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Monti: "Niente manovre per l'Italia". Ma dice il vero?


Monti: 'Niente manovre per l'Italia'. Ma dice il vero?
03/04/2012, 17:04

Oggi c'è stato il Financial Times che ha riferito di un documento, circolato in maniera confidenziale all'ultima riunione dei capi di Stato europei tenutasi a Copenaghen, nel quale si preannuncia che l'Italia è fuori dai parametri per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 e che quindi dovrà presto fare una nuova menovra. La notizia è stata smentita dal premier italiano Mario Monti, che ha negato qualsiasi veridicità. Ma ha detto il vero?
Beh, adesso come adesso è presto per dirlo. Tuttavia qualche previsione si può fare. Innanzitutto, quantifichiamo i dati: quanto è attualmente il nostro deficit? Le statistiche provvisorie (vengono ufficializzate a maggio) parlano di un 3,9% del Pil. Significa che, entro due anni, dobbiamo rientrare di circa 60 miliardi. Sarà possibile? A vantaggio di questa ipotesi ci sono le tasse messe dal governo Berlusconi e dal governo Monti, che quest'anno ci costeranno oltre 80 miliardi in più dell'anno scorso, e altri 84 nel 2013. A svantaggio, l'andamento dell'economia: per il 2012 si prevede un calo del Pil dell'1,6%, una crisi che gli esperti affermano finirà solo a metà del 2013. Per cui l'anno prossimo la crescita dovrebbe essere intorno allo zero. Ma secondo il Centro Studi della Confindustria, nel 2012 ci saranno almeno 200 mila nuovi disoccupati. Questo dato è stato tenuto presente? E' stato tenuto presente che la benzina ha ormai raggiunto i 2 euro al litro? E' stato tenuto presente che ad ottobre, con l'aumento dell'Iva dal 21 al 23%, ci sarà un aumento dei prezzi dei prodotti di base (alimentari, benzina, ecc.) di almeno il 10%? E quindi un ulteriore crollo dei consumi, che già adesso sono asfittici, per non dire di peggio? Nelle stime è stato calcolato tutto questo?
Difficile saperlo. Ma è chiaro che se uno solo di questi problemi è stato trascurato o sottovalutato, i dati non corrisponderebbero più alle previsioni.
Ma sarebbe possibile fare una ulteriore manovra finanziaria, qualora dovessimo trovarci fuori dalle previsioni? Dipende. Chi dovrebbe pagare? Se dovesse essere una manovra come quelle dei governi Berlusconi o del governo Monti, allora a pagare saranno i ceti medi e bassi, cosa che significherebbe un rapido crollo dell'economia, fino a fare i conti con una situazione come quella greca. Se viceversa si cominciasse a cambiare strada, le cose potrebbero cambiare rapidamente. Per esempio, si potrebbero cominciare ad introdurre, nel nostro Codice le norme anticorruzione previste dall'Europa sin dal 1999 e mai adottate; cosa che dovrebbe aiutare a scoraggiare i corruttori e permettere un recupero, almeno parziale, dei 60 miliardi all'anno che vengono sprecati dallo Stato a causa della corruzione. Oppure reintrodurre reati come il falso in bilancio, in modo da fare pressione sugli evasori fiscali, invece di limitarsi a fare interventi spot come quelli di cui si legge ogni tanto sui giornali. E magari, giacchè ci siamo, anche abolire tutte le leggi ad personam fatte dal governo Berlusconi: abolire la legge ex Cirielli, per aumentare i tempi di prescrizione; abolire l'articolo "Mondadori", che ha permesso a Silvio Berlusconi di non pagare 300 milioni di euro per una storia di evasione fiscale commessa dalla Mondadori negli anni '90; e così via. Tutte norme che sono state - indipendentemente dalla volontà di chi ha scritto le leggi e di chi le ha approvate in Parlamento - oggettivamente a favore di chi voleva evadere il fisco.
Quindi, tornando alla domanda iniziale: Monti ha detto la verità, quando dice che non ci saranno manovre fiscali? No. Al massimo può dirlo per tranquillizzare i telespettatori e chi gli vuole credere. Ma non può esserne sicuro. Resta solo da sperare che abbia ragione e che capisca quello che vorrà dire mettere altre tasse. A meno che non abbia altri obiettivi...

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di Antonio Rispoli
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