Finlandia, che sta costruendo una centrale nucleare, già ha avuto uno sforamento dei tempi di oltre tre anni e di costi, che sono di fatto raddoppiati. E sappiamo che lì sono molto efficienti in queste cose. Inoltre è facile dimostrare che se per esempio Paesi come la Danimarca e la Germania, che passano oltre la metà dell'anno sotto una coltre di nuvole, se non di pioggia, neve e gelo, riescono a produrre il 15% della loro energia dal solare, quanta ne possiamo produrre noi, che in media abbiamo oltre 250 giorni di sole all'anno? Inoltre, una centrale nucleare sicura costa oltre 10 miliardi di euro. Siamo disposti a sobbarcarci questa spesa, noi cittadini, a fronte del fatto che l'uranio, secondo gli stessi produttori, non durerà più di 50 o 60 anni, all'attuale livello dei consumi? E visto che la popolazione protesta per la costruzione di una discarica o di un inceneritore, come accoglierà la costruzione di una centrale nucleare sotto casa?
Infine la risoluzione dell'Unione Europea consiglia la strada del nucleare, ma a chi ce l'ha già, perchè buttare le scorie a mare di nascosto o sotterrarle senza precauzioni - cosa che fanno la maggior parte delle nazioni - non è esattamente il mio concetto di ecologia. E mi sa che anche a livello europeo la pensino così.
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di Antonio Rispoli
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