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Montepaschi si colloca al primo posto tra le aziende del settore finanziario


Montepaschi si colloca al primo posto tra le aziende del settore finanziario
12/02/2011, 09:02

Siena, 12 febbraio 2011 – Banca Monte dei Paschi di Siena è la prima azienda del settore finanziario - e la quinta in termini assoluti - nella classifica delle società virtuose del carbon management, stilata dall’organizzazione internazionale Carbon Disclosure Project.

La graduatoria “carbon disclosure leader 2010” è stata redatta tenendo in considerazione sia la riduzione delle emissioni di CO2, sia le strategie messe in atto dalle aziende nella gestione delle problematiche del cambiamento climatico.

<<Banca Mps azzererà entro il 2013 le emissioni dopo averle quasi dimezzate negli ultimi 5 anni - dice Alessandro Santoni, responsabile pianificazione strategica, research e investor relations - ed aver finanziato investimenti nel settore energia e ambiente per oltre 3,5 miliardi, 400 dei quali finalizzati nel primo semestre del 2010 allo sviluppo delle fonti rinnovabili, con un incremento del 100% rispetto al dato del 2009.>>

Oltre ad un’articolata offerta di prodotti riservati a chi investe nella finanza sostenibile, il Gruppo Montepaschi si è distinto per essere l’unica Banca italiana inserita nel Carbon Disclosure Leadership Index, l’indice che comprende le aziende che hanno fatto della gestione del climate change una componente strategica del proprio business.

Secondo il rapporto CDP Italy 2010 le principali aziende mondiali quotate in Borsa, nonostante la mancanza di un accordo globale sul cambiamento climatico, affermano che il carbon management sta assumendo una priorità strategica per il loro business, diventando a tutti gli effetti un driver competitivo. Anche in Italia, il carbon management si sta definitivamente imponendo nell’agenda dei consigli di amministrazione quale importante indicatore a cui gli investitori guardano con sempre maggiore attenzione.

Delle 60 maggiori aziende del mercato finanziario italiano interpellate, per la prima volta le 21 che hanno risposto hanno fornito informazioni non solo sulle loro strategie per un futuro low-carbon, ma anche sulla governance adottata, la comunicazione verso gli stakeholder e i risultati ottenuti. La percentuale di disclosure sulle emissioni di CO2 è salita al 95% tra le aziende che hanno risposto al sondaggio, marcando una crescita sostenuta rispetto all’anno precedente (78%).

E’ aumentato anche il numero di aziende che divulga gli obiettivi di riduzione delle emissioni (16 nel 2010 rispetto ai 7 del 2009) e coloro che hanno intrapreso azioni nel corso dell’anno (18 nel 2010 contro 9 nel 2009), a partire dall’aumento dell’efficienza energetica e dell’illuminazione degli edifici, al revamping degli impianti, costruzione di nuovi, e produzione di energia da fonti rinnovabili.

Il coinvolgimento con i politici è visto dalla maggioranza come un aspetto importante della strategia: il 67% ha dichiarato di lavorare con i responsabili politici a possibili risposte ai cambiamenti climatici anche in materia fiscale, di regolamentazione e di carbon trading, nonostante la parte corrispondente delle aziende Global 500 ammonti a circa l’80%.

Per quanto riguarda la strategia di comunicazione e coinvolgimento degli stakeholder, il 90% dei respondent ha pubblicato informazioni circa le proprie azioni intraprese. In particolare 15 società su 21 pubblicano tali informazioni sia nella relazione annuale, o in altri documenti ufficiali, ed in comunicazioni volontarie quali i rapporti di corporate social responsibility.

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di Redazione
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